venerdì 8 aprile 2016



Jung-myung Lee.
La guardia, il poeta e l’investigatore.
Romanzo. Sellerio ed. 2016.
Trad. di Benedetta Merlini.


Ho terminato la lettura di questo insolito romanzo di circa 400 pagine. Sono molto lento nel leggere saggi e romanzi, abituato alle brevi letture di testi poetici, che leggo in ordine sparso e, praticamente, quasi sempre gli stessi. Forse è per questa lentezza che la lettura m’è apparsa difficile! Si deve inoltre considerare la scarsa o nulla conoscenza che possiedo del contesto storico-geografico nel quale il romanzo è ambientato (Manciuria, Corea, Giappone, Seconda Guerra Mondiale in Estremo Oriente), e così è per quello letterario, che la traduzione non m’è sembrata fluida. Si tratta di un romanzo strano, che le ultime pagine, dall’”epilogo” in poi, non sono riuscite a chiarirmi pienamente. Pazienza, ci riproverò, e cercherò qualche nota bio-bibliografica sull’Autore! Jung-myung Lee è oggi “uno degli autori più rispettati e popolari della Corea del Sud e il suo romanzo, “La guardia, il poeta e l’investigatore”, ha venduto oltre un milione di copie ed è stato tradotto in numerose lingue. Certo, non ho alcuna autorevolezza, nell’esprimere  difficoltà e perplessità su quest’opera, visto che le mie edizioni di storia locale non hanno superato mai la tiratura di 1800 copie, mentre quelle dei piccoli testi di poesia, stampati privatamente, sono appena arrivati alle 350 copie! Tuttavia consiglio di leggerlo, anche per superare la massificazione editoriale nella quale siamo immersi. 

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