giovedì 29 ottobre 2015





I morti.

Le sepolture dei morti del Borgo di Castelnuovo sono avvenute in cinque luoghi diversi, e di quattro s’è perduta la memoria. Negli ultimi tre o quattro secoli, si seppellivano all’interno delle chiese i morti che avevano ricevuto il battesimo, poi sul prato di fronte alla Chiesa del SS. Salvatore, infine in un terreno confinante con detto prato. Con le Leggi Napoleoniche le ossa furono scavate e portate  in un cimitero fuori delle mura castellane da dove, alla fine dell’Ottocento, tale cimitero fu chiuso  per la vicinanza alle abitazioni e costruito in località La Colombaia, dov’è anche adesso.

Nel crescere della popolazione il gran numero dei morti imponeva una rotazione piuttosto breve nelle sepolture , 15-20 anni in terra, dopodiché le ossa venivano collocate, senza indicazione alcuna di età, sesso, titolo, nell’Ossario comune. Naturalmente ad ogni generale trasferimento delle salme, la più gran parte andava perduta. L’asta per l’appalto della costruzione del cimitero attuale in località “La Colombaia”, alla distanza di 980 metri dalla terra di Castelnuovo, in base al progetto e perizia redatti (“con i disegni e l’opera gratuita”), dall’ingegner Antonio Talanti per un ammontare di 11951 lire, fu vinta, il 24 luglio 1885, dal maestro muratore Giuseppe Cigni fu Michele, paesano, con l’offerta di 9618 lire. Il costo del terreno, di proprietà di Cammillo Fabbrini, ammontò a lire 700. Il nuovo cimitero fu inaugurato il 30 settembre 1888 con grande concorso della popolazione. Oratori della cerimonia furono 1888 - 30 settembre. Viene inaugurato il nuovo cimitero del paese di Castelnuovo progettato dall’architetto Antonio Talanti, uomo che “con i disegni e coll’opera sua gratuita” lo fece edificare. Oratori della cerimonia furono Achille Pierattini e Rodolfo Niccolini. La Banda Musicale suonò la marcia dedicata all’ing. Antonio Talanti, progettista dell’opera e Direttore della Società Fossi dove lavorano 70 e più operai del paese. La sorte di esservi sepolto per primo toccò ad un povero ed onesto operaio morto sabato 6 ottobre seguente. Il prete per non durar fatica ritornò indietro dal trasporto ed ebbe violente critiche. Nel corso di pochi mesi si susseguirono incessanti le esumazioni dal vecchio cimitero e l’inumazione nei posti distinti del nuovo di: parenti della vedova Amabile Serri, della vedova Teresa Bruscolini e dai signori Burchianti Basilio, Bruscolini Olinto, Pierattini Camillo. In particolare la salma di Ferdinando Bruscolini, nato a Castelnuovo il 31 dicembre 1830, morto l’11 luglio 1888, marito di Teresa Castroni e padre di Emilio,  per prima fu traslata nel nuovo cimitero. Vista la notevole distanza del nuovo cimitero dal paese la Confraternita di Misericordia chiese al Comune la costruzione di un carro funebre. Intorno ai lati del cimitero furono piantati i cipressi. La costruzione ha le cappelle gentilizie, un terrapieno per i posti “distinti” e la botola per l’ossario, un sotterraneo con le cellette, ed un vasto campo comune per le inumazioni. Nel campo non vi sono lapidi né tombe monumentali, ma solo croci di legno. Un muro perimetrale circondava tutto il campo.


Dei miei avi ci sono soltanto alcuni morti della seconda metà del Novecento, alcuni sepolti nei loculi, altri con i resti nell’ossario: padre, nonni paterni, nonna materna, zie e zii, cugini e cugine. In più ci sono quelli di mia moglie: padre, madre, nonni paterni, zie, zii, ed altri parenti. Alle loro sepolture abbiamo portato i fiori, come segno di una memoria che ancora in noi è viva e ci accompagna  nel cammino della vita. Al dopo non penso, ma non ho paura.

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