sabato 29 marzo 2014

Uno sguardo complessivo alla storia: Fascismo e Resistenza (II).


            Stamani parleremo di Resistenza: guerra partigiana, stragi, eccidi e violenze nella nostra zona, ossia nelle Colline Metallifere. Non basterebbe un corso di molte lezioni per esaminare nel dettaglio la complessa situazione tra gli anni 1938-1945, perciò affronteremo soltanto alcuni episodi, tra i più salienti, e in una dimensione territoriale ristretta, quella dove nacquero ed operarono alcune formazioni partigiane: la XXIII Brigata Garibaldi e la III Brigata Garibaldi, con le loro più piccole articolazioni, bande e distaccamenti, tralasciando gli avvenimenti della fascia costiera da Grosseto a Livorno e dell’area senese-amiatina, ove operarono, prevalentemente la Brigata Garibaldi Spartaco Lavagnini e il Raggruppamento Patrioti Monte Amiata, la prima di tendenza comunista, la seconda monarchica.

            La bibliografia su questo tema è ampissima, sia storica che memorialistica e nella Biblioteca Comunale credo troverete i miei libri e quelli di Jader Spinelli, Mauro Tanzini, Aroldo Salvadori, Aldo Merlini, Michele Fontanelli, Ugolino Della Gherardesca, Brunello Ticciati, Paolo Ferrini, Giovanni Batistini, Lelio Lagorio, Enzo Giustarini, Katia Taddei (è una vostra professoressa), Fosco Sorresina ed altri. Nel libro di Jader Spinelli, La liberazione a Pomarance, i fatti della Resistenza sono praticamente e minuziosamente descritti quasi giorno per giorno e forse alcuni di voi li conosceranno già.  
            Dopo la prima guerra mondiale 1914-1918, che costò all’Italia un numero altissimo di morti, mutilati e feriti (circa due milioni in tutto), si aprì un periodo di caos politico caratterizzato da una gravissima crisi economica. Lo sbocco di tale crisi portò alla guida del Paese il Partito Fascista capeggiato da Benito Mussolini. Nel 1922, dopo il tentativo del “falso golpe” con la marcia su Roma degli squadristi fascisti, il Re offrì la guida del Governo a Benito Mussolini ed ai suoi camerati. Si istaurò una vera e propria dittatura e tutte le libertà democratiche furono soppresse mentre si intrapresero azioni di guerra in Africa (1935) e in Albania (1939) alla vana conquista di un “impero”, stringendo alleanze con la Germania nazista di Adolf Hitler e con il Giappone imperialista. Come atto di sudditanza a Hitler vennero proclamate in Italia, nel 1938, le “leggi razziali” che comportarono per tutti gli insegnanti e studenti ebrei l’espulsione dalle scuole, il sequestro dei loro beni e l’impedimento dei matrimoni misti. Migliaia di ebrei furono costretti ad emigrare all’estero.
           
            La Germania iniziò la seconda guerra mondiale nel 1939 invadendo la Polonia e Mussolini, come alleato, la seguì il 10 giugno 1940, aggredendo vilmente la Francia, già stremata dall’invasione tedesca.

            Dopo una prima  fase di guerra favorevole alle armate hitleriane, alla fine del 1942, con la vittoria dei russi nella battaglia di Stalingrado nella quale oltre 80 mila soldati e ufficiali tedeschi furono fatti prigionieri, iniziò l’irreversibile declino che porterà l’Italia, l’8 settembre 1943, alla firma dell’Armistizio (cioè di un trattato di pace) con le armate delle potenze Alleate, cioè americani, inglesi e francesi d’Oltremare del generale De Gaulle. Il giorno seguente nasce il CLN, costituito dai rappresentanti di tutti i partiti antifascisti che avevano operato all’estero e nell’illegalità. Ormai i tedeschi e gli italiani sono stati sconfitti in Africa, mentre sul fronte orientale le armate russe avanzano verso la Germania e gli anglo americani sbarcano sulle coste della Normandia, in Sicilia e successivamente a Salerno. Anche in Asia le armate giapponesi, alleate dei nazifascisti, cominciano a cedere agli americani, ai cinesi ed ai francesi.


                                                                                              (continua)



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