domenica 24 novembre 2013


La chiesa dell'architetto Giovanni Michelucci a Sasso Pisano, ispiratrice di quella dell'atostrada del sole a Firenze.

Castel del Sasso in Val di Cornia: 2000 anni di “santità (II)

            Gli scavi archeologici, tuttora in corso, del grande insediamento sacro-termale del cosiddetto Bagnone del Sasso, stanno portando alla luce i resti delle Aquae Populoniae, indicati come stazione termale sulla Tabula Peutingeriana (carta stradale dell’età romana imperiale, redatta in epoca non anteriore al principio del V secolo, la cui copia, conservata alla Biblioteca Nazionale di Vienna, deve essere stata tracciata verso la fine del secolo XII od al principio del XIII)4, e nuovi elementi di conoscenza storica ci permettono di gettare uno sguardo più indietro nel passato rispetto all’età barbarica. Il luogo, sicuramente un grande santuario etrusco, se non l'ultimo santuario etrusco prima dell’assimilazione di questo popolo da parte dei romani, indica una frequentazione antichissima dell'area del Sasso. Frequentazione che si ritrova nel toponimo stesso del fiume Cornia (forse prelatino, da corno, e quindi cornum, ad indicare la biforcazione delle due sorgenti che lo alimentano), fiume che nasce poco ad oriente del Sasso e lo lambisce. Secondo alcuni geografi, tra i quali Cluverio (Philipp Cluver, Danzica, 1580 – Leida, 1623), non c’è alcun dubbio che il fiume Cornia corrisponda al Lynceus ricordato dal poeta alessandrino del III secolo a. C., Licofrone: una «…calda corrente di sgorgate linfe di polla». Enrico Fiumi, riportando le parole del commentatore di Cluverio, I. Tzetza, secondo il quale le acque del Lynceus giovavano alle malattie degli occhi, da profondo conoscitore qual era dei fenomeni geotermici e delle sostanze chimiche disciolte nelle acque dei lagoni che defluivano nei principali fiumi e torrenti della cosiddetta Regione Boracifera, sottolinea che «…si ha un buon argomento per sostenere che la Cornia vi aveva la sua parte. In questo fiume la presenza dell’acido borico era sicura»5.
            Una delle caratteristiche più interessanti, sebbene poco studiate, è la santità del territorio del Sasso. Non è improbabile, come afferma don Enrico Lombardi6, che l’Alta Val di Cornia registrasse la presenza dei primi cristiani, prima del VI secolo, forse già con un suo vescovo. Forse vescovo della zona fu anche Regolo, martirizzato per mano di Totila7 presso il Frassine (Monterotondo Marittimo), ove conduceva vita eremitica. Regolo faceva parte di quel drappello di santi uomini (Felice, Cerbone, Ottaviano, Giusto, Clemente) che, in anni diversi, risalendo la Val di Cornia, evangelizzarono il territorio populoniense e volterrano. In onore e per devozione d’Ottaviano, eremita che sostò inizialmente nelle grotte del Cornia in un luogo che porta ancora il suo nome, gli abitanti del Sasso celebrarono, nei secoli seguenti e fino ai nostri giorni, una speciale festa. Ma l'ipotesi nuova, di grande interesse, sollevata più volte sulla stampa locale dallo storico volterrano, don Mario Bocci (ipotesi recentemente oscurata dall’interessata propaganda a favore della Via Francigena), è quella del passaggio di San Pietro dalla via Marittima fino a Bibbona per poi entrare nell'interno e toccare il Sasso ed altri luoghi delle Colline Metallifere, come Monteverdi, Vecchienne, Castelnuovo, Acquaviva.

                                                                                              (continua)



4 L. BOSIO, La Tabula Peutingeriana: una descrizione pittorica del mondo antico, Rimini, Maggioli, 1982, pp. 5-6; A. M. ESPOSITO, Edificio “termale” ellenistico di Sasso Pisano, dattiloscritto, s.l., (1990), pp. 5; A. LEVI, M. LEVI, La “Tabula Peutingeriana”, Bologna, Edison, 1978, pp. 147-151; R. NASINI, I soffioni e i lagoni della Toscana e la industria boracifera, Roma, TEI, 1930, pp. 29-64.
5 E. FIUMI, L’utilizzazione dei lagoni boraciferi della Toscana nell’industria medievale, Firenze, Cya, 1943, pp. 45-47, nn. 111, 116; NASINI, I soffioni e i lagoni della Toscana…, cit., pp., 29-64; PIERI, Toponomastica della Toscana Meridionale…, cit., pp. 175-176.
6 E. LOMBARDI, S. Regolo, vescovo e martire della Val di Cornia, dattiloscritto, s.l., s.d., pp. 13.
7 G. PRISCO, Preti, ancelle, contadini e butteri nella Maremma grossetana della tarda età longobarda, Roccastrada, Caletra, 1995, p. 76.

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