martedì 28 dicembre 2021

 






RESOCONTO DEL 2021 SECONDO ANNO DIFFICILE!

 

Ascolto un CD di Mina “Noi due” nel quale sono due o tre canzoni tra le mie preferite. Di Mina non mi stanco mai di ascoltarne qualcuna, come L’Immensità””. E dopo ascolterò le bellissime canzoni di Cesaria Evora…

Così penso a mio padre, il valente musicista, che non ha mai scritto canzoni, ma molti arrangiamenti dei grandi compositori dell’800, ed in più fu tra i fondatori, nel piccolo borgo di Castelnuovo di Val di Cecina, anno 1944, del quintetto jazz “Stella d’argento”, nel quale suonava la fisarmonica. Allora avevo sei anni, e già si mormorava che non avrei seguito le gesta di mio nonno Dario, notevole clarinettista, né di mio padre, che suonava un ritornello anche con i cucchiaini e i bicchieri quando eravamo ospiti della famiglia di suo fratello Gino, anch’esso valente musicista e che, “avrei dirazzato”! Avrei dunque preso il dna di mia madre, poco avvezza alla musica, proveniente da una famiglia di mezzadri. Tuttavia, crescendo, ho imparato ad amare la musica, sia leggera che sinfonica ed ho accompagnato mio padre, più volte, a grandi eventi in città lontane, in uno dei quali incontrai il violoncellista Oistrach al Comunale di Firenze in un memorabile concerto. Nella sua giovane vecchiaia mio padre suonava ancora diverse ore al giorno, magari anche qualcuna delle canzoni che io amavo! Poche settimane prima di morire, la vigilia di Natale 1973 e c’era la neve, mi suonò La Cumparsita e una delle Rapsodie Ungheresi! Conservo l’ultima preziosa fisarmonica e due o tre clarinetti piccolo sibemolle, e mi commuovo sempre quando di tanto in tanto vado ad arieggiarli ed a spolverarli. Sono in casa da due o tre giorni, ma il tempo e passato velocemente perchè la nostra famiglia si è riunita con quasi tutti i suoi componenti, figlie, mariti, nipoti (meno uno che era con la fidanzata e verrà in un secondo tempo). Tutti vaccinati, io tre volte, gli altri due, e mantenendo le opportune distanze anche a tavola, anzi, alle due tavole, dato che la sala da pranzo è circa 8x4 metri ed mettiamo anche le mascherine FPP2 quando occorre.

Certamente anche il 2021, come quello precedente,  è stato un anno molto duro, con la riduzione, fino all’annullamento delle relazioni sociali, le poche uscite essenziali per le spese, le visite mediche e la farmacia, qualche visita alla figlia a Siena e Pistoia, ma non sono mancate le passeggiate insieme a mia moglie, nei sentieri dei nostri monti e dei nostri boschi e torrenti ed anche ai ruderi antichi, scattando molte fotografie (la mia personale passione). Ho avuto la buona sorte di avere in casa quasi  5000 libri, che ho finalmente catalogato in modo razionale, ed anche una connessione (lenta, ma gratuita) a internet con la posta, facebook ed un modesto blog. Ho potuto così mettere insieme  una parte delle poesie scritte nei due anni della pandemia in un volumetto “Non tutto morirò”, stampato artigianalmente in 364 copie, uscito all’inizio del mese di novembre 2021 e del tutto esaurito alla data odierna! E’ stata dunque una iniezione di creatività che mi fa guardare a uno spazio più grande, la memoria e la speranza. Dunque l’augurio a tutti i miei amici ed amiche, ai lettori, di mantenere accesa la fiammella “del bene comune”. Ci risentiremo all’inizio del 2022, sempre sul Blog GRAZIEALLAVITA, che dal 2007 al 2021 ha realizzato quasi 272.000 contatti (oltre 50 al giorno), per un totale di post pubblicati di 2260 pagine con molte illustrazioni e stà girando in tanti paesi del mondo tra cui i principali l’Italia, gli Stati Uniti d’America, la Germania, la Francia, la Spagna, il Giappone, la Scandinavia ecc, ecc. Ed è così che dopo aver pubblicato due volumetti in spagnolo e francese, mi son messo a pensare ad una pubblicazione di piccolissimo formato artistico in lingua tedesca…al quale sto’ già lavorando. Pochi lamenti e tanta bellezza! A TUTTI UN PIU’ FELICE ANNO 2022!

venerdì 24 dicembre 2021


 

BUON NATALE, 

 IMITANDO MALDESTRAMENTE VILLON.

 

Buon Natale a questo e quello

Buon Natale all’asinello

Buon Natale al Bambinello

Buon Natale all’alberello

Alla pecora e all’agnello

Tutti intorno al focherello

Buon Natale a questo e a quello!

 

Buon Natale a Gesù Bambino

Buon Natale al suo padrino

Buon Natale al malandrino

Buon Natale al Santo Vino

Tutti intorno al tavolino

Buon Natale a Gesù Bambino.

 

Buon Natale al cane e al gatto

Buon Natale al savio e al matto

Buon Natale al lupo e al ratto

Buon Natale all’uomo esatto

Tutti pronti al nuovo patto

Buon Natale al cane e al gatto.

 

Buon Natale alla bandiera

A quella rossa , nell’inferno,

A quella nera,

Buon Natale ai palombari

Ai delfini e ai calamari

Buon Natale a chi mi pare

A chi sa piangere e sa amare

Buon Natale al fiume e al mare

E al cesso per cacare.

 

Buon Natale al sogno ardito

A chi vagheggia l’infinito

Buon Natale al mito e al rito

A chi ha l’animo pulito

Buon Natale di bagordi

Agli ubriachi e agli ingordi

Buon Natale ai miei ricordi

(che non ho dimenticati)

Ai blasfemi e agli appestati

Ai musicanti e agli stonati

Ai fuggiaschi e ai carcerati

Tutti  tutti  oggi vi sento

Bisbigliar tristi nel vento.

Buon Natale al mio tormento!

 

Buon Natale alla mia donna

Al suo viso al suo sorriso

Lei mi ha dato il Paradiso

Senza essere Madonna!

Buon Natale alla mia donna!

 

Buon Natale senza amarezza

Con un bacio e una carezza

Del doman non v’è certezza!

Con un bacio e una carezza!

 

Buon Natale al condimento

Buon Natale al godimento

Tutti intorno al tavolino

Buon Natale al Santo vino

E a te, o piccolino,

Che per noi dato hai la vita

Salvando ogni  anima smarrita.

mercoledì 22 dicembre 2021

 

ULYSSE.

 

 

Vien giù la rugiada.

Non fa bene, mia cara,

star seduti su quella pietra.

Provoca perdite bianche.

Avrei voluto essere la pietra

su cui sedevi,

anche a rischio per le emorroidi.

Piccolo tesoruccio,

non sai quant’eri carina!

Cominciano a piacermi

a quell’età. Mele acerbe.

Afferrano tutto quello che capita

sottomano.

Penso che è l’unico caso

in cui noi incrociamo le gambe,

stando a sedere.

Anche alla Biblioteca oggi:

quelle laureate,

beate le seggiole dove siedono.

Ma è l’influsso della sera.

Sentono tutte queste cose;

si aprono come fiori,

conoscono le ore,

girasoli, carciofi di Gerusalemme,

nelle sale da ballo

lampadari, viali sotto i lampioni,

violacciocca nel giardino

dove la baciai

dietro l’orecchio.

Vorrei avere un bel quadro

a olio di lei a quel tempo,

figura intera.

Era anche estate

quando le facevo la corte.

L’anno ritorna, la storia

si ripete.

Picchi e montagne

ancor sono tra noi.

Vita, amore, viaggio

intorno al piccolo mondo.

E ora? E  lei? Triste,

angosciata, naturalmente,

ma occorre stare in guardia

e non intenerirsi troppo.

Ne approfittano quasi sempre.

Un’altra volta,

sempre su quel pezzetto di sabbia.

Si scendono quattro scaloni.

La musica ti arriva alle spalle,

quando non te l’aspetti,

l’onda si quieta

nella striscia del faro.

Siamo fuori stagione.

Ettore Socci, ossia,

la sua bronzea testa,

sempre là,

nel giardinetto spoglio.

Sono contento che rimanga

anche dopo  che sarò morto.

Lui c’era e dei baci

non lo saprà nessuno.

Certo non lo dirò proprio ora.

Mi chino e rivolto

un pezzo di carta sulla spiaggia.

Me l’avvicino agli occhi

miopi e la scruto.

Una lettera? No, illeggibile.

Meglio avviarsi. Meglio.

Ho le gambe indolenzite,

le sere sono frigide,

alla mia età. Circolazione?

Tutti questi buchi

e sassolini, chi ce la farebbe

a contarli?

Non si sa mai quel che si trova.

Bottiglia

con dentro la mappa di un tesoro;

gettata da nave alla deriva?

Involucro di pacco postale?

I bambini vogliono sempre

buttar roba in mare.

Fiducia? Pane gettato

sull’acqua se lo contendono

uccelli bianchi.

 Che cos’è questo?

Un pezzetto di legno. Rosso

stinto.

Oh! Mi ha proprio sfinito

quella femmina.

Non son più giovane.

Mio zio s’addormentava

tra due, diceva. Forse.

Non son più giovane.

Tornerà qui d’estate?

Aspettarla per l’eternità

al riparo della duna?

Devo tornare.

Gli assassini lo fanno.

 E io?

Qui la marea non sale,

inutile, non sale. La luna

è debole, o, forse,

l’acqua non basta?

Anche l’onda sembra stenta.

La camicia rossa,

il pube verginale intatto.

Vietato depilarsi, solo

ai bordi, un pochino.

Quelli più lunghi, ribelli.

Non son più giovane

e la salsa umidità mi bagna.

No, non è pianto. Davvero.

 

Nota:

 

James Joyce, scrittore irlandese (1882-1914), dopo aver scritto un piccolo libro di poesie, una raccolta di novelle ed un saggio autobiografico, mise mano all’Ulysse, ardito romanzo psicologico nel quale l’Autore applicò una nuova tecnica narrativa. Così stava scritto sulla “Piccola Enciclopedia Mondadori” (PEM) che mi fu regalata nel 1954.  Una sera del 2009, mesto mesto, riportavo il libro, non letto fino in fondo, alla Biblioteca Comunale. Per la strada mi venne voglia di aprirlo e leggere qua e là, alla poca luce e senza occhiali. Mi pentii subito di restituirlo, anche se da sei mesi non riuscivo a superare la duecentonovantatreesima pagina (con qualche capatina oltre la cinquecentesima)… uno degli ultimi tentativi dopo una serie di altri innumerevoli insuccessi… Credo di aver fatto bene  a non arrivare fino in fondo a questo libro meraviglioso, rigenerante, perché mi rimase sempre qualcosa da desiderare e da sperimentare.

lunedì 20 dicembre 2021

 

Viandante nell’Es

 Anni e anni alle mie spalle,

viandante in terre inesplorate,

nei paesi delle ombre lunghe

ed in quelli delle ombre corte,

seguendo le rotte dei pirati

e degli esploratori alla deriva

sulla banchisa australe;

piangendo con Murasaki,

asciugandomi le lacrime

alla manica della camicia,

con Genij, traversando

con Kim le terre misteriose,

là, dove sbocciò,

il primo vero amore,

dopo tempi di malinconica

solitudine.

 Mi consola avere accanto

la giovane selvaggia

che accende di passione l’anima mia,

mai sazia di felicità.

 Lei mi ha insegnato come liberarmi

della vecchia pelle, come fa il serpente

a primavera, e spira su spira

intrecciare danze sfrenate.

 Vi ripongo tutte le mie fantasie,

i desideri non confessati:

solo per lei, e per l’amore che mi dona,

vorrei essere immortale,

per amare una donna innamorata,

ascoltando dalla sua bocca

le parole misteriose e ardite

del godimento, ringraziando il Signore

delle gioie e della purezza rinnovata,

il soffio ardente dell’eros

che alimenta il fuoco della vita.

 Tra non molto non ci sarà

più nulla da scambiare

tra il vecchio poeta e la giovane

selvaggia, ma tuttavia godiamo

di questi brevissimi istanti

che il cieco Dio della casualità

ci ha donato facendoci incontrare

sullo sconosciuto cammino dell’Es.

 E che i nostri sogni siano luminosi

e  le vogliose carni trattengano

a lungo il sapore dei notturni baci!




E domani comincia l'inverno! Il giorno cresce di 3 minuti...Adesso l'inverno non ci fa più paura, tutte le nostre case del capoluogo e delle frazioni sono "riscaldate" con il calore geotermico! E ciò, indirettamente, migliora anche il clima esterno. Naturalmente ci saranno giorni di sottozero, un po' di neve e di ghiaccio, ma anche l'abbigliamento non è più quello di 50 anni fa! E i mezzi meccanici sono pronti ed efficienti. Manca ancora la connessione veloce...e non sappiamo quando termineranno i lavori di stesura della fibra, ne avremmo un grande bisogno! Il Borgo di Castelnuovo è sempre bello, in tutte le stagioni, ma attende un "ripopolamento" che tarda a concretizzarsi. Le notizie sul Covid sono ancora allarmanti, non per adesso a Castelnuovo, ma insisto sempre, nell'augurare Buona Salute, a mantenere tutte le precauzioni previste: mascherine, distanziamento, evitare raggruppamenti ravvicinati, vaccinarsi tutti grandi e piccini...arieggiare le stanze ecc. ecc. Buona notte a tutti.

domenica 19 dicembre 2021





 


Le quattro stagioni.

                                

                               a mio padre.

 

Primavera tempestosa e lietamente,

rese i tuoi giorni colmi di passione;

la musica fu l’amante e quasi un Dio,

che ti aprì ogni còr fremente.

 

Venne l’estate: la follia della gran calura,

la guerra, la morte, la fatica del lavoro e la paura;

l’amor perduto e quello verginale che più

non isperavi, t’innalzarono alle stelle

che nel nuovo cielo di libertà e speranza,

brillavano d’argento sulla rossa bandiera;

e dentro donna, giovani occhi neri.

 

Autunno, ti dette, col suo quieto ardore,

i frutti saporiti dell’Eden,

mai conoscesti stagione così bella,

di rinnovata speme e di leggiadre spose:

 e a Sant’Alberto,

dal Babini, la rossa Marina.

 

Ti regalò le languide note

sulla madreperlacea tastiera,

in quella piccola stanza, aperta

sulla palma, il roseto e sui cameli,

mentre con tuo stupore

anch’io crescevo.

 

Oh! l’inverno! Ti dava l’amicizia

di un cane, e di ragazzi una schiera

attenti a quelle note del clarinetto

piccolo si bemolle e di Rossini

                                   la Cenerentola:

un licor che ogn’anima ammaliava.

 

E c’era lei, padre mio, la fanciulla bionda,

che i suoi primi baci non mi negava.

 

Poi venne il freddo d’un Natale e cancellò

le note e i palpiti del cuore,

all’improvviso fu silenzio,

e come a tutti accade, vinse il Male.

 

venerdì 17 dicembre 2021

 



Dopo anni  di lontananza.

 A Volterra, dopo anni di lontananza,

evanescente autunno di nebbie nelle valli,

e l’inverno porta con le sue preghiere

la solitudine vestita d’incenso e d’oro.

 

Cercano i vecchi alabastrai

spiragli di sole su panchine addossate

agli antichi muri, non batte

nemmeno una campana.

 

Cammino solitario

cercando uno sguardo

fulgente che non c’è più,

impossibile un sorriso.

 

Credo, nel mio andare,

d’aver riconosciuto  due amici

del tempo perduto, ma non li saluto,

non erano sinceri.

 

Il Caffè dei Fornelli c’è ancora

in quella piazzetta a solatia,

aperta sull’immenso orizzonte

ondulato, che spazia ai miei monti

e alle bianche colonne di vapore.

 

Rivedo la finestrella  del famoso

bacio rubato a labbra verginali,

sarebbe stato un bel soggetto

per   Visconti e per Cassola.

 

Entro infine nella magica Cattedrale

in totale solitudine, si che mi attardo

a rimirar le opere del genio umano,

mentre penso che Gesù nacque ignudo

in una stalla, tra lo strame caldo

di un somaro, né d’ori e argenti

e gemme evea bisogno

per illuminare il Mondo!


Ma non voglio pensar male.

Ora il sole è caldo e la città più amica.

lunedì 13 dicembre 2021

 


NON TUTTO MORIRO’. RAPPORTO FINALE.

 Mi rimangono da consegnare 30 copie, già prenotate, dell’intera tiratura, dell’ultimo mio libriccino di poesie. In più ne ho altre 9 disponibili, che si esauriranno nel tempo. Dunque sto’ per mettere fine all’operazione “editoriale” con grande soddisfazione e ancora una volta ringrazio chi mi ha sostenuto, praticamente all’oscuro di cosa avrei pubblicato, segno di una stima molto profonda  nei miei riguardi, rara in questi tempi effimeri! GRAZIE!

 Di tutte le precedenti edizioni di testi di poesia, sono esaurite le prime due: La cometa Swan (2007) e El poeta canta por todos (2008), mentre ne ho ancora disponibili quelle successive, delle quali indico l’anno di edizione e il numero delle copie:

La vita larga, (2010), 5 copie; Viandante nella memoria (2012), 3 copie; Grazie alla vita, (2014), 5 copie; Notte che sgorghi e ti dilati, (2016), 2 copie; Nous sommes ici, (2018), 2 copie; Poesie (2019), 5 copie. In queste due ultime edizioni i testi sono miei e di Luciana Radi.

 Il contributo richiesto è di 5 € per ogni copia.

 

 OGGI SANTA LUCIA


Santa Lucía.

<Por Santa Lucía,

mengua la noche

y crece el día>

 

Cae un rayo de sol,

oblicuo y tardío,

sobre las antiguas aldeas, ahí arriba,

más allá del bosque cárdeno

y un tenue cielo

se marchita en la sombra.

Miro la fortaleza,

que refulge dorada

y este tembloroso

olivo arbequín;

recojo bellotas

entre las hojas muertas

y contemplo el pausado

vuelo de un pájaro.

Sólo faltas tu

para hacer perfecto el día

del año más efímero;

cerrada está la puerta del corazón,

tirita el romero

con el último beso

de una abeja solitaria.

 

domenica 12 dicembre 2021

 

CARLO

GROPPI

 

VITA D’UN UOMO

TUTTE LE POESIE

1952 – 2021

 

“NON ESISTE ALCUN COLLEGAMENTO DIRETTO, MA SOLO CREATIVO

E IMMAGINARIO, TRA IL MIO LAVORO POETICO E LETTERARIO

E GLI EVENTI DELLA MIA VITA PRIVATA”

 

                                                             Prefazione (3 – 12)

Cronologia (13 – 34)

 

Prime poesie, 1952 – 1956.  (35 – 79)

Le speranze e i rimpianti, 1957 – 1967. (80 -216)

Di nuovo in cammino, 1968 – 1978. (217 – 257)

L’età forte, 1978 – 1984. (258 – 328)

L’anima mia è smarrita, 1984 – 1985. (329 – 346)

La pesca delle perle, 1985. (347 – 381)

Arance a Natale, 1986. (382 – 403)

Side track, 1986. (404 – 431)

Fabbrica amica, 1987. (432 – 453)

Il Sillabario, 1988 – 1993. (454 – 487)

Flos Solis Maior, 1993 – 2003. (488 – 512)

Stella d’argento, 2003 – 2006. (513 – 539)

La cometa Swan, 2006 – 2008. (540 - 645)

El poeta canta por todos, 2008. (646 – 666)

La vita larga, 2008 – 2010. (667 -798)

Viandante nella memoria, 2010 – 2011. (799 – 856)

Agnes e Martin: l’amore, il dolore, 2011 – 2012. (857– 909)

Canto quel che si perde, 2012 – 2013. (910 – 980)

La lunga marcia, 2014. (981 – 1014)

Canta la mia anima muta, 2016. (1015 – 1054)

Notte che sgorghi e ti dilati, 2018. (1055 – 1095)

Vorrei cantare il futuro, ma non oso, 2019. (1096– 1146)

Non tutto morirò, 2020 – 2021, (1147 – 1245)

Postfazione dell’autore, 2021. (1246 – 1263)

Indici, (1264 )

Indice dei titoli e dei capoversi, (1265 – 1306)

Indice generale, (1307 – 1329)

Note e commenti, (1330 – 1348)

Nota biografica, 2021.  (1349)

Ringraziamenti e debiti, 2021. (1350)


NOTA: i numeri tra parentesi indicano il numero delle pagine. Quindi sono 1350.

Ho postato questo indice per mia memoria.

giovedì 9 dicembre 2021

ESAURITE LE 360 COPIE!

Una bella notizia! Oggi ho esaurito la tiratura del mio libriccino. Ne devo consegnare ancora circa 30 ai prenotatori, ma ci vorrà qualche giorno, prego aver pazienza. Nella prossima settimana credo di farcela. UN GRAZIE DI CUORE a tutti sperando nella positività della lettura e dei ricordi miei personali in questo piccolo Borgo tanto amato. La rapidità con la quale ho esaurito l'intera tiratura del volumetto di poesie "NON TUTTO MORIRO'" mi ha sorpreso! Mi ha dato una grande inaspettata gioia, forse, addirittura la speranza di realizzare un mio antico sogno, adesso che leggo Trakl e Brecht, un piccolissimo libro in lingua tedesca "Ein blauer Augenblick ist nur mehr Seele", 10 poesie floreali con 10 tavole di fiori a colori. Ne riparleremo.



Nessuna descrizione della foto disponibile.
Mi piace
Commenta
Condividi

mercoledì 8 dicembre 2021



NON TUTTO MORIRO'.

È arrivata la copia di Non Tutto morirò, splendido titolo per una raccolta preziosissima che ho letto con commozione e con la curiosità  che provo sempre per i tuoi scritti. Grazie. A questo punto però ti chiedo un IBAN perché io pretendo di contribuire al progetto come finanziatrice oltre che come lettrice. Per quello che posso ricordare, sono indietro di almeno un paio di pagamenti. Solo così potrò chiedere il bis, come si fa in fondo ai concerti. Perché ci sarà un bis, vero? Complimenti Carlo e grazie ancora. Un caro saluto a te e alla tua famiglia". 

Non credo di violare il segreto dei cuori nel rendere pubblica questa "letterina" inviatami da un Premio Strega! Una cara antica e lontana amica, che illumina la fantasia dei bambini(e) con le sue bellissime storie, che piacciono tanto anche ai grandi, quelli che continuano a sognare ed a imparare valori immortali.

Cercherò di non deluderla!

sabato 4 dicembre 2021

OGGI SI CELEBRA IN ITALIA SANTA BARBARA!

Nella nostra terra geotermica, di metalli e di miniere Santa Barbara è molto venerata  dai minatori e da chi ha a maneggiare esplosivi, o dei grandi fuochi, anche se da diversi decenni le miniere sono state tutte sigillate e dismesse. Personalmente ne ho visitata, in produzione, soltanto una, quella di pirite detta della Stima, a lato della via che sale a Gerfalco (GR). Ho una figlia di nome Barbara. E ricordo anche, quando abitavo al podere Carbonciolo, che in occasione di fortissimi temporali, con tuoni e saette, il mio nonno Giuseppe, staccava la catena di ferro del  grande camino e usciva a gettarla nell'aia, lontano dalla nostra casa! In modo da fare da esca ad eventuali fulmini! Infine, nel 1954, a poca distanza dalla grande sciagura alla miniera di lignite di Ribolla (GR), scrissi una delle mie prime poesiole che fa parte del mio "Canzoniere".

 Sciagura in miniera[i]

Lenti tornano i minatori

dal buio pozzo

della miniera

con sul volto

una maschera nera

di carbone.

Ogni tanto un lamento

passa per l’aria greve

e tra il fumo

delle ciminiere

lontano si disperde.

Nella miniera scendono lenti

gli uomini dei soccorsi,

troppo lenti per chi attende

in quella tomba!

Ora i minatori

nella miniera non vanno,

ma alle porte

delle oscure  case

bussa la fame.

 

Nota) 4 maggio 1954 a Ribolla, centro minerario in provincia di Grosseto, 47 minatori muoiono imprigionati dal fuoco e dal gas nel fondo della miniera di lignite. Già nel 1935 altri 15 minatori vi avevano trovato la morte per un improvviso allagamento.

 

 



venerdì 3 dicembre 2021

 



RIORDINO ARCHIVIO PERSONALE DEI MIEI LIBRI DI POESIE

 

Dunque, come saprete, ho iniziato a pubblicare le mie poesie nel1996 in un allegato alla rivista trimestrale LA COMUNITA’ DI POMARANCE- IL SILLABARIO, , diretta da Jader Spinelli e Piero Pistoia, in un primo testo lungo dal titolo “Con le mani ricolme di fragili sogni…”, titolo che anticipa il timore di dare visibilità alla mia scrittura. E dopo altri due numeri usciti nello stesso anno, ho sospeso la pubblicazione, fino a giungere, nel silenzio, all’anno 2007 quando è uscito il mio primo vero volume di piccolo formato “La cometa Swan”. L’anno seguente  è uscito un nuovo volume di piccolo formato, in lingua spagnola “El poeta canta por todos”. Successivamente sono apparsi  altri volumi: nel 2010 “La vita larga”; nel 2012 “Viandante nella memoria”;  nel 2014 “Grazie alla vita”; nel 2016 “Notte che sgorghi e ti dilati”; nel 2018 “Nous sommes ici”, testo in lingua francese, con la partecipazione della poetessa Luciana Radi; nel 2019 “Poesie”, con la partecipazione di Luciana Radi e, infine, nel 2021 “Non tutto morirò”.

Le tirature dei volumetti sono oscillate tra le 300 e le 400 copie, tutte esaurite. Ne ho lasciate per me (figlie e nipoti) 5 copie di ognuna, salvo quella in lingua spagnola  della quale ho solo 3 copie! Che sarei pronto a ricomprare! Ne ho invece alcune copie che potrei cedere: 5 copie de “La vita larga”; 5 copie di “Grazie alla vita”; 3 copie  di “Viandante nella memoria”; 2 copie di “ Notte che sgorghi e ti dilati”; 2 copie di “Nous sommes ici”; 5 copie di “Poesie”; 5 copie di “Non tutto morirò”. Il mio recapito è: karl38cg@gmail.com.