sabato 31 ottobre 2015

Carlo Groppi

dalla Raccolta 
Viandante nella memoria
poesie e prose
2012


" ...tutto ciò che ho scritto è affidato alla forza o alla debolezza, forse alla mitezza, della parola, essa sola capace di suscitare un moto d'immersione interiore. Quando confesso che scrivo poesie, o che penso poesie non scritte (non dicendo che senza la poesia non potrei vivere), noto quasi sempre nei miei interlocutori un moto d'ironia, eccone un altro dei perditempo...infatti a me le poesie non sgorgano come sorgente perenne e copiosa d'acque purissime, già pronte per essere imbottigliate come "minerali", ma si aggregano intorno ad una parola, tre o quattro parole, e si formano e si completano attraverso una depurazione lunghissima, credo mai portata al limite estremo della purezza, attraverso un "lavoro", nella solitudine e nell'ansia di "partecipare alla vita di tutti". 

Da "Domande e riflessioni: sulla parola e sull'essere poeta".


Grazie Karl, per la meraviglia dei tuoi pensieri. Questa pagina per abbracciarti.

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