venerdì 13 marzo 2015








L’AVANTI!

Ogni tanto apro il file di un lavoro terminato negli anni ’90, che mi manda nel disordinato deposito cartaceo alla ricerca di qualche documento. Ieri sera ho trovato “un tesoro”, una decina di originali del giornale socialista l’Avanti!, anni 1943-1945, di varie edizioni locali, compresa quella di Firenze, comprati per poche migliaia di lire da un collezionista della Val d’Era. Il saggio storico l’ho chiamato “IL SOGNO  NEGATO. Noterelle per una storia del Partito Socialista Italiano in un centro operaio della provincia di Pisa: Castelnuovo di Val di Cecina.  29 giugno 1944 - 7 giugno 1953. Dalla guerriglia partigiana, all'esperienza del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) e alla ripresa della vita democratica. La sconfitta del Fronte Popolare il 18 aprile 1948 e il tentativo di "colpo di stato istituzionale" messo in atto dalla Democrazia Cristiana nel giugno 1953, con un cenno alle vicende dei protagonisti e delle battaglie proletarie a Castelnuovo (dal "Circolo Socialista" alla conquista del Comune), prima dell'avvento del fascismo, e tra gli operai della Boracifera”.  Come incipit ho messo dei versi di una poesia T’ang a me cari:
                                                                                                                  Voce come di vento sale le sette corde:
nella pace odo il freddo stormire dei pini.
Antiche melodie, è vero che vi fate amare.
Ma oggi chi vi suona è raro.

Nel piano di lavoro di una vasta cronologia storica della Comunità di Castelnuovo di Val di Cecina, del quale sono usciti i primi sei volumi, si colloca il presente fascicolo che traccia una sommaria ricostruzione delle vicende  del movimento politico socialista dalle sue prime origini fino alla competizione elettorale del 7 giugno 1953.

Il nucleo fondamentale dei documenti esaminati riguarda gli anni 1945-1948 ed essenzialmente la sezione socialista di Castelnuovo, ma piano piano intorno a questo nucleo si sono andati raccogliendo documenti più antichi che ci permettono di gettare una luce nuova sulla nascita del movimento operaio a Castelnuovo e nella Comunità. Ciò si deve principalmente alla consultazione della stampa socialista dell'epoca e, in particolare, dei settimanali "Il Martello" e "La Martinella" di cui disponiamo delle collezioni complete.

Molto abbiamo scoperto e rivelato per la prima volta. Innanzitutto la grande tradizione di combattività e di maturità politica dell'avanguardia del proletariato di Castelnuovo, del Sasso e di Montecastelli, che si esprime, dopo l' Unità d'Italia, nei "Circoli Operai", nelle "Leghe di Resistenza" e nei "Circoli elettorali socialisti" prima di dar vita, dopo il congresso di Genova del 1892, al Partito Socialista Italiano.

Avanzate e sconfitte si alternano e alle più cupe posizioni di pessimismo subentrano euforiche visioni di vittoria definitiva del Socialismo. Il pensiero vivificante di Karl Marx raggiunge i villaggi più sperduti e alle suggestive parole d'ordine del pensatore tedesco la battaglia politica si snoda incessantemente: proletari di tutti i paesi: unitevi!; lavoratori: voi non siete piccini se non perché state in ginocchio, alzatevi!; l'emancipazione dei lavoratori deve essere opera dei lavoratori stessi.

Ben tre sindaci socialisti guidano il comune di Castelnuovo prima dell'avvento del fascismo: Ottavo Cascinelli, destituito arbitrariamente dal Prefetto di Pisa; Pietro Cascinelli; Garibaldo Bisogni, destituito con la violenza dai fascisti. Insieme a loro si staglia grandiosa la figura di Sesto Bisogni, dirigente sindacale e deputato che rimarrà sempre fedele ai suoi ideali. Con Sesto emergono molti altri validi dirigenti politici e tra questi Emilio Fanetti, il contadino della Leccia, scrittore e sindacalista nella zona e a Piombino. Dopo le esaltanti e tragiche giornate del "biennio rosso" si scatena la violenza reazionaria, sostenuta e diretta nella zona boracifera da Piero Ginori Conti che riuscirà rapidamente a debellare ogni organizzazione socialista ed a instaurare un regime fatto di terrore e di paternalismo. E' il periodo "grigio", quello meno documentato e che và dal disfacimento delle sezioni socialiste fino al 25 luglio 1943, alla caduta del fascismo. Da questa data si avvia ovunque la ricostituzione del PSI che ha la fortuna di disporre a Castelnuovo di un gruppo dirigente numeroso, intelligente  e preparato con uomini di assoluto valore tra i quali emerge "il compagno venuto da lontano", il ligure Dante Sommovigo, che accoglie con slancio le idee sostenute dall'altro grande dirigente socialista volterrano Enzo Fantozzi. Gli anni della Costituente, dei primi governi di coalizione, del "Fronte Popolare" che porterà alla tragica, ma inevitabile sconfitta del 18 aprile 1948; del patto di unità d'azione con i comunisti che contrassegnerà gli anni della lenta ripresa delle sinistre fino al 7 giugno 1953 e alla sconfitta della "legge truffa", tuttavia con un diverso rapporto di forza tra i partiti marxisti: infatti il PCI ha ormai sopravanzato elettoralmente e organizzativamente il PSI, che non accetterà un ruolo di emarginazione e di subordinazione. Grandi eventi internazionali e nazionali si intrecciano con quelli locali e ne formano lo sfondo sul quale si muovono gli uomini in carne e ossa che abbiamo conosciuto e che adesso è più facile comprendere nei loro sogni e nei loro errori. Il titolo di questo fascicolo è "Il sogno negato" a sottolineare l'accanita resistenza delle classi dominanti contro gli aneliti di democrazia e l’ascesa politica alla direzione del paese delle grandi masse dei lavoratori italiani. Un sogno, appunto, tanto splendido e quasi irreale esso appariva agli uomini; ma un sogno mai cancellato dall'alba grigia del giorno seguente, bensì tenacemente impresso nella coscienza collettiva di un popolo e dei popoli, che alla fine di un lungo cammino, saranno ancora protagonisti  nel processo di cambiamento istituzionale, di una maggiore giustizia sociale  e nel tentativo di unità economica e politica dell’intera Europa.

Gli anni 1944 -1953 sono anni cruciali per la storia d'Italia e anche per la storia della Comunità di Castelnuovo. Crolla il fascismo, insieme al suo potente alleato nazista; si passa dalla monarchia dei Savoia alla repubblica; si formano o si ricostituiscono i partiti politici e le organizzazioni della vita democratica; si scrive e diviene operante la Costituzione; si sperimenta una larga alleanza di forze antifasciste, prima nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), quindi nel governo del paese. A seguito delle decisioni prese cinicamente a Yalta dai vincitori del conflitto mondiale, l'Italia si trova ad essere schierata nel campo occidentale. Sull'onda delle conseguenze della "guerra fredda", si rompe l'alleanza  di governo tra i partiti democratici di centro e i partiti della sinistra (PSI e PCI), che tuttavia restano uniti riconfermando il "Fronte Popolare", una alleanza strategica che, nata nell'emigrazione in Francia il 17 agosto 1934 per combattere il fascismo e il nazismo, si contrapporrà, nel 1948, alla Democrazia Cristiana. Le sinistre vengono sconfitte nettamente e alla sconfitta elettorale seguono le scissioni nel movimento sindacale e nel partito socialista. Nel 1953 la DC tenta la carta di un colpo di stato "istituzionale" varando una legge elettorale capace di assicurargli, pur con la minoranza dei voti, la maggioranza del Parlamento. Il tentativo fallisce e la cosiddetta "Legge Truffa" non passa. La vittoria elettorale delle sinistre anziché dar seguito ad un moderno progetto politico riformista, favorisce l''ultimo atto di un patto politico e ideologico tra socialisti e comunisti che poi si spezzerà definitivamente di fronte ai tragici avvenimenti internazionali: il XX° congresso del PCUS, l'invasione dell'armata rossa in Ungheria per reprimere il tentativo di democraticizzazione.

            Il PSI comprende e afferma solennemente che socialismo e democrazia non possono essere disgiunti; ripudia il comunismo, il leninismo e lo stalinismo, nella ideologia e nella pratica; si avvicina alle correnti di pensiero democratiche del mondo socialdemocratico europeo: una linea politica che successivamente lo porterà a dar vita al centro-sinistra, all'alleanza con la DC, nel tentativo di modernizzare l'Italia e di far crescere il peso dei lavoratori, della democrazia partecipata dal basso e della solidarietà nel nostro paese.

            I documenti socialisti ci consentono, sia pure a grandi linee, una lettura incrociata con le fonti finora note del periodo e quasi esclusivamente di provenienza comunista: sia quelle partigiane, che del CLN, sindacali, amministrative e politiche. L'archivio del PSI di Castelnuovo è di eccezionale importanza perché l'unico - almeno risulta - pressoché completo che giunge fino a noi. Dai documenti emergono con forza le idee guida, i comportamenti dei dirigenti, i temi trattati, i conflitti interni e le difficoltà dei rapporti esterni. Emergono anche le figure di notevoli dirigenti politici: Dante Sommovigo, Azolino Groppi, Savino Galardi, Benso Cheli, Alberto Conti, Secondo Virgili, Lara Bertini, con i loro slanci, i loro dubbi e debolezze.

A premessa di questo periodo abbiamo introdotto una cronaca delle vicende dei socialisti castelnuovini: dal sorgere delle prime società di Mutuo Soccorso alle Società Operaie ed alla nascita del partito socialista nel 1892; alla conquista del Comune, alle persecuzioni subite ad opera dei fascisti capeggiati dal principe Piero Ginori Conti e da suo figlio Giovanni, al formarsi delle bande partigiane e del C.L.N. La ricerca è stata condotta  sulla stampa locale dell'epoca, sul carteggio comunale, sui depositi nell'Archivio di Stato di Pisa, su alcune interessanti tesi di laurea (prima fra tutte quella di Enrico Gasperi), su diari e memorie dei protagonisti e su molto materiale eterogeneo di proprietà di privati cittadini, nonché su opere edite di grande valore, tra le quali citiamo quella di Stefano Maggi ove si tratteggia ampiamente la figura del grande socialista castelnuovino, due volte parlamentare, Sesto Bisogni.

E’ stata per noi una scoperta estremamente positiva. Le amare vicende degli ultimi anni del partito socialista italiano non la rendono inattuale, anzi, il contrario! perché fa vedere la radice sana di questo glorioso partito sul quale poi, spregiudicati avventurieri, hanno innestato il buttone dell'albero dalle "mele d'oro", dei frutti velenosi. Ma questa è solo una parte della storia, una parte minoritaria, che non può far obliare la verità sull'intero passato né sminuire le potenzialità che sono rappresentate oggi, in Italia e in Europa, da un grande progetto progressista e riformista, un progetto di socialismo democratico connotato da forti ideali "etici" e permeato da una rinnovata tensione morale, filosofica e di slancio solidaristico: una vera e propria sfida alla concezione liberista in economia, al risorgente nazionalismo, al fanatismo religioso, alla apparente deriva dei contrasti tra popoli e stati, nord e sud, fame e sprechi. Progetti e tensioni che hanno da sempre costituito l'humus fecondo del movimento socialista in tutto il mondo verso il quale anche noi guardiamo non con la nostalgia malinconica del "balocco perduto", ma con la serena consapevolezza di stare dentro un processo, non deterministicamente tracciato, nel quale l'uomo, gli uomini e le donne, le loro idee, le loro passioni, le loro lotte, possono indirizzarlo alla giustizia e alla libertà.





       


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