giovedì 14 novembre 2013





San Lorenzo a Montalbano.

La temperatura è risalita a +14°C. Esco per la passeggiata "terapeutica" per migliorare la circolazione del sangue al cervello, dopo l'evento della trombosi venosa alla retina dell'occhio sinistro, al momento guarita. Ho voglia di rivedere il vecchio cimitero della chiesa (ormai sconsacrata) di San Lorenzo a Montalbano, nel comune di Radicondoli (SI), Ma in Diocesi di Volterra. Della storia di questa Chiesa e della Confraternita che vi operava ed anche della memoria di religiosità delle campagne circostanti ne parlo in un saggio che pubblicai nel 1997, "Dare qualcosa in cambio di niente. Storie di congreghe, compagnie e confraternite di Misericordia", editore Migliorini di Volterra, nel capitolo <S'è spenta la querula voce>, da pg. 99 a 108.
A questi luoghi ed alla memoria lontana di oltre mezzo secolo fa, dedicai una poesia:

San Lorenzo a Montalbano

A questa antica chiesa venni un giorno
d’estate in bicicletta non mia e mi stesi
sull’erba, nell’ombra, per riposarmi
                        dell’assolata via.

Una ragazza attendevo
dai dolci occhi pensosi,
le mani forti dei contadini,
sorella d’un allievo di mio padre
che veniva al paese
in lambretta ogni sera
e talvolta lei lo accompagnava.

Soli noi stavamo nell’orto
a parlare finché restava
sospesa la luce fra i ciliegi
dietro alla baracca di Raspino
e poi calava il crepuscolo:
e il dolce desiderio, il dolce
sogno anche svanivano.

E qui, sul prato, 
sopra i morti antenati,
con a lato fresche le tombe
di oscuri mezzadri senza storia,
più solenne e più vero
l’amore ci stringeva: i neri occhi
e le pagliuzze d’oro, la cicatrice
che segnava il labbro
e più bella la faceva,
le mani, il seno e il sesso
che fremeva alla carezza incerta,
l’eterna verità, ti amo,
sempre insieme saremo, 
non importa il denaro, il paese,
il resto è inganno, vana leggenda,
tu sola sei vera;
trascoloravan sopra il mesto viso
il riso e il pianto,
e dopo l’arso giorno,
le lotte d’amore, le parole stregate,
ci cullava la vellutata sera.

San Lorenzo a Montalbano!

Son rovinati gli anni sopra di noi,
il destino, l’amore: la promessa
fu infranta, spezzato il giuramento,
ora crollano i muri, le tombe,
-         un deserto è la vita –
e i tristi giorni il vento a suo capriccio
fa e disfà nel vorticare eterno
casuale e oscuro gioco
che l’uomo spaventa.

Selvatici arboscelli crescon d’intorno
dove il pastore conduce i magri armenti;
i ladri hanno spogliato più d’una volta
dei Mariscotti il tempio,
sibilano i venti nelle vuote finestre
-         muta è la campana –
e presto tutto sarà maceria e oblio.

E un altro amore e baci, 
            essere uomo,
il lieto presagir di giovinezza,
la gioia che serra il cuor,
la carezza del sol, 
di primavera l’incanto,
vivranno ancora gli uomini nel mondo
senza di noi, inghiottiti dal nulla
come radici, pietre, nomi e desideri,
che si disfanno nella terra bruna.


1 commento:

  1. Su internet potrete trovare il libro autobiografico che ho pubblicato da un manoscritto, "Lo zibaldone della famiglia Mmati" del grande ingegnere di porti della seconda metà dell'800, che mori a Tegoni di Radicondoli in quanto era il padrone della fattoria e forse fu sepolto in questo cimiterino, ma non ho trovato traccia. Fose al centro dove una scarna croce indica l'ossario comune. Ricorda qualcosa il nostro poeta?

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