giovedì 27 aprile 2017







GEOTERMIA, ENERGIA, AMBIENTE, e IL FURTO SILENZIOSO DELLA NOSTRA RICCHEZZA.

Ieri sono andato a fare una passeggiata raggiungendo la Centrale Geotermoelettrica di “Farinello”,  a nord di Castelnuovo. La Centrale è in servizio dall’anno 1996, con un gruppo da 60 MW. E’ una Centrale “telecomandata”, non ci sono turni permanenti di addetti sull’impianto, ma vi operano solo squadre di manutenzione e controllo. La Centrale ha un’alta capacità produttiva di continuità nel tempo. E’ immersa in un vastissimo bosco a latifoglie, al margine di una lussureggiante pineta, lontana da ogni centro abitato e, a quanto ho potuto constatare, non ci sono odori di gas (H2S) e il fruscio delle acque delle torri refrigeranti non infastidisce la vita  ai tanti volatili. Le mastodontiche strutture industriali, data la loro relativamente bassa altezza, si inseriscono bene nell’ambiente naturale, e gli aspetti più evidenti di questo impianto sono: il supervapordotto rivestito in lamina di acciaio, i lavori di sbancamento per la posa della grande tubazione; la linea elettrica ad alta tensione e una viabilità  sconnessa. Sul percorso stradale si incontra una vasta area destinata a Magazzino Enel, in parte in una struttura coperta e in maggior parte all’aperto. Anche in questo caso l’impatto visivo è parzialmente attenuato dalla vegetazione, anche se, come sappiamo, si può sempre far meglio e di più!

Adesso si è alzato un lamento dai territori geotermici: l’ENEL GREEN POWER sembra aver drasticamente ridotto  gli investimenti in quest’area passando dai 230 milioni di € del 2015 ai 75 previsti per il 2018. Quindi meno lavoro, soprattutto per le Ditte Appaltatrici. Non conosco i dati sull’occupazione interna e mi vorrei informare.

Dalla data della Nazionalizzazione (1962) ad oggi la produzione di energia elettrica è salita da 2346 GWh a 5872 GWh, cioè è più che raddoppiata. Nessuno chiede un raddoppio dell’occupazione, cioè delle 2002 unità lavorative della Larderello SpA (Azienda elettrica + Azienda Chimica), ma un organico commisurato alle reali necessità produttive. Tuttavia, guardando in alto, alla sommità dei tralicci dell’alta tensione che portano ad oltre 2 milioni di famiglie l’energia elettrica, fonte primaria di vita nella società moderna,  viene da riflettere sulla silenziosa rapina di un bene che, impossibile negarlo, si origina in territori ben delimitati, nei quali, al di là degli indispensabili posti di lavoro, ben poco c’è di ricaduta, di risarcimento” e svilppo sociale,  infrastrutturale, economico…Caro Presidente della Toscana, cari assessori e consiglieri, da noi eletti e ben pagati,  e cari “responsabili” della miriade di Enti, Aziende Pubbliche, Poli di Ricerca, Enti di Programmazione, Enti dello Stato, e gestori delle ex Province, pensate un momento a immaginare di “staccare la spina geotermica”,  l’improvviso buio e freddo, il blocco di moltissime  fabbriche e officine, e poi mettetevi una mano sulla coscienza: impiegate uno dei vostri preziosi giorni a percorrere le nostre strade dissestate, visitare i dissesti idrogeologici, la penuria di infrastrutture, i ponti pericolanti, le rive di fiumi e torrenti sempre a rischio, e qualche volta verificare  il mancato decentramento delle strutture socio-sanitarie e la loro efficienza…venite un po’ tra la gente, il popolo, come si diceva una volta.  E poi prendete le vostre decisioni con coscienza. 

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