domenica 11 dicembre 2022

 

PER MIA ZIA “ALDA”.

6 dicembre 2022 

Cara Zia Alda, e così, anche tu sei partita…sei stata l’ultima delle mie sette zie materne a lasciarmi. L’unico maschio della covata, Gualfredo, non l’ho mai conosciuto. Parti per la guerra e non è più tornato. Con te e con Tajura, ed anche con Ada, ho mantenuto   una calda e lunga amicizia. Ho quel gruppo di fotografie scattate per le nozze del nostro cugino Alberto con Rina, a Fosini, nel 1954 ? o 1955? Ci sono anche  3 o 4 zie e nonna Guglielma! E ci sono anch’io con Otello, Galeazzo, Salvadore e Alda... tutta vestita di bianco! Per mia fortuna sei stata tu a darmi molte fotografie della mia famiglia materna, e non dimentico le nostre chiacchierate in attesa dei nostri nipoti dalla scuola! Naturalmente non dimentico i contatti dentro il Palazzo degli Uffici, tu al primo piano ed io al secondo, e dalla mia grande finestra ti potevo anche vedere!

Sei sempre stata coraggiosa, ed hai affrontato anche il grande dolore della precoce morte di tuo marito, con una nidiata di figli da mandare avanti! Cara Zia, tra i tanti ricordi di te, nonostante che la memoria mia svanisca, c’è quello di quando venivi al Carbonciolo e si dormiva nello stesso letto tu da capo ed io da piedi! E con noi la mia mamma Sestina! La nostra amicizia è stata un gran dono. Ti ringrazio di tutto quello che mi ha dato!

lunedì 5 dicembre 2022

 


MA IL BLOG E’ MORTO?

 

No, non è morto, ma agonizzante! Questi 30 mesi di semi isolamento sociale hanno dato un gran colpo sia alla creatività, sia alla volontà di fare. Adesso sembra aprirsi uno spiraglio di luce, ma, mentre figlie e nipoti faranno presto a recuperare, noi vecchi non saremmo più capaci, parafrasando Proust, di andare alla ricerca del tempo perduto, perché il tempo, con  la memoria evanescente, si sta estinguendo e la prospettiva di vita assottigliando. Anche la “creatività” si è dileguata. Ho mantenuto, con alti e bassi, il mio Blog, fin dal 2007 a un anno fa, ma ormai da mesi lo stò perdendo. La maggior parte delle giornate la impegno nella corvée casalinga, in passeggiatine sempre più brevi, nel sonno, e nell’accudire alla mia gatta cieca. Ho messo anche un poco di ordine nel mio archivio storico e letterario, per i posteri, se ci sarà qualcuno che avrà voglia di farlo. Penso anche alla mia biblioteca, ma questo pensiero non è doloroso, in fondo saranno sette gli eredi (moglie, due figlie, quattro nipoti) 1000 volumi ciascuno se li sceglieranno tra di loro. Per me, il paese natio, è quasi morto. Mi restano quattro o cinque tra amici ed amiche. Ma la socializzazione è scarsa. Gli amici di Volterra, Radicondoli, Pomarance, Massa Marittima, l’ho mantenuti e li amo;  i contatti si sono affievoliti, ma per mia fortuna ci sono! Da tempo ho in corso il progetto di pubblicare, entro il 2023, un ultimo libriccino di poesie selezionate tra quelle degli anni passati, in lingua italiana e tedesca, con la traduzione di una carissima amica, come un ringraziamento ai grandi poeti tedeschi che ho tanto amato (ed anche, qualche volta, copiato!) Negli ultimi due mesi, tuttavia, ho avuto la gioia di partecipare ad alcuni eventi su temi da me sempre amati. Il primo è stato essere citato, come autore e scopritore, in uno spettacolo teatrale dedicato a Marie Curie! Un secondo di aver scritto una prefazione ad un album colorato a fumetti sulla vita e la morte della poetessa Dina Ferri, e di averla letta in una affollata conferenza a Radicondoli insieme all’ artista Mirella Menciassi. Il terzo, di aver tenuto una conferenza a Montecerboli, riprendendo il tema dell’album dedicato a Dina Ferri, ma ampliandolo a nuove considerazioni biografiche e creative della poetessa. Il quarto, la riapertura degli incontri a Radicondoli (i famosi PIL = Piccoli Incontri Letterari), ai quali ho partecipato, fin dal 2007, ritrovando antiche amicizie e nuove. Dunque questa volta metterò sul Blog il testo della mia Conferenza su Dina Ferri, purtroppo non potendolo appesantire con le foto dei documenti.   

 

Buonasera a tutti e grazie per l’invito!

Oggi vi parlerò della poetessa Dina Ferri, nata nel 1908 a Radicondoli e morta nel 1930 a Siena. E’ la seconda volta, perché ne parlai già nel 1999, all’UdTE, ma non sarà una ripetizione perché in questi ultimi 24 anni la memoria di Dina si è ancor più dilatata e, per la verità, io non ho mai cessato di occuparmi di lei.

Ormai Dina Ferri è entrata a far parte di un esiguo gruppetto di altre scrittrici toscane tra Ottocento e Novecento ed esperti di lettere, e professori universitari ne hanno scandagliato i brevi anni della sua vita, a partire dalla celebrazione a Radicondoli nel 2008 nel Centenario della nascita, fino ai giorni nostri.

Io venni a conoscenza dell’esistenza di Dina Ferri, pastorella e poetessa, nella mia primissima età, credo tra gli anni 1943-1946, attraverso la ripetizione di alcuni suoi versi, da parte della mia nonna materna, quando la accompagnavo portando il nostro gregge di pecore sulle pasture di Pietralata, proprio di fronte alle montagne della Carlina e della Cornata.

E lassù la nonna, oltre a racconti piuttosto truci di delitti e rapine, come erano avvenuti negli anni ’20 del Novecento, tra Castelnuovo e Sasso Pisano, diffusi dal cantastorie Fortunato Milani e stampati in ottava rima, mi diceva che, aldilà di quei monti, in un podere solitario, era nata una poetessa, Dina Ferri. E indicando l’orizzonte ripeteva brandelli di poesie, che stranamente non ho mai dimenticato. Erano composte da una pastorella che su quei prati montani portava il suo gregge dal podere Prativigna, tra Gerfalco ed Anqua.

E’ dalla conoscenza di questi piccoli brani di poesie, rafforzati da alcune mie frequentazioni, dopo che ero venuto ad abitare nel Borgo di Castelnuovo, e dai tanti incontri nei poderi del comune di Radicondoli essendo garzone di un mio zio che con un Isomoto portava vasellame e pile per i mezzadri, che sentii ancor più evocare la poetessa “pastora” Dina Ferri, morta giovanissima.

Si, anche le persone “semianalfabete”, vecchi e ragazzine, erano capaci di declamarci qualche verso di Dina! Ma allora non c’erano FB, Google, telefoni cellulari e Pande e Ciao! E le mie curiosità restavano inappagate.

Intanto amoreggiavo con una giovane contadina, sorella di un giovanotto che veniva con una Lambretta ogni sabato a casa nostra a Castelnuovo per imparare a suonare la fisarmonica, e lei lo accompagnava.

E anch’io, con una bicicletta sottratta a Rineo della Serrata, un muratore che la lasciava al muro della Villa al mattino per riprenderla la sera, andavo qualche volta a trovarla al Mulino delle Cerbaie, sul fiume Cecina, nella vallata di Radicondoli.

Questa ragazza mi raccontava che al Mulino, prima di loro, ci aveva abitato per decenni la famiglia di Santi Ferri, uno stimatore e socialista, poi trasferitasi al podere Prativigna nei boschi delle Carline e, infine, sfrattati per motivi politici dal Conte d’Anqua ed emigrati in un poderuccio, detto I Trogoli, nei pressi di Ciciano, nel Comune di Chiusdino. Avevano due figli, Dina (1908) e Amilcare (1912). E ai Trogoli nacque la sorella di Dina, Orietta nel 1915.

Dina cominciò ad andare in prima elementare a Ciciano all’età di 9 anni. Il padre, uomo intelligente e alletterato, gli aveva già insegnato i rudimenti della scrittura, e Dina iniziò a scarabocchiare su un quadernuccio a quadretti alcuni pensieri portando al pascolo le sue pecore! Ma era morta giovane. E le mie curiosità andarono a finire nel dimenticatoio.

Ormai ero diventato grande, ero entrato a lavorare a Larderello nel febbraio 1956, poco più che diciassettenne; facevo la corte a diverse ragazzine, insomma il mio spazio vitale era circoscritto tra Larderello e Castelnuovo. Gli anni passavano,  e fu così che nel 1972, dopo il ritrovamento del “Soffione Travale22”, il cosiddetto “soffione della speranza”, che anche il Comune di Radicondoli entrò a far parte dei Comuni Geotermici. Tuttavia avendo soprattutto antica esperienza agricola, e poca o nulla di quella mineraria, gli Amministratori avevano necessità di stringere rapporti con noi geotermici!

Ricordo che nel 1973 venne a Radicondoli un socialdemocratico molto importante, Pietro Longo, già Ministro, e nel Consiglio dell’ENEL, per fare un po’ di proselitismo. Il sindaco Radi, un socialista, che abitava a Belforte ed aveva una trattoria, che conoscevo da sempre, anche da quando ci andavo con lo zio e l’Isomoto, mi chiamò come suo “esperto” per eventualmente controbattere qualche affermazione del socialdemocratico. Ma non ce ne fu bisogno perchè la relazione fu sobria, tecnica e non di parte, semmai ci furono promesse per tutto il territorio quel territorio. Che, di fatto, furono mantenute!

Io ero seduto accanto a un uomo un po’ anziano, e chiacchierando mi disse di essere della famiglia Ferri che abitava alla Battellona con la moglie ed era il fratello di una poetessa morta nel 1930: Dina Ferri!

Fu per me un colpo di fulmine! Mi disse anche che a Castelnuovo, Montecerboli e Pomarance, abitavano famiglie imparentate coi Ferri, ma che da tanto tempo non si vedevano, i Moschini, i Ferri, i Biondi…. Mi disse anche che in casa sua avevano una piccola stanza dove erano custodite molte carte, e libri di Dina Ferri, e che, praticamente, salvo un prete, nessuno aveva mai visto! Gli chiesi se poteva mostrarmeli e magari se potevo prendere degli appunti, perché la poetessa Dina Ferri mi aveva molto colpito! Mi disse, vieni pure a casa nostra!

Detto fatto. Dopo qualche giorno cominciai a frequentare la casa Ferri alla Battellona, conoscendo anche la loro figlia (era stata chiamata Dina, come la nostra poetessa), che, sposata, abitava al Palazzetto di Chiusdino, con la quale strinsi un’amicizia che resta intatta e forte fino ad oggi!

Fu così che anch’io scrissi la mia prima poesia su Dina e un’altra sul mio amore al Mulino delle Cerbaie. Finalmente, nel 1998 pubblicai il mio primo lavoro su Dina Ferri: una Antologia Lirica, nella quale ci sono 21 poesie, una biografia e brani di prosa. C’è pure un dramma lirico: “Dormirò sul ciglio del fossato”, messo poi in scena nello stesso anno a Chiusdino da una Compagnia teatrale di Siena, con un grande successo! Ed è proprio nel 90° anniversario della nascita di Dina, che fu organizzato dall’Università di Siena un Convegno di studi su Dina Ferri, che ebbi l’onore di aprire con una relazione, poi pubblicata, che si ridestò l’interesse per la poetessa. Da allora la vicenda umana e letteraria di Dina Ferri si è dispiegata coinvolgendo storici, letterati, poeti, musicisti, pittori, scultori maestre di scuola e docenti universitari.

Forse Dina era predestinata dalla storia a diventare poetessa, come sembra analizzando i tre nomi registrati dall’Ufficiale di Stato Civile di Radicondoli il 1° ottobre 1908: Dina, Maria, Flora, che significano “Colei che giudica”, dalla Bibbia “Dinah”; Maria, “l’amata” dall’egiziano “Mrj”; infine Flora, dal latino, “Dea della Primavera”.

Dico sommessamente che, fin dagli anni ’70, sono stato, un ricercatore dilettante, ma instancabile, aiutato, in tali ricerche da molte persone; incontrando e intervistando e registrando le voci, delle poche amiche di scuola di Dina (adesso tutte morte); e raccogliendo gli articoli sulla stampa senese e locale dell’epoca, compreso un acuto testo, sempre poco citato, di Wilma Franci Cillerai di Chiusdino; e scattando le rare fotografie esistenti.

Nell’anno 2006 il pronipote di Dina, Claudio Borgianni compone e mette in scena un concerto musicale rappresentato il 2 dicembre nelle Scuderie del Palazzo Comunale di Radicondoli “L’erba che mangia i sassi”, dedicato alla poetessa, che riscosse un grande successo. Da quest’anno si susseguono altri eventi importanti, alcuni recentissimi, curati da noti storici e scrittori, come Luigi Oliveto, Daniele Montagnani, Pier Paolo Fiorenzani, Paolo Bartalini e Gilberto Madioni, fino ad arrivare all’ultimo saggio-antologia, molto aggiornato, di Nicoletta Mainardi pubblicato da Le Lettere di Firenze nel 2020.

Nel 2008, 1° Centenario della nascita di Dina, il famoso scultore Andrea Roggi, pose all’ingresso del paese di Radicondoli una bellissima grande scultura bronzea, che si aggiunge ad altre sculture in marmo ed opere pittoriche e titolazioni di strade del paese.

Il “Quaderno del nulla” fu pubblicato negli USA nel 1933 in una pregevole edizione che andò presto esaurita e mai fu ristampata. Una selezione di quest’opera fu realizzata da me, in poche decine di copie, in lingua inglese, per i miei amici e parenti americani e canadesi.

Tuttavia mancava ancora qualcosa nell’avvicinarsi al 1° Centenario della morte di Dina, che cadrà nel 2030, per rilanciare e risvegliare l’interesse per l’opera e la vicenda umana e letteraria della poetessa: l’arte del fumetto, la quale, finora, è stata solo parzialmente utilizzata dagli scolari di Chiusdino in un delizioso piccolo album “C’era una volta Dina…”, con testi di Silvia Schiavo e illustrazioni di Erika Grassini, presentato al Circolo ARCI di Palazzetto di Chiusdino il 29 settembre 2018, 110° anniversario della nascita della poetessa.

Infine il 24 settembre di quest’anno, è stato pubblicato un testo illustrato, edito a cura del Circolo ACLI di Radicondoli con il sostegno del Comune, un fascicolo completamente illustrato a colori da una giovane artista senese, Mirella Menciassi, che è riuscita a dar vita a vicende complesse con l’arte del fumetto. Ritengo sia stata una pubblicazione geniale, in particolare per tentare di avvicinare i giovani alla storia così ricca della Comunità Locale, attraverso questo piccolo capolavoro, un vero gioiello di colori e grafica in un racconto delicato, dato il tema tragico della breve vita della poetessa Dina Ferri.

Ho disponibili purtroppo soltanto 6 copie in omaggio per voi, magari potete passarle anche ad altri, anche non presenti stasera per essere lette. Ci troverete la mia prefazione che, integrerà quello di cui parlo stasera.

Dina, nata nel 1908, morì per una forma di tubercolosi intestinale, malattia, a quei tempi incurabile, nel 1930: aveva compiuto appena 21 anni. Fu una veloce stella cadente e la sua scia luminosa svanì presto. Non riuscì in vita a vedere il frutto della sua genialità, quelle pagine del libro ancora in fase di stampa che aveva intitolato! “Quaderno del nulla”.

 Era vissuta tra la Prima Guerra mondiale e l’avvento del fascismo, non vedendo, di quest’ultimo periodo che l’ascesa vittoriosa e il consenso del popolo italiano. Scopritori, la maestra Giuseppina Cairola e gli intellettuali e nobili Lusini Aldo e Misciattelli Piero, oltre che le insegnanti dell’Istituto Santa Caterina da Siena, dove studiò per tre anni terminando un ciclo quadriennale, interrotto dalla sua malattia e dalla morte il 18 giugno 1930.

 Nel 1931 uscirà in Italia il suo unico libro “Quaderno del nulla”. Poco dopo, nel 1933, uscirà negli Stati Uniti d’America una bellissima e completa edizione in lingua inglese, che ho avuto la fortuna di acquistare.

Ma si dovrà giungere al secondo dopoguerra per assistere in Italia, nel territorio senese tra Chiusdino e Radicondoli, alla riscoperta di Dina Ferri, dei suoi quaderni e del suo libro. E tutto avverrà grazie ad un prete, un grande prete umanista, don Martino Ceccuzzi, conosciuto come autore di molti libri di storia, racconti, arte, del territorio senese e ormai trasferitosi da Siena sulle colline tra la Montagnola, Rosia e Montesiepi-San Galgano di Chiusdino. E a don Ceccuzzi si deve, sotto lo pseudonimo di Idilio Dell’Era, la pubblicazione di una edizione ridotta del “Quaderno del nulla” nel 1974. Ed è proprio da questa data e da questo libro, che ebbi in dono frequentando Montesiepi, che scattò in me il desiderio di conoscere finalmente Dina Ferri, l’autrice del Quaderno del nulla, la sua famiglia diventata poi mia carissima amica, vedere i suoi libri e le sue carte, fare interviste alle poche compagne di scuola ancora in vita, percorrere i suoi sentieri e i ruderi dei casolari dove aveva vissuto!

E a Dina sono rimasto fedele per tutta la vita, scrivendo e raccontando, e andando ogni tanto a TROVARLA  nel Camposanto di Chiusdino dove è una sua lapide.

Adesso vi leggerò le due o tre paginette del Dramma “Dormirò sul ciglio del fossato”  che gettano un po’ di luce sulle ultime ore e volontà di Dina Ferri e sulla sorte della sua ultima versione del “Quaderno del nulla” che non sono più state trovate, ma sono emerse soltanto dalle ultime lettere che Dina scrisse al padre prima di morire:

 

(Scena VIII pg. 80-83.  Dal dramma di Carlo Groppi messo in scena dal Teatro di Siena a Chiusdino nel 1998, ispirato alla vita  ed agli scritti di Dina Ferri.

 

 E cosa ne fu del Misciattelli e del Lusini?

Il nobile Piero Misciattelli proprietario della grande Tenuta di Luriano, scrittore e familiare di un alto prelato in Vaticano, morirà ancora giovane; Aldo Lusini, già Ufficiale della Milizia Nazifascista, e fondatore della famosa rivista culturale senese LA DIANA, nella quale comparvero due suoi articoli su Dina Ferri con la riproduzione di alcune poesie, scomparve dalla scena per molti anni, senza più interessarsi di Dina Ferri fino al 1957 quando uscì su una rivista senese un lungo articolo dedicato alla poetessa, nel quale ci sono alcuni passaggi  molto interessanti sulla scomparsa del testo definitivo autografo del  “Quaderno del nulla”. Morì l’anno seguente a Siena e per quante ricerche abbiamo, fatto anche nei bauli delle sue carte ed all’Archivio della Biblioteca degli Intronati di Siena, tale quaderno non è mai più stato trovato.

Esistono soltanto le altre due copie manoscritte, ma mancanti delle ultime riflessioni di Dina durante i lunghi mesi del ricovero ospedaliero di Siena.

Anche la famiglia di Dina non ebbe più la forza interiore da dedicare a tale impresa dopo la grande tragedia che la colpì il 27 giugno 1944: una cannonata degli americani centrò il ricovero dove si erano rifugiati la sorella di Dina, Orietta, il marito, Rolando Rosselli, un ex carabiniere, e il figlioletto di sei anni d’età.  Dei tre rimase incolume il figlio, stretto tra i due genitori, ma due anni dopo anche il figlio morirà.

Anche Santi Ferri, il padre di Dina, che tanto aveva trasmesso alla figlia, un socialista della prima ora, poi socialdemocratico, fu abbastanza emarginato a Chiusdino dai comunisti dominanti, e visse gli ultimi anni molto isolato. E, forse, fu anche per la predominante presenza dei comunisti nei comuni di Radicondoli, Chiusdino e Siena, a lasciare per anni nell’oblio Dina Ferri e il suo “Quaderno del nulla”.   

 LEGGERE LE POESIE: a pg. 11, 20, 33, 34, 52 + L’ultima preghiera.

 Ho portato 4 libri. Dei tanti, per farveli vedere

 TESTI E DOCUMENTI

 1)     Quaderno del nulla, di Dina Ferri, Pubblicato  dalle edizioni Treves di Milano, con 7 illustrazioni, 1931, (secondo migliaio dei tre stampati complessivamente - rilegato).

2)     Notebook of Nothing di Dina Ferris’s, The Lyrical Diary of a Sienese Shepherdess, Pubblicato dalle edizioni Bruce Humphries, Boston, 1933, rilegato, tiratura sconosciuta).

3)     Quaderno del nulla, di Dina Ferri, stampa parziale a cura di Idilio Dell’Era, IPL-Milano, brossura, 1974.

4)     Ricordo di giovinezze lontane, Dina Ferri, BOZZA di Groppi Carlo, 2015, inedito, con i testi delle 9 interviste a persone che avevano conosciuto Dina Ferri. Bozza per la stampa eventuale nel 2030 100° della morte della poetessa.

 E poi ci sarebbe qualche immagine

 

IMMAGINI E DOCUMENTI

 

1)     La Diana, Rassegna d’arte e vita senese, diretta da Aldo Lusini e Piero Misciattelli, fondata a Siena nel 1925. Anno  III, MCMXXVIII, Una poetessa della campagna senese, pp.104-109, con 2 ill.ni e 7 poesie.  Fotocopia.

 

2)     La Diana, Rassegna d’arte e vita senese diretta da Aldo Lusini e Piero Misciattelli, fondata a Siena nel 1925. Anno V, MCMXXX, L’anima e l’arte di Dina Ferri pastorella senese, pp. 176-186, con 8 poesie, una preghiera e 2 brani in prosa di Dina Ferri. Fotocopia.

 

3)     Fotografie, busta 1: 2 foto con Dina Ferri all’Istituto Superiore di Siena.

Busta 2: fotocopia statua eretta a Radicondoli, Dina Ferri,2008.

Busta 3: foto di Alfredo Ferri, cugino di Dina Ferri.

Busta 4: foto di Anna Picciafochi; Maria Grazia Biagini;

Aida Corsi (gli intervistati/e).

Busta 5: Foto del podere I Trogoli, di Ciciano.

Busta 6: Foto di Santi Ferri e Rosa Vichi.

Busta 7: Estratto atto di nascita di Dina Ferri.

Busta 8: 90° anniversario nascita di Dina Ferri.

Spettacoli a Chiusdino.

Busta 9: Foto di Orietta, Rolando e Gianfranco.

Busta 10: Foto Dina ferri e Errita Moschini; foto delle maestre Cairoli, a sin. Giuseppina.

Busta 11: Foto finale del Dramma scritto da C. Groppi; foto di un convegno a Chiusdino, 2008.

Busta 12: Lettera di Aldo Lusini a Sante Ferri del 24 giugno 1930; Articolo di Aldo Lusini su una rivista senese,1956,

sabato 12 novembre 2022

 



DELLE MIE POESIE.

Finalmente sono riuscito a raccogliere il 98% di tutte le mie poesiole (1952-2022), insomma 70 anni di fedeltà alla parola scritta! Le ho anche stampate con il  computer, circa 1400 pagine, assai di più delle 1017 di Trilussa! Un poeta che amo. Le ho portate giù in una stanzetta degli attrassi, dentro un armadietto chiuso a chiave, e lì staranno anche quando non ci sarò più. Naturalmente confesso che ho vissuto, con tutto ciò che vivere comporta, nel bene e nel male della vita, e me ne andrò lieto, quando sarà il momento. E non tornerò.

giovedì 10 novembre 2022

La Fiera, 2022.
La panchina.

 A destra l'ultima finestra era della mia camera. Ma allora (1958) la casa era di legno e dove ora sono le finestra c'era una lunga terrazza coperta. Solo l'ultima finestra era di pietra.


Una fiera di novembre, lontana…

 

Con il Santo Patrono, il Principale,

ecco l’atteso giorno per sfoggiare

cappottini eleganti e sorrisi intriganti!

 Sotto ai platani spogli andavamo in tanti

mangiando torrone e croccanti!

 - Orsù, crepi l’avarizia, compriamo

 ombrelli e maglioni, borselli e calzoni,

 scarpe alte e guanti, e calze di naylon

per le nostre amanti! -  

Con il salario di manovale

potevo permettermi anch’io

di sentirmi in quel giorno,

con mille lire in tasca,

quasi quasi un Dio!         

Alla mia bella sartina

 compravo brigidini e felici

si passeggiava nei giardini,

al più potevo stringerle la mano

e camminando appaiati cozzare

spalla a spalla come soldatini!

 Ero davvero fortunato

a non aver la mamma,

la sera potevo finalmente baciar

la bocca pura, della mia bella

e sospirata biondina,

sotto il fioco lampione e lungo

i filari della vigna antica,

 senza aver paura:

 il primo vero bruciante amore

che  cancellava dal cuore

la tristezza d’esser solo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una fiera di novembre, lontana…

 

Con il santo patrono, il Principale,

ecco l’atteso giorno per sfoggiare

cappottini eleganti e sorrisi intriganti!

 

Sottoa  ai platani spogli andavamo in tanti

mangiando torrone e croccanti!

 

- Orsù, crepi l’avarizia, compriamo

 ombrelli e maglioni, borselli e calzoni,

 scarpe alte e guanti, e calze di naylon

per le nostre amanti! -  Con il salario

di manovale

potevo permettermi anch’io

di sentirmi in quel giorno,

con mille lire in tasca,

quasi quasi un Dio!

                   

Alla mia bella sartina

 compravo brigidini e felici

si passeggiava nei giardini,

al più potevo stringerle la mano

e camminando appaiati cozzare

spalla a spalla come soldatini!

 

Ero davvero fortunato

a non aver la mamma,

la sera potevo finalmente baciar

la bocca pura, della mia bella

e sospirata biondina,

sotto il fioco lampione e lungo

i filari della vigna antica,

 senza aver paura:

 

il primo vero bruciante amore

che  cancellava dal cuore

la tristezza d’esser solo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

martedì 25 ottobre 2022

 Ed ecco il mio "paesello" natio! Un luogo meraviglioso, fuori dal Mondo!



 



 

BREVE CRONISTORIA DELLE MIE PUBBLICAZIONI EDITE.

 

Nel 1972 misi mano al progetto di scrivere una Storia di Castelnuovo! E fu così che nel 1996 uscì per l’Editore Migliorini di Volterra il mio primo lavoro: “Né latino né tedesco, né lombardo né francesco. La Comunità di Castelnuovo dalle origini alla fine del XIII secolo”, un testo ordinato cronologicamente con molti apparati e indici finali. Fu un grande successo che mi spronò a proseguire. Altri 4 volumi uscirono successivamente con l’Editore Migliorini, “Dare qualcosa in cambio di niente. Storia di Congreghe, Compagnie e Confraternite di Misericordia” nel 1997.  Nel 1998 uscì’ “Dina Ferri, Antologia lirica” , che fu messo in scena con un grande successo. Nel 1999 uscì uno dei miei libri più interessanti: “Il maldocchio ai maialini. Lotta politica e vita quotidiana dei mezzadri nelle Colline Metallifere Toscane (1944-1955)”, basato su un diario di due capilega e su interviste a mezzadri e mezzadre, che ebbe un inaspettato successo tanto che l’intera tiratura  si esaurì rapidamente! Nel 1999 uscì, sempre per lo stesso Editore Migliorini,  “Fabbrica amica, Sindacato e lotta politica a Larderello (1944-1956).

Sempre nel 1999 uscirono due piccoli lavori: un libriccino sui proverbi locali “Fiorin di cacio, facciamo finta di chiamare il micio…” scritto con Claudia Vallini ed anche un Calendario “Castelnuovo 2000” con foto originali di tre fotografi castelnuovini, per  commemorare l’anno 2000! Nel 2000 uscì un libro importante che proseguiva la cronologia di Castelnuovo dall’anno 1301 al 1500: “Sopra le tombe vecchie è passato l’aratro. La Comunità di Castelnuovo dall’inizio del XIV secolo alla morte di Michele Marullo (1500). Tra il 2001 ed il 2003 uscirono due libri (in due edizioni diverse, delle quali quella del 2003 è la più aggiornata e completa) dal titolo “La piccola banda di Ariano. Storie di guerra e di Resistenza nelle Colline Metallifere Toscane (1940-1945). Edizioni private in 1000 copie rapidamente esaurite. Nel 2004 uscirono 2 opuscoli: “Dalla Maremma ad Auschwitz” e “Un Angelo a Massa Marittima…Norma Parenti” che ebbero una larga diffusione e sono praticamente introvabili. Nel 2004 uscì un testo teatrale (mai messo in scena) sulla storia degli Ugonotti e della Torre di Costanza: “L’arcobaleno suona ancora. Dramma dell’intolleranza e della Resistenza”. Libro che ebbe un incredibile successo e fu diffuso nella Comunità Valdese Italiana. Nel 2005 uscì il libriccino “Stella d’argento. Un’orchestrina jazz a Castelnuovo (1944-1951) che dette seguito all’incisione di un CD ed ebbe larga diffusione. 

Sono stati pubblicati anche altri libriccini, quali: 2009, Di passere a d’altri uccelli, proverbi; 2014, Ora son fiore, ombra, albero vento…Partigiani sardi nelle Colline Metallifere Toscane;  2018, Vita di Marie Curie; 2020,90° anniversario della morte di Dina Ferri, poetessa, con una scelta di poesie in lingua inglese.

 A partire dall’anno 2007 ha inizio la pubblicazione di libriccini di poesie e prose. Ormai non era più possibile stampare i grossi volumi di storia locale, sia per il rischio economico non avendo editori se non me stesso, sia per  la mancanza di canali di vendita e con un più marcato disinteresse in ambito territoriale.  Pur essendo editore di me stesso riesco a esaurire tutti i miei lavori tirati dalle 300 alle 400 copie, e venduti porta-porta o tra gli amici di FB, ripianando praticamente i costi tipografici e di spedizione come piego di libri, o, purtroppo, a tariffa postale, molto onerosa negli USA e Canada.  Naturalmente non ho abbandonato la ricerca storica locale mettendo insieme alcuni volumi, praticamente ultimati,  che ho stampato per me in una copia dal mio PC.  Per quanto riguarda i volumetti di poesia, dei quali tutte le copie sono esaurite, li cito in ordine di apparizione: 2007, La cometa Swan; 2008, El poeta canta por todos (in lingua spagnola); 2010, La vita larga; 2012, Viandante nella memoria; 2014, Grazie alla vita; 2016, Notte che sgorghi e ti dilati; 2018, Nous sommes  ici (testo in lingua francese di Carlo e Luciana); 2019, Poesie (testo di Carlo e Luciana); 2021, Non tutto morirò.

Adesso preparo un nuovo testo in formato 10x15, in lingua tedesca con 10-12 poesie risalenti a vari periodi della mia vita del tipo di La Cometa Swan e El poeta canta por todos, in massimo di 200 copie di tiratura, delle quali 50 riservate  all’autore ed alla traduttrice, che dovrebbe essere pronto a giugno 2023, sempre al modico prezzo di prenotazione di 5 € a copia alla consegna o spedizione. Alla data odierna confesso con simpatia che di questo libriccino una copia  è già stata prenotata da una amica che ha collezionato tutti i miei scritti! Età e covid permettendo!  Un saluto e un augurio di buona salute a tutti! Carlo.   

BREVE CRONISTORIA DELLE MIE PUBBLICAZIONI EDITE.

 

Nel 1972 misi mano al progetto di scrivere una Storia di Castelnuovo! E fu così che nel 1996 uscì per l’Editore Migliorini di Volterra il mio primo lavoro: “Né latino né tedesco, né lombardo né francesco. La Comunità di Castelnuovo dalle origini alla fine del XIII secolo”, un testo ordinato cronologicamente con molti apparati e indici finali. Fu un grande successo che mi spronò a proseguire. Altri 4 volumi uscirono successivamente con l’Editore Migliorini, “Dare qualcosa in cambio di niente. Storia di Congreghe, Compagnie e Confraternite di Misericordia” nel 1997.  Nel 1998 uscì’ “Dina Ferri, Antologia lirica” , che fu messo in scena con un grande successo. Nel 1999 uscì uno dei miei libri più interessanti: “Il maldocchio ai maialini. Lotta politica e vita quotidiana dei mezzadri nelle Colline Metallifere Toscane (1944-1955)”, basato su un diario di due capilega e su interviste a mezzadri e mezzadre, che ebbe un inaspettato successo tanto che l’intera tiratura  si esaurì rapidamente! Nel 1999 uscì, sempre per lo stesso Editore Migliorini,  “Fabbrica amica, Sindacato e lotta politica a Larderello (1944-1956).

Sempre nel 1999 uscirono due piccoli lavori: un libriccino sui proverbi locali “Fiorin di cacio, facciamo finta di chiamare il micio…” scritto con Claudia Vallini ed anche un Calendario “Castelnuovo 2000” con foto originali di tre fotografi castelnuovini, per  commemorare l’anno 2000! Nel 2000 uscì un libro importante che proseguiva la cronologia di Castelnuovo dall’anno 1301 al 1500: “Sopra le tombe vecchie è passato l’aratro. La Comunità di Castelnuovo dall’inizio del XIV secolo alla morte di Michele Marullo (1500). Tra il 2001 ed il 2003 uscirono due libri (in due edizioni diverse, delle quali quella del 2003 è la più aggiornata e completa) dal titolo “La piccola banda di Ariano. Storie di guerra e di Resistenza nelle Colline Metallifere Toscane (1940-1945). Edizioni private in 1000 copie rapidamente esaurite. Nel 2004 uscirono 2 opuscoli: “Dalla Maremma ad Auschwitz” e “Un Angelo a Massa Marittima…Norma Parenti” che ebbero una larga diffusione e sono praticamente introvabili. Nel 2004 uscì un testo teatrale (mai messo in scena) sulla storia degli Ugonotti e della Torre di Costanza: “L’arcobaleno suona ancora. Dramma dell’intolleranza e della Resistenza”. Libro che ebbe un incredibile successo e fu diffuso nella Comunità Valdese Italiana. Nel 2005 uscì il libriccino “Stella d’argento. Un’orchestrina jazz a Castelnuovo (1944-1951) che dette seguito all’incisione di un CD ed ebbe larga diffusione. 

Sono stati pubblicati anche altri libriccini, quali: 2009, Di passere a d’altri uccelli, proverbi; 2014, Ora son fiore, ombra, albero vento…Partigiani sardi nelle Colline Metallifere Toscane;  2018, Vita di Marie Curie; 2020,90° anniversario della morte di Dina Ferri, poetessa, con una scelta di poesie in lingua inglese.

 A partire dall’anno 2007 ha inizio la pubblicazione di libriccini di poesie e prose. Ormai non era più possibile stampare i grossi volumi di storia locale, sia per il rischio economico non avendo editori se non me stesso, sia per  la mancanza di canali di vendita e con un più marcato disinteresse in ambito territoriale.  Pur essendo editore di me stesso riesco a esaurire tutti i miei lavori tirati dalle 300 alle 400 copie, e venduti porta-porta o tra gli amici di FB, ripianando praticamente i costi tipografici e di spedizione come piego di libri, o, purtroppo, a tariffa postale, molto onerosa negli USA e Canada.  Naturalmente non ho abbandonato la ricerca storica locale mettendo insieme alcuni volumi, praticamente ultimati,  che ho stampato per me in una copia dal mio PC.  Per quanto riguarda i volumetti di poesia, dei quali tutte le copie sono esaurite, li cito in ordine di apparizione: 2007, La cometa Swan; 2008, El poeta canta por todos (in lingua spagnola); 2010, La vita larga; 2012, Viandante nella memoria; 2014, Grazie alla vita; 2016, Notte che sgorghi e ti dilati; 2018, Nous sommes  ici (testo in lingua francese di Carlo e Luciana); 2019, Poesie (testo di Carlo e Luciana); 2021, Non tutto morirò.

Adesso preparo un nuovo testo in formato 10x15, in lingua tedesca con 10-12 poesie risalenti a vari periodi della mia vita del tipo di La Cometa Swan e El poeta canta por todos, in massimo di 200 copie di tiratura, delle quali 50 riservate  all’autore ed alla traduttrice, che dovrebbe essere pronto a giugno 2023, sempre al modico prezzo di prenotazione di 5 € a copia alla consegna o spedizione. Alla data odierna confesso con simpatia che di questo libriccino una copia  è già stata prenotata da una amica che ha collezionato tutti i miei scritti! Età e covid permettendo!  Un saluto e un augurio di buona salute a tutti! Carlo.   

mercoledì 12 ottobre 2022






IO E LA CINA.


Dopo aver riletto il libro "La lunga marcia col presidente Mao", nei ricordi di un ragazzo che vi partecipò come Attendente personale  del Presidente Mao Tse - tung, sono andato a ricercare documenti e ricordi dei miei contatti con la Cina, sorprendenti se pensiamo che iniziano con una mia poesia scritta nel 1956 e, successivamente,  con le letture dei grandi poeti cinesi, come Li Po, Tu Fu, Po Chu - I, nella versione di Montale,  e con i reportage "Stella rossa sulla Cina", nonchè le memorie dei viaggi di Malaparte, Pratolini, Levi, Bethune,...fino ad incontrarmi con le famose "Lettere dalla Cina" di Anna Louise Strong e con la sua autobiografia. E fu la Strong ad inviarmi una foto originale b.n. di Mao e Lin Piao, che conservo gelosamente. Anna Louise Strong  era nata il 24 novembre 1885 e la sua morte avvenne il 29 marzo 197 a Pechino. La cerimonia funebre ebbe luogo a Pechino il 2 aprile 1970 con la presenza delle più importanti personalità della Repubblica Popolare Cinese. Sul nastro bianco che guarniva la corona funebre di rose rosse, era scritto: ALLA SIGNORA ANNA LOUISE STRONG, SCRITTRICE PROGRESSISTA AMERICANA E AMICA DEL POPOLO CINESE". Il Vicepresidente del Comitato Permanente dell'Assemblea Popolare Nazionale, Kuo Mo-jo, nella chiusura del suo discorso di commiato, davanti al ritratto di Louise ed alle sue ceneri, così concluse. "...Anna Louise Strong ha contribuito enormemente a rafforzare la comprensione e l'amicizia fra il popolo cinese e il popolo americano. Il  mondo nuovo per il quale ella ha lottato tutta la vita, e nel quale tutta l'umanità sarà libera e in pace, sorgerà certamente".