sabato 5 aprile 2014







Richard Wagner, gli anni zurighesi.

Nel primo centenario della morte di Agnes Luckemeyer (1828-1902), pubblicai un breve saggio e tenni alcune conversazioni sul tema della passione amorosa che legò a Richard Wagner le sorti di una giovane poetessa zurighese, Agnes Luckemeyer, sposata Wesendonck, la quale assunse il nome di Mathilde in memoria della defunta prima moglie del marito Otto. A Zurigo, Wagner abitò dal 1849 al 1858, già famoso come direttore d’orchestra e compositore di statura internazionale, ormai alle prese con la sua immensa creazione “L’Anello dei Nibelunghi”. Furono anni straordinariamente fecondi e l’incontro con Mathilde, l’amicizia che si trasforma in passione, ispirerà  il primo atto della Walchiria (l’amore disperato di un esiliato), nonché la realizzazione del dramma “Tristan und Isolde”, sia la musicazione di cinque testi poetici di Mathilde, quelli che saranno definiti “Wesendonck Lieder”, gli unici nell’immensa produzione wagneriana. Sull’amore tra Wagner e Mathilde si son versati fiumi d’inchiostro, ma pochi sono quelli, come me, ad aver ascoltato dalla viva voce di un suo nipote, l’intera storia ed aver visto coi propri occhi le frasi cifrate di Wagner  sul pentagramma e le note  del “Tristano”: GSM (Gesegnet Sei Mathilde, - Benedetta sia Mathilde) ed altre su una partitura del Faust rielaborata nel 1855. Sugli anni trascorsi accanto a Mathilde, praticamente nella stessa casa di Zurigo, Wagner scriverà: “…m’è chiaro che non riuscirò mai più ad inventare qualcosa di nuovo; quel periodo di massima fioritura mi ha dato tale abbondanza di sementi che in seguito ho sempre attinto a quella riserva per coltivare il fiore con facile cura”. 25 anni dopo la loro separazione, alla morte di Wagner avvenuta  a Venezia il 18 febbraio 1883, sarà Mathilde  a recitargli gli ultimi accorati versi per il suo grande amore, mai dimenticato.
…non ti adirare dunque se a noi,
rimasti mortali,
il cuore si spezza dall’immenso dolore,
e le nostre aspirazioni, le nostre speranze
- il nostro amore,

tutto non altro è che un sospir che ti rimpiange!

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