martedì 18 febbraio 2014




Elvira

Nella tua camera non entrava il sole
e disadorno il letto odorava di muffa e pianto.
Ubriaco tuo padre ti russava accanto,
sognando d’esser come una rondinella
che vola nell’azzurro cielo:
vola, vola, in braccio alla sua bella!
Ma per me tu eri un tesoro
con le tue storie di vita cittadina,
inverosimili, baci di carta, amori,
tradimenti, lacrime e sangue,
come nei romanzi di Carolina.
Sopra il tuo letto giacevano tra i lenzuoli
Tipo, Sogno, Bolero e gli incorrotti eroi
acquistavano presto la patina antica
di un film eterno senza vita e senza noia.
Tardivamente ti sei fatta sposa.


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