sabato 20 dicembre 2014


In questa foto anni '50: in piedi Renzo, mio padre, seduto Jughetti, appoggiato Gino Barsotti e a sinistra, di spalle Eude Groppi.

La bella mora e il maialino.


Mercoledì, 17 dicembre, sono andato a Pomarance per sbrigare una semplice pratica all’ACI, anzi, per una domanda. Ne ho approfittato per fare una passeggiata nel centro storico, nel bel mattino di sole. Ho ancora diversi amici in questo ridente  paese, dove una volta, ma parlo di 30 – 40 anni fa! ne avevo moltissimi  Il tempo, si dice, è galantuomo…e compie ogni giorno il suo lavoro, adesso quasi nessuno mi riconosce ed io non riconosco quasi nessuno di coloro che incontro. Infine trovo Gigi, un uomo che ha dedicato tutta la sua vita al lavoro sindacale nella fabbrica chimica di Larderello e nelle strutture territoriali, in più ad una grande passione politica, sempre nella sinistra “di classe”, un po’ fuori dal coro dei compromessi, anche se non tutti i compromessi sono stati da buttare. Siamo stati buoni compagni, e ci siamo rispettati nelle divergenze, che non sono state poche. Mi ha fatto piacere ascoltarlo, sempre combattivo, anche se, come tanti, scoraggiato di fronte alla situazione nazionale ed anche locale, dato che la “base” o non esiste più o non conta nulla! Caro Gigi, siamo nei tempi  bui, come avrebbe detto Brecht, noi che pensavamo di esserne usciti e viaggiare verso una forma di vera e luminosa onesta e partecipata democrazia! Ma, infine, ecco sopraggiungere un vecchio amico di mio padre, e mio, Scalabrino, un sondista burlone e intelligente. Ci siamo abbracciati con calore. Naturalmente la memoria è andata indietro indietro alla ricerca dei ricordi e così, scansando quelli tristi – che la maggior parte sono nei cimiteri delle nostre colline – ci siamo soffermati su quelli più piacevoli, in particolare quando lui, al Magazzino Sonde, lavorava insieme al mio babbo. La lingua batte sempre lì, sulle donne e sulle avventure galanti, si fa per dire, dato che i loro contatti erano con disinibite mezzadre e contadine. Quando costruivano la lunga condotta dell’acqua industriale, dal Mulino di Pavone, al Poggio della Colombaia e da lassù a Larderello, non c’era podere che non avesse avuto un tubicino derivato clandestinamente dalla tubazione principale e portato al casolare con tanto di rubinetto senza contatore, gratis, e addirittura, quand’era possibile, anche un tubicino con l’acqua calda! Ovvero, qualche volta c’era uno scambio in “natura”! Ci fu addirittura una bella mora che regalò ai due generosi, un bel maialino vivo, che Scalabrino allevò con amore fino al peso giusto per essere ammazzato e lavorato e mangiato! Scalabrino si gode ancora una bella vecchiaia, ad esempio, poiché aveva i pantaloni rimboccati gli ho chiesto se fosse una nuova moda: ma che dici Carlo, stamattina presto sono stato nell’orto a cogliere i cardoni! E quest’anno ho ammazzato due bei cinghiali, in Camerino!  Ma Camerino è sopra la Pieve di Morba, vicino a Castelnuovo…Si, la nostra squadra ha preso in affitto un podere, Farinello, e viene a cacciare il cinghiale lassù, ed io ho fatto due tiri e due centri! O bravo Scalabrino, incontrarti mi dà sempre gioia e speranza e stamani m’hai reso felice.

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