Proverbi:
Rosso di sera, bel tempo si spera!
oppure il suo contrario:
Aria rossa, o piscia o soffia!
domenica 16 settembre 2012
martedì 11 settembre 2012
Memorie lontane, storie di gente comune per non dimenticare...
Premessa
La “Cronologia della Comunità di
Castelnuovo” è un’opera che doveva abbracciare, in forma di brevi dati,
appunto, cronologici, la storia, dalle lontanissime origini fino ai giorni
nostri, e della quale, sono soltanto usciti due volumi, il primo nel 1996, “Né latino né tedesco né lombardo né francesco. La Comunità di Castelnuovo
dalle origini alla fine del XIII secolo” ed il secondo, nel 2000, “Sopra le
tombe vecchie è passato l’aratro. La Comunità di Castelnuovo dall’inizio del XIV
secolo alla morte di Michele Marullo (1500)”.
Essa
doveva raccogliere anche saggi storici e materiale documentario eterogeneo, si
da costituire una summa delle conoscenze del passato della nostra piccola
Comunità. Così sono usciti gli altri volumi e saggi sparsi: 1997, “Dare
qualcosa in cambio di niente. Storia di congreghe, compagnie e confraternite di
Misericordia”; 1998, “Fabbrica amica. Sindacato e lotta politica a Larderello
(1944-1956)”; 1998, “Dina Ferri: antologia lirica”; 1999, “Il maldocchio ai
maialini. Lotta politica e vita quotidiana dei mezzadri nelle Colline
Metallifere (1944-1955)”; 1999, Fiorin di cacio, facciamo finta di chiamare il
micio...Proverbi e modi di dire sulla pastorizia delle alte valli del Cecina e
del Cornia”; 2003, “La piccola banda di Ariano. Storie di guerra e di
Resistenza nelle Colline Metallifere Toscane (1940-1945)”; 2004, Castel del
Sasso in Val di Cornia: 2000 anni di santità; 2005, Stella d’argento.
Un’orchestrina jazz a Castelnuovo (1944-1951); 2006, Larderello, geotermia:
dagli Etruschi al 2004; 2007, La cometa Swan, poesie; 2007, In questi fummacchi
risiede un grandissimo tesoro…Dalla scoperta dell’acido borico nei lagoni
toscani, alle soglie del terzo millennio. Cronologia, 1702-2004; 2008, El
poeta canta por todos, poesie; 2009,
Di passere e d’altri uccelli…proverbi licenziosi; 2010, La vita larga.
Zibaldone di pensieri poetici di un blogger ai margini (2007-2009); 2012,
Viandante nella memoria. Poesie e prose, (2010-2011).
Ai
volumi e saggi editi si accompagnano numerosi più brevi articoli apparsi su
riviste locali, che molte volte integrano e aggiornano le opere maggiori, e
numerosi inediti autobiografici stesi sotto forma di racconti, o post apparsi,
fin dal 2007 nei blog “La vita larga” e “Grazie alla vita”.
Inoltre,
si può aggiungere il materiale raccolto
in lunghi decenni di studio e ricerca e
parzialmente ordinato, conservato inedito. Di quest’ultimo materiale i
fascicoli più significativi sono: La casa di legno ed altre storie, Racconti; Urbanistica&Gastronomia; L’età fiorita;
Il gioco nel Comune di Castelnuovo Val di Cecina. Prospettive di ricerca;
Analisi del voto nelle elezioni politiche, regionali e nei referendum svoltesi
nel Comune di Castelnuovo di Val di Cecina dal 1946 al 1979, con alcune
considerazioni e dati sul voto politico in Italia dal 1861 al 1929; La Primavera di Praga; Su
Fratelli! Su compagni! Note di storia del movimento operaio nella Comunità di
Castelnuovo di Val di Cecina, attraverso i suoi protagonisti (1902– 1910); Faville,
prose sparse; La grande illusione. Per una storia del periodo fascista, della
Resistenza e dell’attività del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) nel
territorio della Comunità di Castelnuovo di Val di Cecina (1919-1946); Il sogno
negato. Storia del Partito Socialista Italiano (PSI) in un centro operaio della
provincia di Pisa: Castelnuovo di Val di Cecina; 29 giugno 1944 - 7 giugno 1953:
dalla guerriglia partigiana, all’esperienza del CLN ed alla ripresa della vita
democratica. La sconfitta del “Fronte Popolare” il 18 aprile 1948 e il
tentativo di “colpo di stato” messo in atto dalla Democrazia cristiana nel
giugno 1953, con un cenno alle vicende dei protagonisti e delle battaglie
proletarie, dal primo “Circolo Socialista” alla conquista del Comune, prima
dell’avvento del fascismo e tra gli operai della “Boracifera”; Il lungo sonno
di Castelnuovo sotto i granduchi di Toscana e il Marchesato degli Albizzi, (1501-1859);
Italia bella mostrati gentile. La
Comunità di Castelnuovo, dalla fuga del Granduca Leopoldo II
di Lorena da Firenze al “regicidio” (1859-1900); Passioni, speranze, illusioni.
Antologia di scritti politici e sindacali (1964-1985); Canzoniere, poesie,
1952-2008; Soprannomi castelnuovini; Piangono
i cieli stille di rugiada.Dina Ferri (1908-1930), una singolare esperienza di
donna e di poetessa che non cessa di stupirci..
A tali scritti inediti si unisce il presente lavoro, che raccoglie testimonianze
ed interviste degli abitanti della Comunità, consentendo in tal modo di
disporre di un filo conduttore unitario che ci accompagna per quasi due secoli
(le memorie storiche iniziano nel 1823 e terminano, praticamente, nel 1998).
Purtroppo i testimoni, per gli
eventi che vanno dall'Unità d'Italia agli anni ’20 del Novecento, non ci sono
più. Alcuni potenziali testimoni ancora in vita, quasi centenari, hanno perduto
la memoria, altri ricordano solo minimi e particolari e troppo gravoso sarebbe
stato un lavoro di registrazione, per un singolo ricercatore. Perciò ho cercato
di selezionare i soggetti in base a parametri oggettivi: età, sesso, qualità
della memoria, appartenenza sociale e politica, aver svolto funzioni importanti
nella vita della Comunità (sindacalisti, soldati, prigionieri di guerra, fascisti,
partigiani, possidenti, sindaci, donne, dirigenti del movimento
cooperativo...), non trascurando i legami con la mia famiglia, per avere
un'immagine più nitida dei rapporti di parentela nello scorrere del tempo. Si
tratta, in sostanza, di un lavoro "aperto", perché esso potrà
arricchirsi di nuovi filoni di ricerca se andranno avanti le biografie.
Si deve inoltre tener conto che
l'intervista orale ha le sue regole, di lunghezza, di impostazione, di
approccio psicologico con l’intervistato e che, pertanto, nell’intervista
possono andare perduti molti dettagli, cioè i particolari che il soggetto, nel
raccontarsi, ritiene non essenziale sia
tramandato e conosciuto della sua vita: le stagioni, il cibo, il sesso, l'amore
per gli animali, le avventure giovanili, le feste, le vacanze, le malattie,
"i pensieri" e le tristezze o le gioie di ogni giorno, ed anche il
contesto urbano o contadino può apparire, il più delle volte, come sfocato
nella sequenza interminabile di date, nomi, fatti. Tuttavia, pur con tali
limiti, queste “memorie di gente comune” riescono ad umanizzare l’insieme della
“Cronologia Storica” portando il soffio della vita vissuta più vicino ai nostri
sentimenti, ed anche, in larga misura, ai nostri ricordi. Ci fa sentire che,
"nelle cucine della storia", ci siamo, o ci siamo stati, anche noi.
Infine permettetemi qualche citazione. Mi
preme, in primo luogo, sottolineare il ricordo affettuoso dei miei nonni Enélida
e Filiberto, intervistati nel 1972, quando ormai la loro memoria, un tempo
vivissima, si era appannata, pur restando sempre commovente. Al di là di questo
ricordo personale voglio esprimere la più grande gratitudine per la
disponibilità, la sensibilità e il costante stimolo a seguire la ricerca nel
tempo, da parte di un numero molto grande di persone - che per me ha costituito
uno dei motivi principali per proseguire il lavoro, – come importante testimonianza di civiltà e di
cultura. Perciò sono fiero di aver tentato di dar volto e voce a uomini e donne
della nostra terra, a quelli che hanno fatto la storia ed a quelli che ancora,
per molti versi, ne costituiscono i saldi punti di riferimento. Le biografie riportate
in questo testo sono 65, selezionate tra le centinaia di registrazioni effettuate
a partire dal 1970 ma, per la maggior parte, raccolte tra il 1994 ed il 1999. Ad
esse si affiancano le ricerche storiche: le vicende della famiglia di “briganti”
Moriani; la costruzione del “Piazzone”; le note di storia del movimento operaio
nella Comunità di Castelnuovo di Val di Cecina; il “Diario” di Geo Desi; le
storie legate alla guerra ed alla Resistenza; alla rinascita della musica a
Castelnuovo attraverso i protagonisti della band “Stella d’Argento”; ai
mezzadri e mezzadre protagonisti delle lotte per la “terra” fino al declino
irreversibile della mezzadria, ed infine, alla mia autobiografia, un diario, che
iniziato nel 1952, si chiude con l’anno 1963. Ho infine inserito il testo di
una conferenza tenuta nella Chiesa del Borgo, rievocando una giornata di vita
qualunque di un borghigiano nell’anno di Nostro Signore 1474, cioè all’entrata
in vigore dello Statuto della Comunità, per valutare il percorso effettuato a
quattro-cinquecento anni di distanza dalle storie “moderne”.
Insieme ai ringraziamenti per tutti coloro
che mi hanno concesso il privilegio di ascoltare – viva voce – in indimenticabili incontri, le storie delle
loro vite, non posso tacere i ringraziamenti per: Susanna Mattiangeli, per il
completamento della vita della nonna Elisa; Elmanno Benini per avermi messo a
disposizione il “Diario” di Geo Desi e le altre carte del suo archivio privato;
Adelmo Fanetti per il materiale su Emilo Fanetti, il “contadino della Leccia”; Lidio
Milani, per avermi ricostruito la biografia minima del padre, il poeta
Fortunato, ed avermi fornito i testi dei poemi riprodotti; Alba Costantini e
Paola Gigli per la disponibilità a tratteggiare la vita e la personalità di
Costantino Costantini, notevole figura di antifascista, confinato politico e
dirigente il PCI di Montecastelli; l'amico Paolo per avermi fornito il
manoscritto con la biografia di suo padre, Gino Cascinelli, notevole figura di
uomo politico e presidente del CLN comunale. Dal volume di R. Wagner “Mein
Leben”, Torino, 1954, ho tratto la citazione che compare nell'intervista a
Franz Wesendonck e dal vecchio testo di A. Ribera, “Riccardo Wagner, la vita e
le opere”, e dal saggio di Gustavo Macchi "Wagner", alcuni elementi
di dettaglio. I riferimenti al lager di Vorkuta sono tratti da L'Araldo, del 22
maggio 1955. L 'intervista
a Eugenio Rossi è stata completata con i testi delle poesie della zia Giannina,
nata nel 1902 a
Sasso Pisano e la cui vita interessantissima non è potuta entrare che di sfuggita in questo lavoro.
Alcuni dati relativi alle vicende del fascismo a Radicondoli, che compaiono
nella testimonianza di Alba Costantini, sono
tratti dal testo di G. A. Chiurco "Fascismo senese. Martirologio
toscano dalla nascita alla gloria di Roma", Siena, 1922 e da “Storia della
rivoluzione fascista”, I-V, Firenze, Vallecchi, 1929.
Ho inserito la mia
"autobiografia" 1938-1963, che contiene poesie di varie epoche, nella
versione, con piccole varianti, depositata nell’Archivio Diaristico Nazionale
di Pieve Santo Stefano (AR) e, quindi, a disposizione di tutti, che dedico, in
particolare, alle mie figlie e nipoti: loro non sanno di quel tempo lontano
mille anni luce nel quale ho vissuto e mi sono formato: forse svelandomi li
aiuterò a costruirsi una più salda identità, come vorrei fare con tutti gli
uomini della "Comunità", nel raccontare le loro “Storie". Ho aggiungo
infine alla Premessa un piccolo saggio storico, “Un giorno di vita nel Borgo di “Castrinovi de Montanea”, A.D. 1474” , plausibilmente
ricostruito sulla base dello Statuto entrato in vigore in quel tempo.
lunedì 10 settembre 2012
Elegia Volterrana
Ecco la bozza della copertina di
uno smilzo “quadernino” di tredici poesie dedicate alla città di Volterra nel
momento del commiato. Infatti, dopo dodici anni di ininterrotta attività
nell’Organo di Indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, nel
quale ho svolto, nei sei anni del primo mandato, oltre al ruolo di consigliere,
anche quello di vicepresidente e, per quasi due mesi, di presidente della
Fondazione, uscirò definitivamente di scena in applicazione di una norma statutaria
che pone il limite massimo di presenza in non più di due mandati consecutivi.
Un bella esperienza, irripetibile, piena di soddisfazioni e di realizzazioni.
Ne stamperò, oppure le produrrò in fotocopia con spillatura, senza rilegatura,
non più di venti copie, per farne dono agli amici più cari, soprattutto a
quelli volterrani. Segno e ricordo di una presenza e di un amore ben più
antichi, che non si esaurirà, lo spero, con la rarefazione della mia presenza
lassù, su quel colle-astronave, dal quale son decollati molti sogni ed hanno
preso corpo tenere passioni, l’alimento fiammeggiante di una creatività che
ancora m’accompagna in questi anni che volgono al tramonto. Grazie dunque
Volterra, all’intera città ed ai tanti che m’hanno voluto bene.
sabato 8 settembre 2012
Geotermia, mio primo e
grande amore!
venerdì 7 settembre 2012
Teleriscaldamento: al via anche Radicondoli
Pubblicato sul sito del piccolo Comune toscano il
bando per l'affidamento dei lavori di realizzazione dell'impianto di
teleriscaldamento per Radicondoli e la frazione di Belforte
GeotermiaNews
Redazione
07/09/2012
Mentre prosegue senza sosta il percorso del
teleriscaldamento di Montieri, dove è stato aperto un ufficio per fornire
informazioni ai cittadini e per la stipula dei contratti di allacciamento ed è
imminente l'inizio dei lavori, un altro impianto incomincia a profilarsi
nell'orizzonte delle aree geotermiche.
È stato infatti pubblicato proprio in questi
giorni sul sito del Comune di Radicondoli, il bando per l'affidamento dei lavori
di realizzazione della rete di teleriscaldamento che dovrà servire sia il
capoluogo comunale che la frazione di Belforte.
L'appalto (relativo al Lotto1) ha come oggetto
lavori per una base di gara di poco inferiore ai 5 milioni e mezzo di euro (IVA
esclusa) e prevede, oltre ai lavori strettamente connessi all'impianto di
teleriscaldamento, anche le opere accessorie necessarie.
Il complesso dell'opera corrisponderà ad un
importo complessivo di 7.162.080,00 di euro finanziati tramite contributi ENEL
sull'accordo di programma dei fondi sulla geotermia (anni 2009-2010-2011 e parte
2012), contributi regionali sui fondi sulla geotermia (anno 2010), fondi propri
dell'Ente (avanzo di amministrazione e maggiori entrate tributarie anni 2010 e
2011) e con il contributo della Regione Toscana su finanziamento POR CREO FERS
2007/2013.
Alla gara d'appalto saranno ammessi a partecipare
tutti i soggetti individuati all'art.34 del Decreto Legislativo 163/2006 nonché
le imprese concorrenti con sede in altri Stati membri dell’Unione Europea ai
sensi e per gli effetti dell’art. 47 del D.Lgs. 163/2006, in possesso dei
requisiti come previsti dal Disciplinare di gara, anch'esso pubblicato sul sito
del Comune.
Il sistema di aggiudicazione si baserà su un
duplice criterio, ovvero di offerta economica più vantaggiosa e di punteggio, in
modo da, per usare le stesse parole del bando, “garantire il raggiungimento di
un ottimo equilibrio tra qualità dei lavori eseguiti e prezzo di esecuzione
degli stessi, introducendo, per mezzo delle proposte progettuali presentate dai
partecipanti in fase di gara, alcune migliorie e/o integrazioni inerenti le
finiture e/o gli aspetti funzionali ed organizzativi di alcune lavorazioni
previste nel progetto, nel rispetto di quanto indicato e prescritto nel presente
bando”. È prevista a questo riguardo quella che il bando stesso chiama “clausola
di sbarramento”, ovvero la possibilità di escludere dalla fase di apertura delle
buste contenenti le offerte economiche quei soggetti che non abbiano raggiunto
un punteggio minimo (36/100) in sede di valutazione dell'offerta tecnica, che
inciderà per 70/100).
I punteggi saranno assegnati esaminando con
attenzione le offerte relative alle opere di riqualificazione, gli interventi di
mitigazione delle stazioni e sottostazioni, l'organizzazione del cantiere, delle
macchine e del personale.
All'offerta economica e al relativo ribasso
saranno assegnati i restanti 30 punti.
Il termine per il ricevimento delle offerte è
fissato per Venerdì 26 Ottobre 2012, alle ore 12, mentre l'apertura delle
offerte è fissata per le ore 10 di Lunedì 5 Novembre 2012 presso la Sala
Consiliare del Municipio di Radicondoli, in Via Tiberio Gazzei 89.
Per maggiori
informazioni e per prendere visione del bando e delle eventuali modifiche
direttamente si invitano a visitare il sito del Comune di
Radicondoli.
martedì 4 settembre 2012
Libri editi ed
inediti.
Credo che nessuno dei casuali
visitatori del mio blog GRAZIEALLAVITA (navigatori di internet sulla traccia
musicale del film “Le fate ignoranti” oppure delle canzoni di Violeta Parra),
sia a conoscenza che nella città di Volterra esista una Fondazione bancaria che
si occupa principalmente di filantropia e cofinanziamento di iniziative
culturali, scolastiche e di alta formazione, sanitarie, sportive, nonché di
mostre d’arte, sia attingendo al proprio patrimonio, sia organizzando eventi di
carattere nazionale ed internazionale. Da circa otto anni la Fondazione pubblica un
trimestrale di sedici pagine “Fondazione&Volterra”, della cui redazione fa
parte il sottoscritto, che cura, in modo diretto, sia l’ultima pagina con ritratti
di personaggi locali e cenni storici, sia la pagina delle “news”, segnalazioni
editoriali d’interesse locale. L’11 novembre 2012 si insedieranno i nuovi
Organi dirigenti della Fondazione, dei quali, dopo dodici anni di ininterrotta
attività, non farò parte per una tassativa norma statutaria che prevede un
massimo di due mandati consecutivi di sei anni ciascuno. Al momento non so’ se
il trimestrale resterà in vita, né come sarà impostato, e, se resterà in vita,
se rimarranno in essere le rubriche tradizionali, come, ad esempio, le news
editoriali. Perciò ho deciso di utilizzare direttamente il blog per news
“personali”, segnalando le mie letture o le recensioni che più mi hanno colpito
desunte da supplementi letterari o dalla frequentazione, come volontario, della
biblioteca comunale di Castelnuovo di Val di Cecina. In questi ultimi giorni ho
letto i seguenti libri:
1)
Chagall, I classici dell’arte – Il Novecento,
Rizzoli/Skira, Edizione speciale per Il Corriere della Sera, Milano, pp. 200,
2004. Libro aggiornato, che ripercorre, criticamente e visivamente, il lungo
percorso di vita del grande artista. Stampato in Italia. Lo accosto allo
Chagall di Garzanti, 1955, stampato in Olanda e alla monumentale opera Chagall
di Taschen, 2008, stampato in Cina. Amo Chagall sopra a tutti, le sue opere
sono una fonte perenne d’ispirazione, a lui ho dedicato una poesia “Il sogno di
Chagall” sull’emozione dell’opera “Gli amanti tra i lilla” del 1931, ho il
multiplo originale della litografia “Le plafond de l’Opera”, e, infine,
utilizzerò un particolare del “Sogno di una notte d’estate” per la copertina di
un libricino di poesie.
2)
Marzio Mambrini,
a cura di, Una Montagna di proverbi, Rassegna dei detti popolari nell’area
amiatina nella Toscana meridionale, Ed. Effegi, Arcidosso, pg. 104, 2008. I
proverbi che da secoli si tramandano oralmente, sono lo specchio della vita ed
un’altra faccia dei microcosmi in cui spontaneamente si creano. Da queste
pagine scaturisce l’umorismo toscano spesso salace e forte, mai volgare. Anche
se oggi i proverbi sono decisamente in disuso e fanno parte del passato,
ingombranti residui di quella civiltà contadina ormai scomparsa, noi li
ricordiamo con la bella definizione del Manzoni, il quale riteneva…”che i
proverbi sono la sapienza del genere umano”.
3)
Carlo Cassola,
La ragazza di Bube, Einaudi, Torino, pg. 270, 1963, 14^ edizione. Libro del
mio incontro con Cassola, insieme a Il taglio del bosco e Fausto e Anna, e lettura formativa del neorealismo romantico
imbevuto di ideali e conflitti sbocciati nella Resistenza. Questi tre scritti
di Cassola hanno per teatro, in larga misura, i luoghi dove vivo, tra Volterra,
Monteguidi, Gerfalco, Colle, Massa Marittima, i luoghi che videro l’autore
partigiano nella XXIII Brigata Garibaldi con nome di battaglia “Vipera”. Oggi
il romanzo verista appare datato, nella struttura formale e nella trama, senza
però dimenticare che da esso è stato tratto il film “La ragazza di Bube” con la
splendida Claudia Cardinale. Poco importa se la verità storica di Mara e Bube è
diversa da quella del romanzo e la “Mara” vera ha dato luogo ad una rilettura
polemica dell’opera, essa resterà per una generazione di giovani adolescenti
nel secondo dopoguerra l’opera cult alla quale non possono fare a meno di
ritornare con nostalgia e amore. Questa edizione l’ho comprata per 2 € su una
bancarella di libri usati.
4)
Alice Munro, Il
ponte galleggiante e Ortiche, in Racconti d’autore, Il Sole 24 Ore, n. 53,
Torino, pg. 80, 2012. Tutta la serie dei volumetti che escono, al prezzo di 2
€, allegati al Sole 24 Ore della domenica, sono deliziosi! Da quando l’ho
scoperti corro di primo mattino in edicola, dato che del giornale, il più delle
volte, ne arriva una sola copia. Ma questo contiene due racconti stupendi della
Munro, scrittrice canadese nata nel 1931, vincitrice di prestigiosi premi
letterari e nota in Italia per il libro “Nemico, amico, amante…”, pubblicato da
Einaudi nel 2003. In
questo volume si parla di due donne. Sulle spalle dell’una il fardello della
malattia, su quelle dell’altra il peso di un matrimonio fallito. Un giorno
qualunque, un incontro a sorpresa illumina le loro solitudini e trasforma il
vuoto e il dolore in un’imprevista ilare leggerezza. Dalla penna dell’autrice
che Jonathan Franzen ha definito “la più grande narratrice vivente del Nord
America”, due racconti indimenticabili che mettono a nudo le emozioni.
5)
Carlo Groppi,
Agnes e Martin: l’amore, il dolore. Una storia romantica ed altre poesie, manoscritto
inedito, pg. 96, 2012. Ormai il libro è pronto, scritto, letto e riletto,
corretto…contiene 41 poesie e 11 canzoni nel poemetto Agnes e Martin; alle
quali si aggiungono 37 poesie scritte tra il 2011 ed il 2012. E’ stato Rilke a
farmi incontrare con il poeta danese Jacobsen e, quindi, con Tove e Waldemar e,
di riflesso, con Schönberg, i suoi Gurrelieder e con il Cantico dei Cantici.
Dalla meraviglia di questi incontri è nato il duetto d’amore tra Agnes e
Martin. Le rimanenti poesie sono la testimonianza di un vecchio che si ostina
ad ultimare il “cammino camminando”, verso le colline inondate di luce.
E, per finire: cercate ed
ascoltate i 6 French Suites BWV 812-817, di Johann Sebastian Bach, se possibile
nell’edizione Collins, London, 1993, con l’interpretazione della pianista
Joanna MacGregor.
lunedì 3 settembre 2012
Questo fresco mi fa bene…
Dopo quattro, forse cinque mesi
di caldo torrido, senza una nube nel cielo e uno scroscio di pioggia, senza la
messa in scena dell’abituale passeggera burrasca nei giorni della tradizionale
“Festa dell’Unità” nel castagneto di Doccioli, a due chilometri dal paese, tre
giorni fa mi sono svegliato per andare in bagno e, come faccio sempre, ho
guardato la sveglia fosforescente, posta un po’ di sghembo sul comodino
all’altro lato del letto, ho visto il numero 7 e qualcosa dietro e mia moglie
ha detto “Stamani c’è una strana oscurità, per quest’ora!” E’, si alle sette ci dovrebbe essere il sole
abbastanza alto…e poi non si sentono rumori nella strada…”. Son tornato a
letto, ma non riuscivo più a dormire. Ho pensato di alzarmi e mettermi a
lavorare, con la mente riposata, all’indice dei nomi di un libro che, iniziato
molti anni fa, compensa in questa fase la mia abulia e aridità creativa. Ma
poi, la pigrizia ha avuto la meglio e mi son rimesso sotto il lenzuolo,
immergendomi delle consuete fantasticherie. Ma ecco il primo segnale d’allarme:
una luce accecante è penetrata nella camera da “malchiuse imposte” (avrebbe
detto Montale) e subito appresso il
rumore del tuono, una vera e propria cannonata! al quale ha fatto seguito un
tambureggiare assordante, il tremare dei vetri e lo scroscio di tre elementi,
quasi dimenticati: il fulmine, la grandine e la pioggia! Mi sono alzato di
nuovo per chiudere bene le finestre, calare le serrande, aprire la porta dello
stanzino dove dorme la gatta, agitatissima e impaurita, staccare le televisioni
e il computer…ho dato anche un’occhiata all’orologio a pile che è in cucina e
con sorpresa ho notato che erano le 5 e mezzo del mattino! L’orologio digitale
di camera era stato rimesso male, spostato in avanti di 12 ore esatte! Con
queste due ore guadagnate, tra l’infuriare del temporale, mi sono finalmente
riaddormentato. Intermezzo d’autunno al declinar dell’estate. Fa presto da noi
a venir freddo, dato che il paese, a mezza costa di un monte boscoso, è ubicato
tra i 500 ed i 650 metri
sul livello del mare. La mia casa è proprio a 600 metri di quota e
aperta a nord ed est, cioè ai venti più freddi. Adesso il tempo è variabile, la
temperatura interna è di 20 °C
e quella esterna di 17°C .
Ogni giorno piove un po’, ma ci vorranno mesi di pioggia per ripristinare il
livello delle falde acquifere, dalle quali attingiamo il prezioso liquido per
uso potabile e ridar vita al corso del torrente Pavone. Quest’anno avremo un
magro raccolto di castagne, mentre per la raccolta dei funghi c’è ancora
speranza. Questo fresco mi fa bene. Mi godo la casa, il cibo, la lettura ed
anche il lavoro. Oggi, ad esempio, ho praticamente messo la parola fine alla
bozza della seconda edizione dei proverbi licenziosi, che è passata dai 1200 ai
1800 proverbi! La vorrei chiamare “TIRA
PIU’ UN PELO DI TOPA,
CHE CENTO PAIA DI BOVI…Proverbi licenziosi ed altri motti spiritosi della cultura orale nelle Colline Metallifere e in Maremma, tra i fiumi Magra e Fiora, in Toscana, con l’aggiunta di alcune espressioni proverbiali, latine, italiane e straniere”. C’è più poesia in questi proverbi che nelle mie raccolte poetiche di sessant’anni di scrittura! Vi voglio anticipare la premessa:
CHE CENTO PAIA DI BOVI…Proverbi licenziosi ed altri motti spiritosi della cultura orale nelle Colline Metallifere e in Maremma, tra i fiumi Magra e Fiora, in Toscana, con l’aggiunta di alcune espressioni proverbiali, latine, italiane e straniere”. C’è più poesia in questi proverbi che nelle mie raccolte poetiche di sessant’anni di scrittura! Vi voglio anticipare la premessa:
“Durante
la raccolta dei proverbi sulla pastorizia, iniziata più di venti anni fa, della
quale ho pubblicato (1999), con l’amica Claudia, un primo libricino, dal titolo
“Fiorin di cacio, facciamo finta di chiamare il micio…”, ho appuntato
diligentemente tutti i motti, i modi di dire, i proverbi, e modi proverbiali,
relativi all’immaginario della sfera dell’eros che via via mi capitavano sotto
gli occhi: dall’innamoramento all’amore, al matrimonio, alla voluttà, agli
eccessi, al tradimento ed alla fiducia, alla fisicità del corpo umano, alla
trivialità dell’invettiva, così come sono stati tramandati, molte volte
soltanto oralmente, nel territorio compreso
tra i fiumi Magra e Fiora, nelle Colline Metallifere e in Maremma, in
Toscana, con l’aggiunta di alcune espressioni proverbiali, latine, italiane e
straniere. Vi ho inserito qualche proverbio più
leggermente allusivo, qualche indovinello, stornello e filastrocca, tra quelli
che mi sono parsi nostrali e originali, lasciando, in tal modo, aperto un
ulteriore spazio di ricerca in questo meraviglioso settore della cultura popolare.
Successivamente all’uscita della prima stampa privata (marzo 2009, tirata in
350 copie e contenente 1200 proverbi), molte persone mi hanno segnalato
proverbi, modi di dire, stornelli, canzoni…da poter aggiungere al testo.
Inoltre, man mano che lentamente procedevo nella raccolta, mi sono avvalso,
oltre alle fonti orali, di innumerevoli testi di autori antichi e moderni
italiani, toscani e locali, fino a quando il materiale raccolto non è diventato
così consistente che ho dovuto ridurlo
ai circa 1800 proverbi, per renderlo leggibile, scegliendo tra i modi
proverbiali, motti, detti sentenziosi,
aforismi e indovinelli., iscrizioni funerarie, sortilegi e pronostici.
Ritengo
tuttavia che la raccolta di questa rinnovata edizione, abbia soltanto aperto
una finestra sul grande universo de “li vulgari proverbi”, del quale il lettore
potrà facilmente intuire la vastità, in particolare per i proverbi regionali e
per una più attenta comparazione tra quelli dei paesi europei di cultura
neolatina e germanica ed i nostri, provenienti da un’area assai più limitata,
dalla quale siamo usciti raramente per raccogliere soprattutto proverbi e
aforismi latini, francesi, inglesi, sardi, lombardi e spagnoli, a tema generico
“licenziosità”.
Rinunciando
ad ogni commento, tanto m’è sembrato evidente il significato, manifesto o
allusivo, ho omesso l’indice delle fonti, scritte e orali, e la bibliografia,
quest’ultima davvero imponente. Mi limito pertanto a citare: il biblico Re
Salomone, figliolo di David, re d’Israele; il greco Esiodo, il divino Marco
Valerio Marziale e i due grandi del ‘500 toscano, Cinthio de li Fabrizi e
Antonio Vignali; i deliziosi detti di Bertoldo, toccando il veronese Pescetti,
per giungere ai “moderni” Giuseppe Giusti, Antonio Gotti, Gino Capponi, Augusto
Alfani, Arrigo Pecchioli ed ai contemporanei, tra i quali “nonna Zoe”,
originaria di Belforte, Siena, che ha raccolto circa duemilacinquecento
proverbi. A chi volesse effettuare confronti e verifiche, nonché
approfondimenti, segnalo: l’interessante opera di G. Pitrè, voce Proverbi,
della Bibliografia delle Tradizioni Popolari d’Italia, Torino-Palermo, 1894,
vol. V, pp. 177-257 e 464-475, ristampa CDL, Cosenza, 1965, nonché il volume
“Dizionario Letterario del Lessico Amoroso: Metafore, Eufemismi, Trivialismi”,
Utet, Torino, 2000; i lemmi specifici del Grande Dizionario della Lingua
Italiana, Utet, Torino, 1961-2004; i 5000 proverbi e motti latini raccolti da
L. De Mauri, Hoepli, 1926 e 1990, ed infine Il Grande Dizionario dei proverbi
italiani in Cd-rom di Paola Guazzotti e Maria Federica Oddera, Zanichelli,
2006, che contiene 11.000 proverbi con esclusione di quelli dialettali. Inoltre
un ringraziamento speciale lo devo a Wilma Banchi, per la quantità di proverbi,
stornelli e aforismi che mi ha trascritto con precisione.
Non
rientrava nel mio scopo eseguire un lavoro scientificamente impostato, ma
soltanto appagare l’antico desiderio di mettere nero su bianco una parte di
quel patrimonio, considerato, non a torto, “la scienza dei poveri”, così
volgare, tenero e corposo che ci accompagna nella vita quotidiana, quanto più è
nascosto nella cultura ufficiale e scolastica, onde salvaguardarne il bagaglio
di sapienza, di ironia, e di saggezza che esso racchiude. Apparirà al lettore
moderno, anacronistico e superato il misoginismo maschilista ispiratore della
maggior parte dei proverbi da me riportati, frutto di una cultura millenaria
non ancora del tutto rinnovatasi, che trasforma la donna in un mero oggetto di
piacere e di utilità domestica; una creatura inferiore di cui non fidarsi mai;
tuttavia non potevo operarne l’oscuramento; al contrario, la visione in
negativo del ruolo femminile consentirà di apprezzarne il progresso sulla
strada dell’emancipazione e della parificazione sessuale. Con le parole del
“maestro”, l’incantevole Rabelais, mi accomiato dai cari lettori:
Lettori amici, voi che m’accostate,
liberatevi d’ogni passione,
e, leggendo, non vi
scandalizzate:
qui non si trova male né
infezione.
E’ pur vero che poca perfezione
apprenderete, se non sia per
ridere:
altra cosa non può il mio cuore
esprimere
vedendo il lutto che da voi
promana:
meglio è di risa che di pianti
scrivere,
ché rider soprattutto è cosa
umana.
Si,
ridere è cosa saggia e salutare, e, come recita un antico proverbio: “Chi ride
leva un chiodo alla bara!”, ossia vive più a lungo e meglio di chi non lo
faccia. Infine, per correzioni, osservazioni e proposte di ulteriori aggiunte,
sarò contento di riceve e mail all’indirizzo: karl38cg@libero.it e in anticipo ringrazio
chi lo farà.
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