lunedì 17 marzo 2014

Morto il professor Ivano Tognarini

Piombinese, grande studioso della storia della Resistenza, aveva 70 anni
I funerali lunedì 17 a Fiesole. Il ricordo del sindaco Gianni Anselmi
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    PIOMBINO. E’ morto il professor Ivano Tognarini. Avrebbe compiuto 70 anni il prossimo 2 giugno. Era ammalato da tempo. Tognarini, piombinese, aveva insegnato storia moderna all’Università di Siena fin dalla metà degli anni Settanta. Grande e costante il suo impegno nella ricostruzione della storia partigiana locale e non solo; così come importantissimi sono stati i suoi studi dedicati alla battaglia di Piombino contribuendo al riconoscimento della medaglia d’oro alla città. Aveva fondato l’Istituto storico della Resistenza.

    IL RICORDO DEL SINDACO DI PIOMBINO GIANNI ANSELMI
    Volle scrivermi del suo rammarico, l’anno scorso, per non poter essere presente in quella che
    riteneva una ricorrenza storica e familiare alla quale non avrebbe mai voluto mancare: il 70°
    anniversario della Battaglia del 10 settembre 1943. Ivan Tognarini mi inviò un messaggio, da
    leggere pubblicamente, dove dichiarava il suo dolore per «non poter essere, in questa occasione
    così importante e significativa, in mezzo ai cittadini della “mia” Piombino».
    Già in quei giorni la malattia stava guadagnando terreno, ma non gli impediva di continuare a lavorare con indomabile passione e coraggio, con un pensiero sempre rivolto alla “sua città”, con la quale ha condiviso
    molte battaglie e raggiunto traguardi da molti ritenuti impensabili. La storia della città operaia, il suo
    ruolo nell’antifascismo e nella resistenza toscana, è sempre stata al centro della sua intensa
    attività scientifica, iniziata già prima della laurea, nel 1971. Ivano era nato nell’anno della
    Liberazione di Piombino; figlio di Federigo, comandante partigiano della Brigata Garibaldi, ne
    aveva ereditato la passione per la verità e l’insofferenza per l’ingiustizia.
    La storia della società italiana, la siderurgia, il movimento cooperativo e quello operaio, in particolare tra l’avvento del fascismo e la resistenza, sono uno dei campi di studio ai quali dedicò gran parte della sua vita,
    lasciando scoperte e contributi fondamentali, come la messa a punto sul piano storiografico degli
    eccidi e delle rappresaglie nazifasciste durante la seconda guerra mondiale. Fu tra i primi studiosi
    italiani a tirare fuori dagli “armadi della vergogna” storie, personaggi e fatti dimenticati, con una
    tenacia che lo portò anche a visitare gli archivi militari di tutto il mondo. Con la stessa pervicace
    passione aveva cominciato a lavorare, ancora giovane ricercatore, alla ricostruzione della battaglia
    del 10 settembre 1943 e alla documentazione che, in quegli anni difficili, avrebbe portato ad un
    primo straordinario risultato nel 1974 (la concessione della Medaglia d’Argento al Valor Militare,
    consegnata dal presidente della Camera On. Nilde Jotti) e infine al massimo riconoscimento della
    Medaglia d’Oro, appuntata al gonfalone dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

    Sempre nel 1974 organizzò a Piombino il primo di una lunga serie di convegni (Il sindacalismo
    rivoluzionario in Italia nel periodo della Seconda Internazionale), molti dei quali volle organizzare
    nella città che rappresentava il centro di ispirazione del suo sentire etico e culturale. Nel suo
    sconfinato curriculum scientifico e accademico figurano centinaia di conferenze, incarichi
    prestigiosi e pubblicazioni con le più importanti case editrici italiane, molte delle quali dedicate alla
    storia piombinese, come il fondamentale saggio Là dove impera il ribellismo, del 1988. Dal 1976 si
    era dedicato all’insegnamento ed è stato uno dei più apprezzati docenti di Storia Moderna
    dell’Università di Siena. Membro della Deputazione Toscana di Storia Patria di Firenze, era stato
    nominato Direttore e dal 2000 Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana. Fin dalla
    sua fondazione, nel 1973, aveva diretto la rivista Ricerche Storiche, centro di promozione per
    iniziative di studio sui grandi temi della storia economica, sociale e culturale italiana ed europea,
    dal Medioevo all’Età contemporanea, ma anche per il lavoro di molti giovani ricercatori. Ivano
    credeva fortemente nell’immortalità degli ideali, nel valore dei ragazzi e nel dovere della memoria:
    nel 1999, con l’Amministrazione Comunale, firmò l’ormai celebre fumetto su La Battaglia di
    Piombino (ESI, testi di Tognarini, disegni di Massimo Panicucci), che volle presentare
    personalmente agli studenti in una serie di incontri nelle scuole della città.
    Gli piaceva avere un contatto diretto con la gente: aveva raccolto personalmente decine e decine di testimonianze, conservate all’archivio storico, e collaborava da anni con la rivista Piombino Oggi, dove aveva una
    pagina a disposizione che utilizzava oculatamente, scegliendo volta per volta argomenti,
    approfondimenti e notizie da comunicare ai suoi lettori. Perché Ivano era un uomo generoso, come
    solo i grandi sanno essere: sapeva dare spazio agli altri, ne riconosceva il merito e ne apprezzava
    sinceramente il successo; traeva la sua forza da salde radici e dal calore della famiglia che lo ha
    sempre sostenuto, l’adorata moglie Gabriella e il figlio Niccolò, che ne segue le orme di storico.
    Con lo stesso entusiasmo e instancabile impegno lavorava per progetti di rilievo internazionale
    come per piccole iniziative locali, a fianco delle massime istituzioni come delle amministrazioni
    locali e delle associazioni.
    Molti paesi toscani, che hanno avuto un ruolo “minore” nella Resistenza
    italiana, hanno potuto avere un riconoscimento ufficiale proprio grazie ai suoi studi e ricerche.
    Piombino ha ricambiato questo affetto, offrendogli la cittadinanza onoraria, segno di un legame
    condiviso fatto di impegno e integrità, passione e coraggio. Le stesse doti che lo hanno spinto a
    lottare contro la malattia fino all’ultimo. La sua ultima fatica, ancora una volta, è stata per la sua
    amata città: a gennaio ha pubblicato con il Comune il volume dedicato al letterato piombinese
    Licurgo Cappelletti.

    E' stato per le istituzioni un prezioso alleato sul terreno del lavoro culturale, per i cittadini un punto
    di riferimento, per me un maestro, un amico, un compagno.
    Voglio salutarlo con le parole di Arrigo Boldrini:
    "Noi abbiamo combattuto per quelli che c'erano, per quelli che non c'erano e anche per chi era
    contro."
    Così ha fatto anche lui, facendo della propria vita un esempio.
    Grazie Ivano, per tutto.
    Gianni Anselmi
    Sindaco di Piombino

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