giovedì 25 luglio 2013

E’ morto il mio amico Mario Nati (“Marione”!)


24 luglio 2013, nelle prime ore del mattino, al termine di una passeggiata insieme alla moglie nell’ombrosa strada di Sasso Pisano, è morto fulmineamente il mio amico Mario Nati, fu Agostino, di anni 67. Mario, soprannominato “Marione” per la sua corporatura massiccia, era da sempre uno sportivo, non un “tifoso” (anche se il suo amore per la Juventus era immenso), ma un praticante. Da giovane calciatore, poi allenatore, poi ciclista, poi podista, poi marciatore e camminatore…ci incontravamo abbastanza di frequente sulle strade intorno a Castelnuovo, incontri rapidi, perché il suo passo era assai più veloce del mio, ma tuttavia trovavamo il tempo per scambiarci il saluto e qualche informazione. Una delle ultime volte, qualche settimana fa, lo vedemmo da lontano con sua moglie, sembrava che spingessero il passeggino di un bimbo piccino e commentammo: “Ma chi spinge Mario? Il suo nipote è grande…”. La sorpresa fu presto svelata: dentro il passeggino avevano il loro cane! Ma, Mario? Che fate? E’ stanco o l’ha pinzato una vipera? No, non ha niente, ci alleniamo perché tra qualche giorno andremo a fare una camminata nel Parco della Pace tra Serbia e Croazia e lo porteremo con noi! Lui e la moglie hanno sempre amato gli animali e la loro casa è stata abitata da cani e da gatti, forse anche da pappagalli, criceti ecc. ecc. Anzi, posso affermare che eravamo diventati “parenti” in quanto il mio cane Otto innamoratissimo di una delle sua cagnette ungheresi ci s’era unito in matrimonio mettendo al mondo cinque deliziosi cagnolini! Tutti felicemente sistemati presso amici. Lì per lì Mario non c’era rimasto bene. Desiderava una discendenza più nobile che un incrocio con un bastardino, anche se il bastardino era il cane più bello del mondo! Ma ci facemmo tante risate. Conoscevo Mario da quasi mezzo secolo. Anzi, conoscevo sua sorella e i suoi genitori, e ricordo bene di essere andato, nel 1975, al funerale del suo babbo, Gosto, che allora abitava in un appartamento soprastante l’Albergo La Perla. Ciò vuol rimarcare la nostra antica amicizia. Poi siamo stati compagni nel Partito Comunista Italiano e nella Cgil-Fidae, poi Fnle, nella Fabbrica di Larderello. Era un collaboratore del giornalino mensile, curando specialmente i commenti e le riflessioni sugli avvenimenti internazionali e dell’America Latina, come il Cile, la Bolivia, Cuba…lo affascinavano le figure dei grandi rivoluzionari moderni. Dopo che io lasciai gli incarichi sindacali (1984) per “incompatibilità” con nuovi incarichi amministrativi nel Consiglio comunale di Castelnuovo, Mario entrò a far parte del Direttivo della Fnle-Cgil. Gli anni successivi al 1989 non valgono più per il ricordo. Mario era una persona allegra, scherzosa, chiacchierona…il suo impegno nel sociale lo trasfondeva come volontario della Confraternita di Misericordia, della quale era un membro attivo. Era anche un bell’uomo, amante dei viaggi, delle vacanze in Grecia, e a tal proposito “invidiava” moltissimo le mie magliette estive, tutte provenienti da paesi lontani, sia dell’Asia, che dell’Africa, o delle Americhe, anche se lo tranquillizzavo dicendogli,“Mario, queste me le ha portate mia figlia di regalo!” Tifosissimo della Juventus riuscì a portarmi per due volte a vederla giocare, una volta a Torino e un’altra a Basilea! Giorni indimenticabili. Insomma Mario era un personaggio del nostro piccolo paese autoctono, che mancherà moltissimo a tutti. Stamani sono andato a rendergli l’ultimo saluto nella Chiesina di San Rocco, prima del suo trasferimento a Siena per la cremazione; generalmente non voglio vedere i morti, preferisco ricordarli da vivi, ma per Mario ho fatto una eccezione: sapevo che non mi avrebbe impressionato, la sua morte era stata velocissima, senza soffrimento, ed infatti il suo volto era quello di sempre, disteso, quasi sorridente. Non so bene se fosse religioso, cattolico o no perché la Chiesina di San Rocco viene adibita dalla Misericordia all’ospitalità, in taluni casi, ma  mi ha fatto riflettere la simmetria della bara rispetto al grande quadro del Daddi appeso alle sue spalle: la purificazione di Maria a quaranta giorni dalla nascita del figlio, come prescriveva la legge di Mosè, con la presentazione di Gesù a Simeone nel Tempio. In tale occasione venivano accese sette candele. Ho pensato alla morte come ad un passaggio ed a una purificazione, non al Nulla. Forse anche la nostra anima sarà accolta con gioia, così com’è, in un’altra dimensione, a noi imperscrutabile, in una eternità ancora ricca d’incontri, di passioni  e amore. Dunque, arrivederci Mario!    

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