sabato 27 dicembre 2014








Che levataccia!


Ore 5,40, la suoneria mi sveglia di soprassalto. Passerà Massimo alle 6.00 perché ho deciso di accompagnarlo nel giro della raccolta latte tra gli allevatori e pastori della Maremma. Mi vesto in fretta e tiro su le serrande delle finestre, fuori c’è ancora un buio profondo. Con 10 minuti di anticipo vedo l’auto di Massimo sotto casa mia: sono pronto e abbastanza agile, scendo rapidamente. Dobbiamo andare a Monterotondo Marittimo, al “Caseificio San Martino”, dove si trova il camion. E’ freddo, e la temperatura esterna è calata di 8 °C., ed oscilla tra i 3 ed i 5°C., ma la volta del cielo brilla di meravigliose stelle! Alle 6,30 partiamo. Non viaggiavo su un camion dall’infanzia e mi fa un certo effetto appollaiato lassù, vedo le cose da una nuova prospettiva e ciò mi piace anche se la rigidità del camion, sulla strada assai disconnessa, mi crea ansia e indolenzimento per la vecchia e malmessa colonna vertebrale, nonostante, molto precauzionalmente, abbia indossato un bustino rigido! Scendiamo verso la costa, dal Frassine, Suvereto, Venturina (frugale colazione con cappuccino e brioche), poi verso nord sulla superstrada a fino ai Palazzi. Imbocchiamo la strada 206 per Pisa, con uscita a Luciana nei pressi di Collesalvetti dove facciamo il primo prelievo. Strade strette e dissestate, per fortuna con poco traffico in un’alba che si accende all’orizzonte basso, mentre il cielo si copre di nuvole. Ritorniamo indietro sulla 206 e ci fermiamo in un’area a margine della strada dove ci attende un camion latte per il secondo carico. Siamo proprio nel punto dove c’è un monumento all’UOVO! Una trentina o più di anni fa c’era qui un grande allevamento di polli! Adesso il degrado regna ovunque. Riprendiamo la superstrada direzione Grosseto, imboccando a Braccagni stradette strette e pericolose nella pianura, un tempo fondo del lago Prile, circondata da una bella catena di profili collinari punteggiati dai borghi di Roccastrada, Roccatederighi, Sassofortino, Sticciano, Montepescali coi suoi stupendi oliveti, fermandoci in due allevamenti ovini per i relativi prelievi. Il camion ora è assai più stabile avendo caricato una ottantina di quintali di latte! Adesso non ci rimane che l’ultimo carico da fare. Si ritorna verso nord e attraverso strade secondarie arriviamo nei pressi di Monteverdi Marittimo. Intanto la pioggia s’è fatta insistente e la stradina sterrata, molto stretta, s’è fatta melmosa. Con difficoltà, qualche scivolone, e paura mia, facciamo l’ultima sosta in un podere nella grande macchia mediterranea. Riprendiamo la SR 398 attraversando il borgo di Canneto e salendo verso il bivio per Lustignano e da qui, scendendo al fiume Cornia, che passiamo a guado, giungiamo finalmente al caseificio San Martino dopo aver percorso circa 300 chilometri! Sono circa le ore 16. Poiché non abbiamo trovato un’osteria aperta, telefoniamo a casa che ci preparino un piatto di pasta…un pranzetto inaspettato e gustoso! Sono stato felice di stare insieme a Massimo, parlare con lui di latte, pecore, problemi di una attività esaltante, complessa, faticosa nel perdurare di una crisi economica difficilissima da superare e rievocare episodi legati ai luoghi che attraversavamo: amici miei cari di un tempo, come Lando, Alberto, Oris,  Gabriella, il mio babbo e la motocicletta MIVAR 125 SPORT che ci portava alla spiaggia dorata di Follonica e al mitico Gatto Grigio! Un ultimo suggerimento: cercate nelle gastronomie di COOP, CONAD ed altri negozi di generi alimentari e caseari i Formaggi di San Martino! Non ve ne pentirete, son prodotti con amore, dalla sapienza e dalla fatica dell’uomo..

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