lunedì 30 aprile 2012

1° Maggio 1982 

Son passati 30 anni esatti da quella data. Molte cose sono cambiate, non tutte in meglio. Nelle parole c'è un po' di retorica e molto sentimentalismo, utopia, fede...Eppure, lo dovessi fare oggi, sul pentagramma scriverei le stesse note, con piccole variazioni. Lo ripropongo alla meditazione degli amici e compagni nostri rottamatori.


30 aprile 1982: assassinati a Palermo Pio La Torre e Rosario Di Salvo[1]

Compagne, compagni, cittadini, è con grande dolore che vi parlo per commemorare Pio La Torre e Rosario Di Salvo, assassinati  ieri a Palermo. Un ennesimo delitto di mafia e di terrorismo. Poche parole, le mie, nello stile di modestia che ha caratterizzato la vita di militanza e di lotta del nostro compagno La Torre. E’ oggi una giornata particolare per i lavoratori, giornata di festa e di lotta, che richiama ogni anno il movimento operaio, unitariamente, intorno alle Organizzazioni di classe per fare il punto sui successi, per analizzare i problemi, per formulare propositi e impegni. Una giornata che è costata immensi sacrifici e sangue proletario da quel lontano 1° Maggio 1866 nel quale, durante una dimostrazione operaia a Chicago (Usa), otto lavoratori furono arrestati e poi, benché innocenti, impiccati. Da allora, su indicazione della II Internazionale, si iniziò in tutto il mondo la celebrazione della Giornata del Primo Maggio e da allora iniziò la spietata reazione delle classi dirigenti di ogni paese capitalista per sopprimerla.
Un filo rosso lega la storia del 1° Maggio e in questa storia, in Italia e nel mondo, i sindacati di classe hanno assolto a un compito di primaria importanza a difesa del lavoro, dei deboli, degli oppressi. E’ proprio 35 anni fa, per stroncare sul nascere l’idea di una Italia democratica, che sul pianoro situato nei pressi di Portella della Ginestra, in provincia di Palermo, migliaia di uomini, donne e bambini che si recavano alla commemorazione della Festa del Lavoro, furono fatti segno ad un barbaro attacco da parte dei banditi della “Banda Giuliano”, assoldati dagli agrari siciliani. Violente raffiche di mitragliatrice si abbatterono sulla folla: rimasero sulla Piana insanguinata i corpi senza vita di 12 compagni, un centinaio furono i feriti con donne e bambini.
E oggi, in Sicilia, ancora due nostri compagni assassinati, per la stessa lotta, per la stessa causa: il rinnovamento dell’Italia, il riscatto sociale del Sud, la pace e la democrazia.
Il compagno Pio La Torre era uno dei più importanti dirigenti del Partito comunista italiano. Figlio di poveri braccianti entrò giovanissimo nel Pci. Appassionato ai problemi del Mezzogiorno diresse la lotta dei contadini siciliani per l’esproprio del grande latifondo feudale e baronale, come dirigente della Cgil. Negli anni di Scelba fu arrestato e incarcerato per diciotto mesi. Ricoprì incarichi di responsabilità sempre più alti in Sicilia ed in Italia: per tre volte deputato al Parlamento, nella Direzione e nella Segreteria del Pci, era ritornato recentemente nella sua terra che amava per contribuire, come Segretario della Federazione Regionale comunista, oltre che parlamentare, alla sua rinascita, ad impedire che i missili di Comiso diventassero una minaccia per la pace in Europa e nel mondo. Il compagno La Torre era un avversario irriducibile di una delle più antiche e mortali piaghe dell’Italia: la “mafia”. Ma cos’é la mafia? A chi serve? Perché non si riesce a debellarla?
La mafia è una vasta organizzazione clandestina, di matrice criminosa, sorta nella Sicilia tra il 1820 ed il 1848 per complesse circostanze storiche e ambientali (e in primo luogo per difendere, indipendentemente dalla giustizia ufficiale, gli interessi del padronato borghese e aristocratico dall’ostilità delle masse popolari e rurali), e mantenutasi, sotto varie forme, fino ai giorni nostri. Si suddivide in piccoli gruppi (cosche o famiglie) delimitate territorialmente e composti da 10 o 12 gregari (picciotti), legati fra loro da stretti vincoli di segretezza e di omertà, che operano alle dipendenze di due o tre persone di condizione sociale più elevata (padrini). La sua attività consiste nel procurarsi illeciti guadagni mediante ricatti e soprusi d’ogni genere, e, in particolare, nell’imporre il pagamento di contributi forzosi alle Aziende agricole, Commerciali e Imprenditoriali, nel proteggere e sfruttare la prostituzione, nel commerciare la droga, nell’organizzare sequestri di persona allo scopo di estorsione, nel condizionare, mediante la coercizione o l’intimidazione, sia l’attività delle autorità pubbliche e dell’apparato statale, sia la libertà degli elettori come testimoniano i fatti degli ultimi 40 anni e l’intreccio, sempre più stretto, tra mafia e potere politico in Sicilia. Dalla Sicilia la mafia si è diffusa  in altre parti d’Italia e negli Usa ed oggi forma una vasta trama collegata con la malavita internazionale, e con ramificazioni potenti in delicati ed importanti settori della classe dirigente e padronale. Ebbene, è lottando contro questa tremenda organizzazione che il compagno La Torre è stato assassinato; egli ha pagato con la vita la coerenza e l’impegno, ma i lavoratori tutti sono e restano al suo fianco, in prima linea e sapranno raccogliere il suo esempio e la sua bandiera.
Altri morti in questi “anni di piombo” sono calati sulla coscienza collettiva del nostro Paese: dalla strage di Piazza Fontana a Milano, all’assassinio di Aldo Moro, Vittorio Bachelet e di tanti altri magistrati, agenti dell’ordine, uomini politici, amministratori, fino a quest’ultimo orrendo crimine. Crimini compiuti lucidamente per ricacciare indietro le conquiste democratiche dei lavoratori, per far crollare le Istituzioni repubblicane, per allontanare ogni possibile ipotesi di una svolta profonda nella vita politica italiana.
E non c’è stato momento cruciale della nostra storia recente che non sia contrassegnato dai crimini del terrorismo. Esso si definisce “rosso” e “comunista”, “proletario”, “autonomo”, ma in realtà è reazionario, serve agli interessi del capitale, sparge sangue per sconfiggere i lavoratori, per gettare confusione tra la gente, per compiere un progetto autoritario e di follia.
Io voglio ricordarli, quest’altri morti, vittime di uno scontro durissimo, insieme a Pio La Torre e Rosario Di Salvo, perché uguale è stato il prezzo pagato, uguale la fede nella democrazia, l’impegno pluralista per far progredire il nostro Paese. Ma i lavoratori e le loro organizzazioni sindacali sono stati e restano un baluardo incrollabile contro il terrorismo e senza retorica viene spontaneo chiederci cosa sarebbe l’Italia, oggi, dopo questi 13 anni tremendi, senza l’unità, la lotta, la fermezza dei lavoratori. Cosa ne sarebbe stato della nostra democrazia? Delle nostre conquiste sociali?
Ma il discorso, che tende ad allargarsi, e che volutamente non tocca i nodi politici del presente, pur così importanti, deve restare e rientrare nell’alveo dal quale era iniziato. Altri momenti ci saranno per affrontare questi temi, e quelli del lavoro, della pace, delle giovani generazioni che si aprono la strada in un’epoca inquieta, fatta di perdita dei valori ideali, di offuscamento delle coscienze, ma che al tempo stesso vede prorompere sulla scena mondiale, in sempre maggior misura, le forze del rinnovamento sociale, del progresso e del socialismo.
Noi lavoratori, dalle grandi metropoli ai piccoli villaggi, dalle fabbriche a tutte le “pieghe della società”, saremo in questa lotta e ci saremo con la nostra storia, i compagni assassinati, i resistenti, gli oscuri uomini che ogni giorno si sacrificano per un ideale di solidarietà e di fraternità, per la fine dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, per la pace e la democrazia.
Pio La Torre e Rosario Di Salvo non sono più con noi. C’è un grande vuoto tra i lavoratori e nel nostro cuore. Ma la vita continua e così la lotta e l’impegno del movimento di classe, ed io voglio terminare ricordando i versi che un grande poeta tedesco scrisse per un combattente antinazista assassinato:

…chi non si era arreso
è stato ucciso.
Chi è stato ucciso
non si era arreso.
La bocca che ammoniva
l’hanno empita di terra.
Comincia l’avventura di sangue:
sulla fossa di colui che amò la pace
battono il passo i battaglioni.
Era inutile, allora, la lotta?
Quando a venire ucciso è chi non da solo lottava
il nemico non ha ancora vinto.

La mafia, la camorra, il terrorismo, la guerra, l’oppressione: compagno La Torre, non hanno ancora vinto!


[1] 1° Maggio 1982. Grandi manifestazioni popolari organizzate dalla Federazione Cgil/Cisl/Uil ricordano in tutte le piazze d’Italia i compagni uccisi dalla mafia. Carlo Groppi parla in Piazza XX settembre a Castelnuovo di Valdicecina




IV – da “Dieci poesie per una lucciola” di Clemente Rebora.

Dimmi che esisti – non chiedo altro:
Il resto al cuore io lo domando.

Sete ingannata da ogni coppa,
Senza il sapor della tua bocca,
Riposo illuso in ogni sonno
Senza il ristoro del tuo corpo.

Dimmelo sempre che ci sei,
Comunque la tua vita speri.

La creatura in te più vera
Ogni vicenda me la svela,

La lontananza ansiosa dice
L’amor che accanto ammutolisce;

Ma so, non so, so che tu sola
Puoi dirmi: esisto – e dillo ancora.

mercoledì 25 aprile 2012

25 APRILE A VOLTERRA. Che onore! Sono stato chiamato dal Sindaco a tenere la celebrazione ufficiale nella sala nel Maggior Consiglio dei Priori, parlando della Resistenza nell'Alta Val di Cecina e del ruolo della donna. Ho tratteggiato la breve intensa biografia di Norma Parenti, figlia di un volterrano, trasferitosi per motivi di lavoro e di famiglia nella vicina città di Massa Marittima. Norma, nata nel 1921, condensa la sua vita in poco più di due anni: 1942 si fidanza con Mario; 1943 entra nella Resistenza; sposa, attende la nascita del figlio; 1944 intensifica il ruolo nella III Brigata Garibaldi "Camicia Rossa", partorisce il suo primogenito Alberto, viene arrestata dai nazifascisti, torturata e uccisa il 23 giugno, poche ore prima dell'arrivo dei soldati americani e dei partigiani liberatori; 1945 Norma viene decorata con la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria. Hanno preso parte alla manifestazione alcune centinaia di persone. Ritornando a casa per il pranzo non ho "resistito" a scattare qualche fotografia del cielo di primavera, il nostro cielo, come simbolo e presagio che anche il cielo della nostra Patria torni a illuminarsi della chiara luce tra nubi passeggere e benefiche.







martedì 24 aprile 2012

24 Aprile. Massa Marittima, Museo Archeologico. Simposio Etrusco. Al ritorno, i nostri monti. Sempre uno spettacolo!





Jewish Partisans




L’anima sbigottita geme solitaria.

Nell’alba livida rumina l’erbetta
la mia nera cavallina, non teme la pioggia
vicina, le son compagni il mandorlo e l’olivo,
neri come il pianto e la tristezza.
Da tanto questa primavera
non mena speranza, il canto mi muore in gola
né mi consola il saperti sola. Il dolore
è forte come il vento e mai s’arresta, l’acqua
brama al mare scendere impetuosa, e poi
salir di nuovo al cielo, ma il tempo, oh! l’avaro,
tra tutti i nemici è il più insidioso e amaro.
Vento riportami il sogno e la carezza, acqua
d’azzurre vene, reca linfa alla mia bocca
arsa, tempo, cancella i segni delle ore!
Tutto è svanito, ormai:
non c’è luogo dove piangere e pregare,
l’anima sbigottita geme solitaria.

lunedì 23 aprile 2012




                          

                                         Mercoledì   25 Aprile 2012
                                                  VOLTERRA

                 
ore 9,00 Delegazione del Comune: deposizione di corone in Piazza Caduti nei Lager Nazisti, piazza Boscaglia, Istituto d’arte.

  • Ore 10,00 Piazza dei Priori: saluto alle autorità ed alla città da parte degli Sbandieratori.
  • Ore 10,30  Sala del Consiglio: Cerimonia ufficiale alla presenza dei testimoni e  di autorità civili, militari e religiose:Saluto del Sindaco e brevi  interventi.

  • Ore 11,00   Carlo Groppi, storico della resistenza nell’area delle  colline metallifere: “La resistenza nell’Alta Val di Cecina ed il ruolo della donna”.

  • Ore 11,40   Avvocato Pietro Pierri, vice presidente della Fondazione Pertini: “La sala lettura Sandro Pertini all'interno della Biblioteca Comunale di Volterra”.
  •                                          
  •  ore 12.00  Piazza dei Priori, saluto degli Sbandieratori. Corteo con le autorità, testimoni, cittadini per deporre una corona d’alloro al Monumento alla resistenza in Piazza Martiri della Libertà. Proseguimento  per la Biblioteca “Guarnacci” per l’inaugurazione della  Sala di Lettura Sandro Pertini. Deposizione di una corona d’alloro davanti alle lapidi dei Caduti a Porta a Selci.



                                                                                                        Il Sindaco
                                                                                                      Marco Buselli