lunedì 10 luglio 2017



PASSIONI, SPERANZE, ILLUSIONI, CAP. 22.

34. La strage di Brescia (29 maggio 1974)[1]

Ci  troviamo ancora una volta riuniti pacificamente per protestare contro un atto di violenza omicida che ha stroncato, ieri, a Brescia, in Piazza della Loggia, durante un comizio sindacale, la vita di otto cittadini, lavoratori, donne, insegnanti, ferendo più o meno gravemente, altri novanta cittadini. Ormai è nota la dinamica di questo attentato, anche se, purtroppo, il tragico bilancio dei feriti è destinato a salire. Le Organizzazioni sindacali non vogliono fare di questa giornata soltanto un atto di cordoglio e commemorazione, ma la mobilitazione dei lavoratori indica che bisogna finalmente andare a fondo nel colpire esecutori, mandanti e “protettori” della trama nera che tiene il Paese, da cinque anni, in una situazione di innaturale tensione.
L’Italia ha con la Resistenza, con l’unità delle forze antifasciste che dette origine alla Costituzione, detto definitivamente No! al fascismo come alternativa politica. Ognuno di noi sa cosa vuol dire “fascismo” e “nazismo” e di quanti terribili lutti abbiamo segnato l’umanità intera. Eppure ci sono ancora oggi uomini e movimenti politici che si richiamano al fascismo ed al nazismo, che ne propagandano le idee di violenza, i metodi delle aggressioni, della divisione tra operai, popolo, studenti, i falsi e pericolosi miti del razzismo.
Purtroppo questi uomini e questi partiti siedono ancora nel nostro Parlamento, in quel Parlamento che si è formato proprio con la lotta antifascista. Ci siede un uomo, come Giorgio Almirante, persecutore di partigiani, firmatario del bando che costò la vita agli 83 minatori di Niccioleta, eccidio del quale proprio in quest’anno celebreremo il trentesimo anniversario.
Noi crediamo che questi movimenti e questi uomini non debbano restare né impuniti né tollerati nelle Istituzioni democratiche e che sia pericoloso per chiunque credere di poter cavalcare impunemente la tigre della tensione, cercando di mettere artificiose impalcature introno alle teorie di “opposti estremismi” che in realtà, qualsiasi sia il loro nome, “Brigate Rosse” o “Ordine Nuovo”, o “Sam” o “Avanguardia Nazionale”, hanno chiaramente una matrice antidemocratica, reazionaria e terroristica.
Ma il fascismo, forse, non si potrà estirpare con provvedimenti repressivi. Esso ha origini profonde. Nasce in ognuno di noi quando rifiutiamo solidarietà ai lavoratori in lotta, quando facciamo opera di razzismo, quando restiamo indifferenti a quanto avviene in Italia e nel mondo, quando siamo egoisti e chiusi nel falso benessere individuale, quanto più che alle forze dell’intelligenza e della ragione ci affidiamo ad istinti irrazionali.
Se il motto del fascismo fu “me ne frego”, i ragazzi di Barbiana di don Milani hanno assunto a simbolo contrapposto “I Care” (m’importa) e in questo m’importa sta la vera presa di coscienza che ogni cittadino ogni lavoratore a cui sta a cuore la democrazia deve ispirarsi. Il fascismo e la violenza si vincono inoltre eliminando nel nostro Paese le forme di “violenza sociale” e le ingiustizie che vi sono ancora largamente presenti. Si tratta di andare avanti su una coraggiosa strada di riforme sociali e di profondo rinnovamento morale della nostra società e della intera classe dirigente. Si tratta di concretizzare ovunque l’unità sindacale, l’unità tra lavoratori di ideologie diverse, ma tutti animati dall’ansia di pace, libertà e giustizia, per una più equa divisione della ricchezza e per una partecipazione più diretta e qualificante delle classi lavoratrici alla direzione dello Stato.
Sono questi i problemi e l’impegno che le oo.ss. intendono esprimere in questo tragico momento. Altrimenti le nostre lacrime, il nostro dolore, le nostre parole non avrebbero alcun valore e resterebbero malinconicamente sterili e vuote.
Davanti a queste nuove bare, a queste vittime di un disegno aberrante, non possiamo assolutamente permettercelo.


35. Risoluzione del Comitato direttivo della Fidae-Cgil di Larderello (2 agosto 1974)

Il Comitato direttivo della Fidae-Cgil di Larderello conferma il suo giudizio negativo nei confronti dei provvedimenti congiunturali attuati dal Governo e appoggia la decisione della Federazione Cgil-Cisl-Uil di agire con l’azione di massa contro il tentativo, male impostato e inaccettabile, di far pagare ai lavoratori e ai ceti meno abbienti, tra cui i pensionati, il costo con il quale si pensa di far uscire il Paese dalle gravi difficoltà economiche.
Il Cd rivolge un plauso ai lavoratori del Geotermico che hanno aderito alle manifestazioni di lotta del 9 e 24 luglio, nonostante la situazione resa difficile dalla defezione di una Organizzazione sindacale allo sciopero del 9 luglio. I lavoratori elettrici hanno dimostrato, anche in quest’occasione,  di sentirsi impegnati, unitamente ad altri strati sociali ed alla classe operaia tutta, a sostenere concretamente l’azione sindacale per realizzare una politica di sviluppo produttivo, economico e sociale del Paese,  capace anche di stroncare la sempre più virulenta e vasta trama reazionaria che tanto sangue ha fatto versare ai lavoratori ed ai cittadini. Il Cd ritiene che anche nelle prossime settimane non debba affievolirsi la pressione dei lavoratori e che siano attuate molteplici iniziative di mobilitazione e di lotta.
Nel quadro della crisi economica, i problemi dell’energia ed in particolare dell’energia elettrica, assumono un’importanza decisiva. Non è infatti ipotizzabile una ripresa produttiva, né tantomeno lo sviluppo del Mezzogiorno e delle aree depresse o della piccola industria, se non ci sarà energia elettrica sufficiente.
Dopo “dieci anni perduti” sembra che l’Enel, sotto le pressioni politiche e sindacali, stia elaborando programmi di notevole ampiezza per il settore geotermico, ma riteniamo che non dovranno essere gli stessi uomini che hanno emarginato la geotermia, che non vi hanno creduto,  che addirittura l’hanno boicottata, a svilupparla!
 C’è quindi bisogno di linee politiche e di uomini nuovi, di aggregazioni organizzative e non di divisioni, di un “Centro Operativo” per la ricerca e lo sfruttamento delle risorse geotermiche che metta fine al caos della miriade di organismi che, spesso in maniera inconcludente, stante le limitate possibilità di intervento, lavorano in questo campo. C’è bisogno di una politica seria verso i tecnici per un’effettiva valorizzazione di quelli in organico e per l’assunzione di nuovi; per un collegamento coi Centri di ricerca più avanzati a livello nazionale ed internazionale in modo da porre fine a quel provincialismo, a quello spreco di intelligenza che ha caratterizzato il nostro settore sotto l’Enel.
         La Fidae-Cgil di Larderello continua l’azione, a tutti i livelli, di pressione e chiarificazione intorno ai problemi della geotermia. L’unità tra le oo.ss. consente nutrire speranze per l’ulteriore sviluppo dell’iniziativa in corso che ha visto, a livello di Comprensorio, incontri con le forze politiche, le oo.ss. territoriali, gli Amministratori e che dovrebbe concretizzarsi con un incontro interregionale di approfondimento tecnico e politico.
Non sono altresì mancate iniziative a livello nazionale, sia verso il sindacato e sia verso il Governo, anche queste suscettibili di incremento. La vertenza in sede nazionale e regionale aperta con l’Enel dalle oo.ss. prevede l’impiego differenziato delle risorse energetiche esistenti e piani concreti da attuare a livello territoriale. Invitiamo fin da ora i lavoratori (tra breve uscirà un documento unitario sulla vertenza Enel in Toscana) a discutere e sostenere l’azione delle oo.ss. che è, per il settore geotermico, molto importante.
Il Comitato direttivo ha discusso inoltre alcuni problemi inerenti la situazione contrattuale all’interno del “Geotermico” ed in particolare l’organizzazione del “Gruppo Elettrico”, l’inquadramento del personale, gli appalti, il ruolo del Cud. Per non appesantire questo documento ne accenneremo soltanto sinteticamente.
A parere del Cd la Direzione del Servizio termoelettrico ed i responsabili locali non hanno alcuna volontà di affrontare un discorso serio sull’organizzazione del Gruppo, vista come fase di riunificazione col “Servizio minerario” e capace di valorizzare il personale degli impianti, di snellire la burocrazia, di assicurare una manutenzione efficace e programmata in modo da eliminare gli straordinari e di realizzare interventi radicali sull’ambiente, garantendo la sicurezza fisica e psichica degli addetti. Le Direzioni responsabili, invece, dimostrano interesse a creare compartimenti stagni, maggiore burocrazia, aumento degli straordinari, ed a valorizzare soltanto alcune “alte posizioni” degli uffici.
Il Cd, nel respingere questa impostazione e di fronte alla lentezza con la quale si porta avanti questo problema, da mandato alla Segreteria di promuovere, se possibile unitariamente, una serie di iniziative atte a risolvere quanto prima e positivamente l’organizzazione dell’Elettrico, dissociando le responsabilità della Fidae-Cgil e chiamando i lavoratori alla lotta se si tenteranno soluzioni autoritarie o di compromesso.
Mentre permangono aspetti di tensione tra i lavoratori per la lentezza con la quale la Direzione dell’Enel Compartimentale affronta alcuni problemi posti dalle oo.ss. e relativi ai trasferimenti, ai concorsi interni, agli alloggi, alle vertenze individuali, ai corsi di addestramento…ecc.ecc. è stato positivamente acquisito da parte del “Gruppo minerario” il concetto di abolire i concorsi interni al livello di “CS”, stabilendo, in via generale, il livello “CS” il più basso, acquisibile soltanto dopo alcuni mesi di specifica esperienza lavorativa. Anche su questo importante problema si è verificata finora una persistente chiusura da parte della Direzione del “Gruppo elettrico”.
A parere del Cd occorre inoltre che la Segreteria del Cud sia sempre funzionante al 100% e che i delegati tutti diano un maggiore apporto per la gestione del contratto, non solo per gli aspetti che riguardano il proprio Gruppo o Reparto, come da un po’ di tempo sta accadendo. A tale proposito il Cd ricorda alle altre oo.ss. che il delegato sindacale nella Segreteria del Cud è un membro di questo Organismo a pieno titolo e come tale deve svolgervi la propria attività.
Il Cd della Fidae-Cgil saluta con piacere l’ingresso a Larderello dei 77 lavoratori della Cooperativa Acli-Libertas di Saline. La battaglia democratica per il superamento degli appalti condotta dalle oo.ss. è stata determinante nella elaborazione di leggi che hanno permesso il riconoscimento giuridico dei diritti acquisiti da questi lavoratori. Tuttavia il problema degli appalti resta aperto perché nonostante la vittoria riportata in sede legale, l’Enel rifiuta di assumere i lavoratori delle Ditte: Frasconi, Siderocemento, Nuova Elettra. L’intervento unitario delle oo.ss. ha portato questo problema in sede nazionale e anche la Direzione Generale dell’Enel ne è stata investita. Riteniamo tuttavia che la questione non si risolverà automaticamente, ma avrà bisogno di un vasto ed articolato movimento di lotta, che abbia in prima fila i lavoratori elettrici.
Fedele ai principi democratici di rispetto per le idee politiche e sociali dei lavoratori, la Fidae-Cgil conduce un’azione di reclutamento non facendo firmare la delega “sottobanco” o ancora prima della assunzione, ma presentandosi direttamente, com’è suo costume, a viso aperto, sui posti di lavoro.
Ai colleghi dell’Acli-Libertas diciamo che la libertà e la democrazia che sono in Fabbrica si devono alla lotta della classe operaia che ha respinto la sopraffazione, la discriminazione, l’intrallazzo. Occorre sviluppare ancor più a fondo la democrazia e ciò sarà possibile se si spezzeranno rapidamente anche quei vincoli di “soggezione” che in un rapporto di lavoro precario esistevano certamente nelle Ditte e Cooperative appaltatrici. La Fidae-Cgil è un sindacato di classe, profondamente unitario ed al servizio di tutti i lavoratori: questo è quanto offriamo ai nuovi assunti invitandoli, al momento opportuno, a firmare la delega del nostro sindacato.






[1] Intervento di gc alla manifestazione di protesta tenuta nella Sala Ingresso Stabilimento di Larderello il 30.5.1974.

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