mercoledì 6 giugno 2018




2-3 GIUGNO 2018 GRANDE FESTA DI PRIMAVERA A CASTELNUOVO DI VAL DI CECINA

Sono stati due giorni molto intensi, sia per il numero degli eventi in programma, sia per l’alta affluenza  di paesani, turisti, operatori commerciali e artigiani, nonché concerti musicali, esibizioni di atleti, mostra fotografica, spettacoli folcloristici , gastronomia  della tradizione locale e non, tutto come recitava il copione “VIVI CASTELNUOVO VAL DI CECINA: 2 GIORNI DI SPORT; BENESSERE; MUSICA BUON CIBO IMMERSI NELLA NATURA”.  TUTTO HA FUNZIONATO ALLA PERFEZIONE. GRAZIE A CHI SI E’ DATO DA FARE: CONFCOMMERCIO, AMMINISTRAZIONE COMUNALE; DIPENDENTI COMUNALI,  ASSOCIAZIONI LOCALI.

In Via della Repubblica, oltre agli stand di eccellenti artigiani, sia locali che non, ha aperto i suoi battenti l’atelier dei pittori Claudio Bruni e Rosalia Dell’Agnello in una delle due uniche  esposizioni che ogni anno i due artisti regalano ai visitatori, castelnuovini e forestieri. Insieme alla riproposizione di opere degli anni passati vi figuravano quest’anno, in modo particolare, le più recenti opere di Claudio Bruni, sorprendenti per vivezza di colori e per un dosato mixer di astrattismo e verismo, che fanno intuire le  grandi potenzialità creative di questo appartato artista. Davvero un “evento in più” al già ricco calendario delle attrazioni che questo piccolo Borgo ha messo in campo!







domenica 3 giugno 2018


VACANZE IN ROMANIA 15 luglio – 9 agosto 1981.

In auto 127 FIAT, percorsi 6400 Km. 4 persone: famiglia di Carlo. Viaggio e soggiorno “memorabili, nel momento di una acuta crisi interna, con rigidi razionamenti alimentari ed energetici. Abbiamo cercato di arrangiarci con i “baratti”, ma non avendo frigorifero era impossibile  avere riserve alimentari e si campava alla giornata. Il fornellino a gas e la pentola a pressione ci hanno dato un aiuto. Altro aiuto la generosità nell’accoglierci, nei villaggi e nei campeggi, nelle case e piccoli chalet. Per il resto non facevamo altro che condividere “l’avventura quotidiana come tutti i rumeni!” La nostra massa corporea, dopo 25 giorni, era diminuita di 11 kg. Ma la salute ottima! La mappa sul post precedente a queste immagini mostrerà il percorso. Purtroppo non abbiamo avuto più l’occasione di un altro viaggio in quelle terre meravigliose, e poi, dopo 37 anni, là tutto è cambiato!














   Là, dove il Danubio scorre maestoso [i]

Là, dove il Danubio scorre maestoso
tra sinuose e antiche terre verso il mare,
miseri villaggi, uomini ed erbe ed animali,
lungo le strade si svelano innocenti
nella grande calura dell'estate.

Cigola la carrucola del pozzo
negli ombrosi cortili; sotto ai meli
siedono i vecchi parchi di parole,
bambini scalzi corrono d'intorno
intenti ai loro giochi
o nuotano nei fossi senza paura.

Le donne filano la lana,
tessono tele dai vivi colori:
loro così abituate a soffrire,
così smorte e stanche
e incapaci di mentire
l'amore ci danno nelle opere
perchè gli occhi non scordino
il sorriso e il cuore resti aperto
                                   alla speranza.

Ceaucescu osserva tra bandiere,
                                   onnipresente,
il suo pensiero abbraccia l'avvenire:
pace, felicità, progresso, socialismo
avrà in futuro il popolo paziente;
traiasca dunque a questo gran partito
e al maestro infallibile
che pianta cartelloni lungo le strade dacie
con diagrammi che puntano al cielo lontano.

Al cielo, a questo perlaceo cielo
che par cadere e schiacciare la terra,
là, dove le grandi e lunghe ali
                                   apre la cicogna
e il sogno raccoglie oggi il muto soffrire
                                   degli uomini.

Perchè così facile, così difficile insieme,
perchè vero e falso, odio-amore,
angoscia e quiete, felicità-miseria,
                                   la nuova vita
cui tendono gli uomini?

La donna che parlava nel vento
entro i tre cerchi antichi delle mura
non sapeva il perchè,
e non sapeva il ragazzo che vendeva lamponi;
non sapevano la tzigana e la guardiana dell'oche,
la vecchia curva sotto la fascina, il minatore
e il poeta che cantava nella sera.

E neanch'io sapevo, e ancor non so.
Più verità s'incontrano
dentro il mio pensiero
e un turbine di dubbi le addipana.

Ho scritto questi versi
malinconico per realtà così diverse e strane
che nel ricordo veloci si disfanno,
per gli amici lontani,
per gli umili compagni,
per i miti bambini dei campi e delle strade,
per le donne pazienti e industriose:
tutto quel vasto mondo a oriente,
                                   sconosciuto,
di ondulate colline e cielo e acque
e case d'alberi e canne
e barrocci con nere famigliole,
là, dove il Danubio scorre maestoso
tra le sinuose e antiche terre verso il mare,
là, dove il mio cuore batte,
                                   dove spera ritornare.



[i]  La poesia è ispirata ad un lungo e meraviglioso viaggio in Romania, nell’estate 1981.






PASSIONI, SPERANZE, ILLUSIONI. CAP. 93. (1981)

Guardando oltre la firma di un verbale

Pubblichiamo in questo numero di “Informazioni Fnle-Cgil Larderello” un’ampia documentazione sulla conclusione della prima fase del confronto con l’Enel per il nuovo assetto delle attività geotermiche e la costituzione dell’Unità Nazionale Geotermica (Ung).
         Nei mesi scorsi, man mano che procedeva il confronto, abbiamo pubblicato o portato a conoscenza dei lavoratori il “Programma Generale 1980-1984” e i “Quadri organizzativi delle posizioni di livello A, B, C”, compresi i nuovi criteri di gestione dell’esercizio sonde, approntati dalla Direzione dell’Enel.
         Sono rimasti inediti alcuni documenti minori e “L’Appendice” al Programma Generale. Una pubblicazione riassuntiva completa di tutto il materiale è fuori dalle possibilità tecniche e finanziarie della nostra Organizzazione anche se, come riteniamo, essa sarebbe stata certamente utile per avere una visione più organica, sia degli assetti strutturali che degli obiettivi politici nel comparto della geotermia.
         Come abbiamo detto e scritto tante altre volte noi diamo un giudizio molto articolato su questa fase del confronto. Positivo per i programmi e gli obiettivi di espansione produttiva, occupazionale, tecnologica, che si intendono raggiungere; dubbioso per le procedute organizzative non sempre coerenti con quegli obiettivi, per i ritardi nel definire importanti questioni relative all’area della manutenzione ed agli usi diversificati della geotermia, nonché al coordinamento con altre strutture dell’Enel, tra le quali il SPT/Gig di Larderello; negativo per le tendenze direzionali a creare centri di potere e compartimenti stagni ed a frapporre, in larga misura, seri ostacoli ad un effettivo rinnovamento basato sulle capacità professionali del gruppo dirigente.
         Occorreva, a nostro avviso, chiudere una fase che ha portato l’intera “questione geotermica” fuori dalle secche di una crisi decennale, per aprirne immediatamente un’altra, la fase cioè delle verifiche del mantenimento degli impegni, che per noi assumerà un carattere apertamente conflittuale, se essi verranno disattesi.
         Noi guardiamo con ottimismo al futuro, anche per quanto attiene le possibilità di lavoro e la qualità della vita dei nostri territori. E’ un ottimismo che si basa non solo sulla storia, ma sulle capacità di lotta e di unità delle popolazioni e della classe operaia intorno ad obiettivi fondamentali, quali lo sviluppo produttivo, occupazionale e sociale. Ma non sono da escludere regressioni e crisi perché tutto è legato anche ad un cambiamento profondo che si dovrà verificare nella società italiana, nelle forme di governo dell’economia, nelle riforme dei grandi Enti pubblici e nella democraticizzazione degli organi tecnici e di direzione aziendale.
         La firma di questo verbale che abbiamo apposta come Fnle-Cgil, noi la vediamo come un momento dinamico di un impegno più complessivo, teso a conseguire risultati positivi con il confronto e con la lotta, e non ci ripieghiamo sull’amarezza di quanto non pienamente realizzato della nostra piattaforma rivendicativa.
         Terminata questa fase comincerà quella dell’assetto organizzativo dell’Ung con i concorsi interni, le nuove assunzioni di laureati, diplomati ed operai, che noi ci auguriamo proceda sollecitamente per dare piena funzionalità operativa a tutta la struttura. I successi o gli insuccessi di un progetto non sono comunque esclusivamente legati ai proponimenti programmatici o agli assetti organizzativi, ma in larga misura ai comportamenti degli uomini.
         Forse ricorderete, anche se ascoltata o letta tanti anni fa, la fiaba di H.C. Andersen “I vestiti nuovi dell’Imperatore”, ma se così non fosse noi vi consigliamo di leggerla di nuovo. In questa fiaba, l’Imperatore, che ama più pavoneggiarsi in nuove vesti che dirigere gli affari del suo Impero, vien fatto sfilare nudo tra i suoi sudditi perché due sarti, abili impostori, gli hanno fatto credere che in realtà egli è coperto da un vestito dai magici poteri: non solo i disegni ed i colori sono di singolare bellezza, ma gli abiti che si fanno con quella stoffa hanno lo strano effetto di diventare invisibili a quegli uomini che non sono all’altezza della loro carica o che sono imperdonabilmente stupidi. Tutti, Imperatore compreso, si affannano allora nel magnificare le qualità di quelle stoffe, ricami, drappeggi e colori inesistenti! Solo l’innocenza di un bambino saprà dire finalmente la verità: l’Imperatore è nudo!
         Abbiamo ripetutamente evidenziato i limiti della Direzione Enel, la burocrazia e l’incapacità miste a velleità autoritarie, presenti in larga parte dei dirigenti – anche se non intendiamo fare di ogni erba un fascio e appoggiamo apertamente tendenze rinnovatrici che tra loro esistono – e oggi assistiamo con preoccupazione ad un fenomeno di “culto della personalità” dentro l’Ung che sta già operando evidenti effetti negativi.
         I metodi di democrazia, di collegialità nelle decisioni, di coinvolgimento pieno dei quadri intermedi, di dissenso, critica e autocritica, e di rispetto delle procedure contrattuali, non possono essere invocati guardando solo al sindacato ed ai suoi problemi, ma devono coinvolgere qualsiasi altra struttura politica ed economica, compreso l’Enel, l’Ung ed il Gig.
         Un comportamento coerente alla ricerca della maggiore produttività aziendale, l’eliminazione degli sprechi e del lassismo, il ritrovato gusto per il proprio lavoro, lo richiediamo a tutte le maestranze, senza il cui apporto ben difficilmente potranno essere realizzati gli obiettivi di sviluppo ai quali tendiamo, e che, unici veri obiettivi, garantiranno il “domani” dei nostri Comprensori consentendoci inoltre di dare un contributo, trascurabile in senso quantitativo, ma importante in quello qualitativo, al risolvimento della crisi, non solo energetica, del nostro Paese.


sabato 2 giugno 2018





PASSIONI, SPERANZE, ILLUSIONI. CAP. 92.

Vittoria delle Sinistre in Francia!

Francois Mitterrand ha vinto! 13 milioni di voti (52%) al candidato del Partito Socialista Francese. Per la prima volta nella storia della Francia un socialista viene eletto a suffragio universale alla più alta carica della Repubblica. La coalizione di sinistra che ha segnato, pur tra contraddizioni, scontri, divisioni, l’aspetto più rilevante della politica francese a partire dagli anni ’70 (Union de la Gauche), realizzata su un programma comune dal Psf e dal Pcf, aveva già realizzato nel 1974 una significativa avanzata con il proprio candidato, il socialista Francois Mitterrand, che ottenne il 49% dei suffragi.
L’ascesa fu confermata alle amministrative parziali del 1976 nelle quali i socialisti ed i comunisti, insieme ad altre formazioni minori della sinistra, raccolsero oltre il 56% dei voti.
Adesso Francois Mitterrand è Presidente della Repubblica Francese e ciò non può che preludere ad un più profondo cambiamento e avanzamento delle forze di sinistra nel Parlamento.
E’ questa una vittoria dei giovani, dei lavoratori, dell’unità delle forze del cambiamento. Questa grande svolta politica in Francia avrà un senso ed un peso per tutta l’Europa. E’ bloccato “l’effetto Reagan” e le forze della restaurazione e della conservazione subiscono una clamorosa sconfitta. E’ l’esempio alla “sinistra d’Europa” che è possibile vincere in un paese industrializzato a capitalismo avanzato, prendendo il potere con il consenso popolare, superando le divisioni, puntando all’alternativa e al cambiamento della società. La sinistra francese è in festa, ma questa festa è anche la nostra: è una festa e una gioia per tutti i lavoratori, per chi  crede ed opera nell’unità di classe della sinistra italiana, per chi crede e lotta per una nuova società basata sui valori di cui la classe operaia è da sempre portatrice: rinnovamento, progresso, pace, lavoro, democrazia.

martedì 29 maggio 2018




Nous sommes ici

Luciana et Carlo, poètes castelnuovini, dédient cette petite antologie, amis francais Les Vans, Communauté jumelée avec celle de Castelnuovo di Val di Cecina. 

“…Cher Luciana et Carlo, jai eu un grand plausir à traduire ces poèmes magnifiche, pleins de sentiments et d’emotions…”

                        Simone Lea Fayard



Finalmente il libriccino di 14 poesie in lingua francese con il testo a fronte in lingua italiana,  tradotto da S.L. Fayard e con una  bella e delicata prefazione del dott. Alberto Ferrini, Sindaco del Comune di Castelnuovo di Val di Cecina, Pisa, Toscana, è giunto da pochi giorni agli amici "gemellati" di Les Vans, come dono della nostra Comunità, segno di amicizia e affetto. Il volumetto non è in vendita, nè mai lo sarà. La tiratura di circa 400 copie si esaurirà rapidamente. Sono personalmente molto legato alla Francia, per alcune persone conosciute in passato, nella mia prima giovinezza e durante gli inizi della mia attività lavorativa, Aurora, Albo, Duprat e più tardi, il poeta e amico Bernard Vanel...ho soggiornato alcune volte a Parigi ed ho viaggiato in molti dipartimenti, ho conosciuto persone interessanti, anche se, le più importanti riposano nei cimiteri monumentali, nei quali vado sempre a portare un fiore o mettere un sassolino sulla pietra tombale. 

domenica 27 maggio 2018




PASSIONI, SPERANZE, ILLUSIONI. CAP. 91.

Quel pasticciaccio brutto delle case dell’Enel-Larderello

         Difficile entrare nel merito della validità del contenuto del volantino del Pci di Cavriglia (AR) a proposito degli alloggi Enel di Santa Barbara e degli sfratti che avrebbero colpito per adesso due famiglie e che colpirebbero entro il 1982 circa 150 famiglie di non dipendenti.
         Non conosciamo la situazione, i motivi, la storia, la posizione dell’Ente. Certo il tono non pare adeguatamente meditato e non abbiamo elementi per comprendere realmente come stiano le cose. Ma altro è prendere lo spunto per tracciare un parallelo con la situazione esistente nella gestione degli alloggi dell’Enel di Larderello e di piangere lacrime di coccodrillo sui malcapitati che  “a pedate” sarebbero stati cacciati fuori dalle loro abitazioni una volta andati in pensione.
         Antico è il problema di Larderello e intricato e controverso. C’è chi dice che le case costruite intorno alle vecchie fabbriche siano state un luminoso esempio di socialità del padrone, c’è chi dice che il loro scopo fu quello di avere maestranze più prossime alla fonte del lavoro, più controllabili e ricattabili (la casa, l’orto, il pollaio, il garage o il terreno per il tenditoio…), chi vede la situazione in un disegno del capitalismo avanzato (Marzotto a Valdagno, Olivetti a Ivrea, Piaggio a Pontedera), ma lo scopo resta comunque quello di condizionare il più possibile i lavoratori evitando conflitti sociali, di creare contraddizioni all’interno della classe operaia, di portare acqua al mulino delle forze politiche verso le quali più vicini si sentivano i padroni.
         L’Enel ha ereditato Larderello, con i suoi abitanti ed i suoi problemi: non ha fatto quasi nulla per affrontarli seriamente, ha innescato nuove tensioni tra i dipendenti, ha gestito gli alloggi con la stessa filosofia del padrone privato. Chi abita a Larderello e nelle altre “fabbriche” è del resto sempre più scontento della qualità della vita che vi conduce: manca una vita sociale, un pluralismo politico, commerciale e culturale; l’eterogeneità degli abitanti ha inoltre cancellato le radici storiche e solo la modestia del canone degli affitti e del riscaldamento esercita probabilmente la più forte attrazione sui dipendenti per richiedere un alloggio e rimanervi.
         Noi siamo per il superamento del regime di monopolio che esercita l’Enel. Quindi, liberalizzazione dei terreni per creare nuove aree edificabili, servizi trasferiti agli enti locali, gestione democratica del patrimonio immobiliare, equi affitti e canoni di riscaldamento adeguati, studio possibilità di cessione a riscatto degli alloggi…fine delle attuali discriminazioni nelle assegnazioni che non sono trasparenti e pubbliche, rapida consegna degli alloggi vuoti, salvaguardia dei vecchi inquilini con pensioni modeste, gradualità nell’imporre il rilascio delle abitazioni.
         Chiediamo all’Enel di rendere nota la situazione dei propri alloggi: Quanti sono? A chi sono stati assegnati? Quanto viene pagato di affitto? Quanto per il riscaldamento? Quanti sono vuoti? Quante le domande inevase? Chi possiede un garage? Chi due o tre garagi? Quanti estranei abitano negli alloggi Enel? Quanti pensionati?
         Attraverso la conoscenza di questi dati potremo operare un riflessione seria sul problema alloggi, problema che rappresenta un elemento di divisione tra i lavoratori perché se è vero che c’è anche chi non avrebbe mai voluto andare ad abitare in una casa Enel, c’è anche chi non vi abita perché discriminato politicamente e non ben visto dai vecchi e nuovi dirigenti, e c’è chi “per patire il freddo” spende 600-700 mila lire in più dei propri colleghi; c’è chi fa oltre 100 chilometri al giorno per raggiungere Larderello…e ci sono poi partiti ed associazioni che hanno sedi, riscaldamento, pulizie e contributi…c’è infine chi paga una cifra e chi un’altra:
         E non parliamo di pedate. Anche noi siamo per la democrazia calcistica, ma che dire di chi avendo due o tre case a Cecina, Follonica o in altro sito, non lascia la casa dell’Enel a Larderello e viene soltanto una volta al mese per riscuotere la pensione “sociale”, versare i denari sulle obbligazioni, innaffiare i gerani e vedere se è morto il gatto?

Privilegi di tutto il mondo unitevi!

E contro il privilegio, forse, le pedate non sono sufficienti.