venerdì 4 agosto 2017



PASSIONI, SPERANZE, ILLUSIONI. CAP. 29.


47. Brevi cenni sull’organizzazione interna della Fidae-Cgil di Larderello

         La struttura principale del sindacato Fidae-Cgil è rappresentata dalle Organizzazioni provinciali, le quali costituiscono, attraverso propri delegati, un Organismo sindacale, in particolare per le attribuzioni previste dal contratto di lavoro.
         Le strutture direttive a livello regionale con compiti di coordinamento sui problemi di strategia provinciali non corrispondono rigidamente alla suddivisione territoriale, ma sono organizzate là dove esistono consistenti gruppi di lavoratori elettrici. Pertanto abbiamo in Toscana, su nove province, ben quattordici sindacati provinciali, tra i quali quelli di Larderello, Prato, S. Barbara, Empoli e Viareggio.
         Il sindacato di Larderello costituisce circa il 10% della organizzazione Fidae della Toscana ed è al terzo posto, per numero di iscritti, dopo quello di Firenze e Livorno. Dispone di 5 membri nel Comitato direttivo regionale e di un membro in quello nazionale. E’ presente con propri membri nelle strutture unitarie di categoria ed in quelle confederali: zonale, provinciale e regionale. Il Comitato direttivo della Fidae di Larderello è formato da 24 membri eletti al 10° Congresso il 21 febbraio 1976. Tutte le cariche interne sono elettive. Con periodicità mensile  vengono tenute riunioni del Comitato direttivo, alle quali possono partecipare anche semplici iscritti che intendono vivere più da vicino la vita sindacale.
         Per la circolazione delle idee si tengono riunioni, aperte a tutti i lavoratori, anche delle altre categorie, iscritti e non iscritti al sindacato, nelle varie zone ove risiedono più consistenti gruppi di iscritti e si pubblica un “giornalino” ciclostilato “Informazioni Fidae”, in circa 150 copie[1].
         I contributi ritirati ai lavoratori, nella misura dello 0,60% del salario, sono ripartiti tra le varie strutture del sindacato, comprese le Camere del Lavoro Territoriali, la Cgil ed il Cud. Al provinciale di Larderello rimangono attualmente 400 lire mensili per iscritto (nel prossimo futuro saliranno a 500 lire). Con tale cifra pro-capite e con il totale mensile che ne deriva (circa 180.000 lire) è stato possibile garantire la presenza a tutte le trattative sindacali con le Direzioni dell’Enel (Pisa, Firenze, Roma), all’attività nella “Zona Boracifera” e, inoltre, ad attrezzare adeguatamente la nostra sede in Fabbrica con moderni strumenti (ciclostile, fotoincisore, fotocopiatrice, macchina da scrivere IBM elettrica a testine intercambiabili).
         La Fidae-Cgil di Larderello si presenta come un sindacato ringiovanito, ben articolato in tutti i posti di lavoro, con un buon numero di attivisti e con qualificata presenza in tutti gli Organismi di base (Cre, Cud, Arca). Al 31 maggio 1976, su 1452 dipendenti Enel, la Fidae-Cgil di Larderello registrava 476 iscritti, pari al 30,9% del personale, di cui 82 impiegati e 394 operai. Le donne iscritte sono soltanto 7. Negli ultimi anni l’andamento degli iscritti è stato il seguente:

1968 n. 440 (28,98% sul totale dei dipendenti)
1969 “  435
1970 “  434
1971 “  311
1972 “  359 (26,16% sul totale dei dipendenti)
1973 “  447
1974 “  460
1975 “  476 (30,90% sul totale dei dipendenti al 31 maggio 1976)

Dal 1 gennaio 1976 al 31 maggio 1976 abbiamo avuto un decremento di 18 unità: 11 pensionati, 1 deceduto, 2 in aspettativa, 3 militari, 1 dimissionario. Nello stesso periodo di tempo i reclutati sono stati 34. Nel corso di questi anni il numero dei dimissionari è stato insignificante. Il massiccio esodo conseguente all’applicazione della Legge n. 336, ha colpito in modo particolare la Fidae-Cgil che contava il maggior numero di iscritti tra i vecchi lavoratori della “Larderello SpA”. Infatti dei 440 iscritti dell’anno 1968 erano ancora in servizio al 31 maggio 1976 e iscritti alla Fidae, solo 104 unità. Ciò stà a significare aver reclutato in questo periodo ben 372 nuovi compagni!
         In Toscana, al 31 dicembre 1974, la Fidae-Cgil aveva 4604 iscritti (55% sul totale dei dipendenti). la Flaei-Cisl 3227 iscritti (38,6%), la Uilsp-Uil 533 (6,4%).
         Pur essendo ormai da  alcuni anni un sindacato inferiore nel numero degli iscritti, alla Flaesi-Cisl, all’interno della Fabbrica, dato che in Toscana si verifica soltanto nella struttura provinciale di Pisa, riusciamo a raccogliere un numero ben più alto di consensi in occasione delle elezioni che periodicamente si svolgono per gli Istituti previsti dal contratto di lavoro (Cre, Arca, C.I., Cam).
Al 31 dicembre 1972 la situazione degli iscritti alle Organizzazioni sindacali di Larderello era la seguente:
Fidae  311: 241operai  uomini, 8 operai donna, 62 impiegati uomini, 0 impiegati donna.
Flaei    680:  474    “           “      50     “          “       128      “            “        28    “            donna.
Uilsp:  111     72    “         “           2      “          “      37        “            “         0       “            donna.
Faile :     3      1    “           “          0      “          “      2        “            “         0       “            donna.    

         Da questi dati risulta che oltre l’80% dei lavoratori dipendenti è iscritto ad una delle quattro Orgnizzazioni sindacali esistenti nella nostra categoria all’Enel-Larderello.
Dal prospetto, peraltro incompleto, che  pubblichiamo in appendice di questo articolo, è possibile effettuare una verifica sull’andamento del voto dentro lo Stabilimento di Larderello, comprensivo quindi di tutte le Fabbriche, dal 1952 ad oggi. 

Ad una prima lettura di questi dati risulta evidente un fatto traumatico accaduto tra gli anni 1953-1955. Anche a seguito di massicce assunzioni di personale, la composizione interna della Fabbrica mutò profondamente. La Cgil, mantenendo i propri voti, ma non ottenendo nuovi consensi, perse oltre il 20%. Al contrario la Cisl, sindacato in sintonia con la Direzione Aziendale, ebbe un incremento del 20%. E’ questo il riflesso locale di una dura politica antioperaia: dal ricatto americano di togliere commesse di lavoro a quelle Imprese nelle quali i candidati della Cgil nelle Commissioni Interne ottenessero più del 50% dei voti, alla divisione ed allo scontro frontale tra le forze politiche e sindacali che culminerà nella famosa sconfitta della Fiom-Cgil alle elezioni per il rinnovo delle Commissioni Interne alla Fiat di Torino nel marzo 1955, allorché la Cgil perse per la prima volta la maggioranza assoluta, scendendo, nel 1957, al 21% dei voti complessivi.

Una seconda osservazione riguarda la tipologia delle elezioni. Quando esse sono state caratterizzate da linee politiche ben precise, riferite ai problemi della Fabbrica, come le elezioni per il rinnovo della Commissione Interna fino all’anno 1969, la Cgil ha mantenuto una posizione maggioritaria con percentuali intorno al 50%, percentuale che scende intorno al 40% per le elezioni a carattere Distrettuale o per il Cre, dove si registra una estesa non partecipazione al voto e dispersività, con voti di preferenza individuali espressi su tutte le liste. La terza considerazione ci dice che nelle ultime consultazioni la Fidae ha ottenuto sempre un numero di voti superiore a quello dei propri iscritti, anche se non è facile calcolarne l’entità, che approssimativamente si può stabilire tra i 100 ed i 150 voti, a dimostrazione che permane tra i lavoratori una vasta area di consenso per il nostro sindacato, consenso confermato dalle elezioni del Cre del 1 luglio 1976.
Da questa forza ci derivano notevoli responsabilità alle quali potremo far fronte solo con un impegno maggiore da parte di tutti gli iscritti, ma soprattutto degli attivisti, e con un ulteriore allargamento della base organizzata.
Dopo i successi riportati, notiamo un rallentamento nell’azione di reclutamento alla Fidae, azione che deve essere condotta, come sempre, alla luce del sole, senza demagogie e false promesse, rispettosa delle idee dei lavoratori ed estremamente corretta nei confronti delle altre Organizzazioni sindacali. Avendo sempre ritenuto che la carta vincente della classe operaia sia l’unità sindacale, per la quale ci siamo coerentemente impegnati al fine di superare o minimizzare le innumerevoli contraddizioni e gli ostacoli frapporti su questo cammino, ci siamo rivolti ai lavoratori ed in particolare ai giovani con un appello a rafforzare indifferentemente le tre Organizzazioni sindacali democratiche presenti in fabbrica.

Certo non possiamo tacere né nascondere che riteniamo il rafforzamento organizzativo della Fidae-Cgil un elemento capace di rivitalizzare il processo unitario, di portarlo su posizioni ancora più avanzate. Siamo consapevoli di nostri limiti, difetti, errori che abbiamo commesso in passato e che permangono in parte nel presente, ma come tutti i lavoratori potranno constatare, ci sforziamo di rendere sempre più credibile la nostra linea politica e nello stesso tempo di fare della nostra Organizzazione una “casa di vetro” dove tutto si svolga sotto gli occhi attenti, critici, di amici e compagni per raggiungere quella ambiziosa meta, il cui nome circola con sempre maggiore insistenza ad evocare una Società avanzata, libera e saggia: Partecipazione.



[1] Il numero “zero”di “Informazioni Fidae-Cgil Larderello”(IFCL), ciclostilato di 14 pagine, uscì il 21 aprile 1976. Dopo un periodo di rodaggio “IFCL” comincerà ad uscire ogni mese, con il numero 1, dall’8 febbraio 1977.

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