lunedì 25 dicembre 2023

Memoria del Natale. Ritrovo una piccola poesiola del 1969, forse scritta per la mia primogenita. Per Natale quand’ero piccino io facevo il contadino. Allora per i bimbetti c’eran pochi regaletti: un vecchio barattolo per tamburo, un soldatino senza una gamba, due migliacci ed il carburo. E nel letto con la zia, da piedi, a farci il solletico! Le pecore nell’ovile, i grandi intorno al focarile, mentre nel bosco il vento fischiava, tutti contenti ci si scaldava. Nonno Beppe accendeva la pipa e raccontava una storia antica. Laggiù, al Vallonsordo, ci fu una tragedia, tutti morti per rubare, ma una bimba ferita sotto il tavolino fece la morta e all’alba parlò: insegnando gli assassini! Intanto, nel pagliaio, la cagnetta faceva la serenata alla luna; ed anche il maiale grugniva, che la ghianda del quercione era stata una buona razione! Una notte senza eguale, la notte del Santo Natale!

mercoledì 20 dicembre 2023

BUON NATALE 2023. Questa filastrocca la scrissi nel 1990, ma la ritengo sempre attuale! Buon Natale a questo e a quello Buon Natale all’asinello Buon Natale al bambinello Buon Natale all’alberello Alla pecora e all’agnello Tutti intorno al focherello Buon Natale a questo e quello! Buon Natale a Gesù Bambino Buon Natale al suo padrino Buon Natale al malandrino Buon Natale al Santo Vino Tutti intorno al tavolino Buon Natale a Gesù Bambino! Buon Natale al cane e al gatto Buon Natale al savio e al matto Buon Natale al lupo e al ratto Buon Natale all’uomo esatto Tutti pronti al nuovo patto Buon Natale al cane e al gatto! Buon Natale alla bandiera A quella rossa e nell’Inferno A quella nera. Buon Natale ai palombari Ai delfini ai calamari Buon Anno a chi mi pare A chi sa piangere e sa amare Buon Natale al fiume e al mare E al cesso per cacare. Buon Natale al sogno ardito A chi vagheggia l’infinito Buona Natale al mito e al rito A chi ha l’animo pulito Buon Natale di bagordi Agli ubriachi ed agli ingordi Buon Natale ai miei ricordi Buon Natale agli antenati (che non ho dimenticati) Ai blasfemi e agli appestati Ai musicanti e agli stonati Ai fuggiaschi e ai carcerati Tutti tutti oggi vi sento Bisbigliar tristi nel vento Buon Natale al mio tormento! Buon Natale alla mia donna Al suo viso, al suo sorriso Lei mi ha dato il Paradiso Senza essere Madonna Buon Natale alla mia donna. Buon Natale senza amarezza Con un bacio e una carezza Del doman non v’è certezza! Con un bacio e una carezza! Buon Natale al condimento Tutti intorno al tavolino Buon Natale al Santo vino. Buon Natale a Gesù Bambino!

domenica 10 dicembre 2023

 

POESIE DI CARLO GROPPI PUBBLICATE, AL 30 SETTEMBRE 2023: n° 332.

Anno di nascita di Carlo: 1938 - Inizio scrittura poesie: 1952. Durante gli anni sono andate disperse tra le 80 e le 100 poesie. Tutto il “Canzoniere” contiene oltre 1100 poesie, in 27 fascicoli rilegati. Esiste una copia a stampa con il PC, in ordine generalmente cronologico + i testi su FB.

Poesie pubblicate:

1963 – n° 2 – Libriccino con altri autori, in Italia.

1996 – n° 6 sulla Rivista trimestrale La Comunità di Pomarance. Molte altre sono state pubblicate sulla Rivista negli anni successivi fino al 2023.

 2007 – n° 29 in La cometa Swan: volumetto rilegato.

2008 – n° 2 su il Foglio della Poesia di Volterra.   

2008 – n° 10 in El poeta canta por todos, in lingua italiana-spagnola, con i testi di Susana Ruiz Tarrias, volumetto rilegato.

2010 – n° 60 in La vita larga, volumetto rilegato.

2012 – n° 60 in Viandante nella memoria, volumetto rilegato.

2014 – n° 44 in Grazie alla vita, volumetto rilegato.

2016 – n° 34 in Notte che sgorghi e ti dilati, volumetto rilegato.

2018 – n° 7 in Nous sommes ici: 7 in lingua italiana-francese, con i testi di Luciana Radi, e traduzione di Simone Lea Fayard, volumetto rilegato.

2019 – n° 22 in Poesie, con i testi di Luciana Radi, volumetto rilegato.

2021 – n° 20 in Non tutto morirò, volumetto rilegato.

2023 – n° 20 in La vita è sogno! In lingua italiana-tedesca, con i testi tradotti da Doris e Wolfgang Ehrenstein, volumetto rilegato.

 

Tutti i volumi, pubblicati in 300-350 copie, sono esauriti!



venerdì 8 dicembre 2023

Per Mario, Anne e per l’arte!

 

Nei nostri tempi ipermoderni

tutto scorre con la rapidità della luce.

Compresa l’arte.

Il mondo magico della mente

abbraccia temi imperscrutabili,

e, forse, al di là dell’umano.

Ne era fermamente convinto

Mario Daniele, scultore e Accademico,

siciliano di nascita, approdato a Firenze,

ma cittadino europeo, e infine,

stabilitosi, con la moglie Anne Bruylants,

anch’essa premiata artista, 

nell’antico Borgo di Castelnuovo,

a ridosso della Porta Fiorentina!

Mario è morto da pochi mesi,

il 16 giugno 2023,

lasciando un vuoto incolmabile

nella nostra piccola Comunità.

Rimangono di lui molte opere, inedite,

per una grande mostra antologica

che doveva esser allestita 

presso l’Accademia

delle Arti del Disegno di Firenze. 

Eravamo diventati buoni amici,

apprezzandomi più di quanto meritassi. 

Mario possedeva un altro dono:

sapeva apprezzare e valorizzare

pitture, sculture e poesie,

dei nostri paesani,

sempre pronto a commentarle,

esporle e lodarle.

Ricordo di Mario, tra i tanti,

un Festival artistico

di scultura, pittura, musica,

svoltosi nel settembre 2018

nel Borgo di Montecastelli Pisano,

da lui battezzato con il titolo di

“Il mondo magico della mente”,

del quale, con tanti collaboratori,

riuscì a coinvolgere ben 37 artisti.

Il bellissimo catalogo,

si avvalse del fotografo Fabio Fiaschi 

e di sua figlia Annalisa,

una mia splendida amica

che scruta le stelle!

In particolare, Mario apprezzava

le opere di un artista locale,

un pittore, il prof. Claudio Bruni,

il quale allestisce da anni,

insieme alla moglie Rosalia,

anch’essa pittrice,

nel suo grande spazio

al piano terra del Palazzo residenziale,

nella via centrale del paese,

le sue opere, antiche e moderne,

con ingresso libero.

Opere luminose e grandi,

dai brillanti colori,

quasi a renderle vive.

Consiglio di ammirare,

tra le tante,

due tele di piccolo formato,

tre volti di ragazze e un gatto:

i felini che piacciono a me!!!





sabato 2 dicembre 2023




 


PICCOLI INCONTRI LETTERARI (PIL).

ANNI FELICI.

 

Il progetto di questi “incontri” partì nel 2006 da due-tre persone del Comune di Radicondoli, Lara, Rosella, Daniela e il luogo prescelto fu l’allora Casa della Memoria “L’Aquilante” di Belforte.  Lo scopo era quello di una socializzazione intorno a temi creativi di scrittura, prosa, poesia, oroscopo, ed anche di consumare un piccolo dolce e sorseggiare un bicchiere di spumante! Intanto stavamo diventando amici! Gli incontri si svolgevano cosi: in ogni singola riunione c’era un tema diverso (ma si poteva anche andare fuori tema) e, in senso rotatorio ognuno poteva esprimersi. Seguiva una piccola discussione. Siamo partiti con un incontro al mese, con qualche sfalsamento, fino all’inizio della pandemia che ci ha bloccato per due anni. Cambiata la sede da Belforte a Radicondoli, persi per strada alcuni del gruppo iniziale, i PIL sono ripresi nel 2023, ma qualcosa era cambiato, sia nelle presenze, che nelle sedi, e, forse, anche per impegni di lavoro delle storiche coordinatrici, così di incontri ne sono stati effettuati soltanto tre. Il futuro rimane incerto. Nel 2017 fu pubblicato un delizioso libriccino, con testi dei partecipanti e le originali locandine che ogni volta annunciavano il PIL, vere e proprie piccole opere d’arte! Un inno alla creatività!

Io, che fui “incoronato” poeta nel 2007 a Belforte da una mia coetanea, scrittrice e poetessa, che non c’è più, Marta Liti, sono stato un fedele partecipante, godendo, anche al ritorno, spesso nella sera e nel buio, della magia del cielo, dei boschi, e delle presenze animali. Avevo anche un ricordo lontanissimo, un amore adolescenziale al Mulino delle Cerbaie, ormai sepolto tra le rovine e gli arbusti, lungo il fiume, e rallentavo la mia corsa per mandare un saluto romantico a chi non c’era più! Ebbi anche un “apprezzamento” letterario da una ragazza che aveva scelto come tema “Il Museo dell’Innocenza”, parlando del mio viaggio a Istanbul, al mio amore per Orhan Pamuk e al suo grandioso romanzo.  

Il mio tema fu “Chinatown” e si svolse nella seduta dell’ottobre 2014:

“In Chinatown mi ci sono smarrito (e ritrovato) molte volte. Dapprima, a scuola, nel disegno geometrico, cartografico e di macchine industriali usando il Graphos e gli inchiostri di china nero e colorati, della Pelikan; successivamente in quelli della Koh-I-Noor, negli anni cinquanta leader dei prodotti per la grafica, con sede a Praga, per uso di ufficio; successivamente in alcune letture fondamentali: Il bisturi e la spada e Stella rossa sulla Cina, la storia della lunga marcia di Mao Tse Tung. Poi nelle poesie del fiume Wang ed in quelle presentate da Montale, soprattutto dei poeti Tu Fu e Li Po che tanta influenza hanno avuto nella mia evoluzione letteraria, infine in quelle di Brecht e nei racconti di Lu Xsun, Premio Nobel per la letteratura agli inizi del Novecento. Poi arrivarono il “libretto rosso” di Mao con le edizioni delle sue opere tradotte in italiano e pubblicate dalle Edizioni Oriente, presso le quali lavorava un mio compagno di partito, insegnante nelle scuole di Milano, originario di Sasso Pisano. In quegli anni mi ero abbonato alla rivista illustrata di propaganda cinese, stampata a Pechino in lingua italiana, LA CINA e, anche grazie ai contatti con Dinucci, un comunista pisano poi approdato, attraverso Tirana, in Cina. Ma l’incontro più affascinante fu quello con una anziana giornalista, una americana-apolide, Anne Luise Strong, dimorata a Pechino, che non solo scriveva sulle principali testate politiche del mondo, ma inviava a qualche centinaio di amici una periodica “Lettera dalla Cina”, con gli aggiornamenti e le considerazioni su quel periodo esaltante e controverso della “rivoluzione culturale cinese”. Mi piacerebbe che qualcuno dei presenti al PIL, se lo riterrete opportuno, leggesse una poesia “cinese” da me scritta e pubblicata nel libriccino “Grazie alla Vita”.

Canzone della dolorosa felicità.                    

 

Si legge nel poema dei “salici azzurri”,

di come misteriosamente il poeta Wang

s’innamorasse di una leggiadra fanciulla

di diciott’anni, mentre lui

stava per varcare la soglia dei settanta,

e di come fosse ricambiata

la sua folle passione

 

Era Wang d’animo generoso,

saldo nelle membra che l’ubbidivano;

nella lunga vita fortunato in amore,

non disdegnando, tra le concubine,

amanti aver serve e contadine

d’ogni villaggio, sempre le più belle

e bramose: a tutte regalava i fiori

della sua poesia, prima di partire.

 

Instancabile cercava la felicità

che ancor non l’avea saziato.

 

Ma la vergine d’ebano e avorio

portava negli occhi una luce

divina  e selvaggia, scudo e spada

del suo cuore candido.

 

Wang le rubò un bacio e Lù

rapida s’asciugò le lacrime

con la manica della sua veste fiorita,

e fu in quel momento che il poeta

stringendola a sé arditamente, le parlò:

 

<t’amo per la tua gentile bellezza,

la sottile sensualità delle movenze,

amo i tuoi occhi ed i tuoi denti,

i pomi dei tuoi seni ardenti

e la morbidezza delle tue cosce,

se sarai mia non avrai ricchezza,

né figli, né gloria imperiale,

ma solo il fardello dell’immortalità>.

 

Lù l’ascoltava con piccolo tremore,

ma quando tacque accostò le tumide

labbra alla sua bocca, entrò infine

e morse con voluttà, poi,

con un gemito roco, disse le tremende

parole: <mio amore inatteso e doloroso,

senza futuro, vorrei mangiare

il suono della tua voce!>

 

venerdì 1 dicembre 2023


 

 


MARIE CURIE.

Nel 2018 scrissi un breve saggio, con molte immagini, sulla vita di Marie Curie e sulla sua visita nella Regione Boracifera di Larderello, ed in altre poche località con fenomeni di acque termali, onde studiarne la radioattività e la presenza del radon. Chi si reca in visita al bellissimo Museo della Geotermia di Larderello potrà notare sul libro storico dei visitatori, aperto in una teca protettiva, la pagina con la firma autografa della Curie e dei suoi importanti accompagnatori. Marie compi molte analisi dei soffioni e dei lagoni boraciferi, a Larderello, Sasso Pisano e Lago Boracifero. Al termine della sua visita in Italia fu organizzato un Congresso Scientifico a Sanremo, che determinerà il progetto di costruzione dell’Università delle Scienze di Roma, nella quale studiò e insegnò Enrico Fermi, premio Nobel nel 1938, per la Fisica, prima di fuggire dall’Italia fascista, insieme alla moglie ebrea, causa l’entrata in vigore delle Leggi Razziali, per gli Stati Uniti d’America. Nel 2020, in luglio, apparve il film di Marianne Satrapi, RADIOACTIVE, con Rosamund Pike nel ruolo di Marie Curie. Passò anche su un canale televisivo. L’unico rimprovero che faccio a Marianne è quello di non aver accennato alla visita di Marie a Larderello, in Toscana, allora Centro Mondiale della Geotermia, e di aver eseguito rilevazioni sulla radioattività, in particolare sul Radon, a Larderello, Sasso Pisano e Lago Boracifero. La sua visita in Italia dette vita ad un Congresso Scientifico a San Remo, che porterà all’apertura dell’Università delle Scienze di Roma. Fermi ritornerà in visita a Larderello negli anni ’60, per valutare le possibilità di costruzione di una centrale nucleare, visitando la Centrale Tre, allora la più potente del mondo. Morirà poco tempo dopo negli Stati Uniti e, per fortuna, della centrale nucleare non se ne parlerà più.  Ma il film RADIOACTIVE, un vero capolavoro, è stato ispirato dal libro di Lauren Redniss “RADIOACTIVE – Marie e Pierre Curie. Una storia d’amore e di contaminazione”, pubblicato in Italia da Rizzoli nel 2020, senza indicazione di prezzo.