venerdì 22 novembre 2019
giovedì 21 novembre 2019
Si scrive un po’ come non è
Portando di casa in casa e spedendo per posta l’ultimo libro
POESIE, ho spiegato qualche volta che la poesia è come una sinfonia musicale,
che non parla alla ragione, ma all’anima. E scrivendo, come è stato detto, non si trova Dio più facilmente che non
scrivendo di Dio. Faccio dunque mia una poesia di Jan Twardowski
scrivere
Gesù che non
hai preso la penna in mano
non ti sei
chinato su un foglio di carta
non hai
scritto il vangelo
perché non
si scrive come si parla
non si
scrive come si ama
non si
scrive come si soffre
non si
scrive come si tace
si scrive un
po’ come non è
venerdì 15 novembre 2019
Immagini di alcune "fabbriche" dell'acido borico, anno 1850 circa.
L’Assoluzione!
Fin da ragazzo sono
sempre andato a farmi i capelli da Sorge Groppi. Sorge si faceva affiancare da un altro barbiere,
Lando. Credo che loro fossero parenti.
E, alla lontana, erano entrambi miei parenti. A metà dell’800 i Groppi erano
assai numerosi nel paese di Castelnuovo, ne ho contati ben 58! I più erano
calzolai, altri boscaioli, altri operai delle Ditte che producevano il borace, come La Fossi, la
Belga e la Larderello. Molti di questi
Groppi, partirono negli anni della “grande emigrazione” verso il Sud ed il Nord
America, negli anni a cavallo del 1900 e soltanto una parte rientrò in Italia
subito dopo la fine della Prima Guerra Mondiale. Molte ragazze sposarono uomini
di Siena, Massa Marittima, Grosseto e si trasferirono; e con loro qualche
maschio, come il “Socio”, fratello del mio nonno, che mise famiglia a Siena,
dove i Groppi sono ancora presenti. Non si sa bene come siano giunti a
Castelnuovo e in altre località minerarie delle Colline Metallifere Toscane,
come Gerfalco, Massa Marittima, Abbadia San Salvatore. Qualche anno fa ero a
Parma in una officina per ordinare delle attrezzature. Quel’tecnico mi disse
che sua moglie aveva il cognome Groppi! E aggiunse che in quella provincia ed
in quelle vicine i Groppi erano abbastanza numerosi. Mi disse anche che questo
cognome deriva da una località
dell’Appennino parmense, il Monte Groppo, sul quale abitavano contadini e
boscaioli ritenuti assai sempliciotti (io pensai ad una sorta di “montierini”)
e quando scendevano a Parma per fiere e
mercati i parmigiani dicevano “Sono
arrivati i Groppi!”, prendendoli in giro! E probabilmente i primi Groppi
arrivati agli inizi dell’800 a Castelnuovo altri non erano se non quei rozzi
montanari che Francesco Larderel assoldò a buon mercato per l’avvio dello
sfruttamento delle acque boriche dei
lagoni di Montecerboli! In questo mi conforta sapere che io, mio padre,
mio nonno, e mio bisnonno ed anche suo padre Abramo, siamo stati dipendenti della grande "industria" fondata dai De Larderel!
Ma torniamo al tema! Con
l’aumento della popolazione la clientela aumentò, Lando e Sorge, stavano
stretti in quella piccola stanza, così si separarono. Io mi feci cliente di Lando. Andavo a farmi i
capelli una volta al mese, mentre, da
quando cominciò a crescermi la barba, me la son sempre fatta da me.
Lando, dopo la caduta
del fascismo e nei primi anni che seguirono, si fece comunista, ma la sua
militanza durò poco. Io, invece, crescendo simpatizzavo per il PCI al quale era
iscritto mio padre, mentre mio nonno paterno era iscritto al PSI. Mi
iscrissi al PCI nel 1961, mentre mio padre lo aveva lasciato
nel 1957 a seguito dei “fatti ungheresi”.
Anche Lando era
diventato un convinto anticomunista e non
mancava di punzecchiare alcuni dei suoi clienti coi quali aveva particolare
confidenza. Uno di questi ero io! E d’altra parte non potevo reagire dato che
lui aveva la macchinetta ed il rasoio in mano sulla mia testa! Ma tutto so
svolgeva “bonariamente” e, non solo perché avevamo lo stesso cognome, ma perché
Lando era un virtuoso musicista, batterista e suonava con mio padre nel
complesso jazz “Stella d’argento”, che
si era fatto onore coi soldati americani e, nel dopoguerra, a Castelnuovo e
dintorni! La musica univa allora tante persone.
Ma, quando fui eletto
vicesindaco, poi sindaco ed ancora sindaco, sempre nella lista del PCI, Lando attenuò un po’ il
suo sarcasmo verso i comunisti castelnuovini. Devo dire che abitava in una casa
fredda, e la sua piccola bottega era ancora più fredda con la porta a vetri
sulla piazzetta dietro i ruderi della antica porta medievale. Ma cosa era avvenuto, proprio in quegli anni?
Mi aiuta la lettura del “Giornalino” locale del PCI del dicembre 1981. Scriveva
il “cronista”: “Il 21 dicembre 1979 l’amministrazione Comunale costituisce “la
Consulta” comunale per il “teleriscaldamento geotermico” alla quale partecipano le forze politiche e sindacali
del Comune, nonché quadri tecnici qualificati della nostra zona, operanti sia
all’interno che all’esterno dell’Enel.
Ci si serve di tre commissioni: giuridico-politica; tecnico-scientifica;
raccolta dati e informazioni. Il 24
dicembre 1979 parte la prima lettera di richiesta verso il Compartimento Enel
di Firenze. Ci si mette tutti al lavoro. A fine febbraio 1980 parte la
richiesta ufficiale, formale e documentata, di calore all’Enel Compartimentale
e si entra in contatto operativo con l’Unità Nazionale Geotermica di
Larderelllo. Si affida il 29 aprile la
stesura del progetto esecutivo all’Azienda Municipalizzata del gas di Pisa.
L’Enel si dichiara disponibile a fornire la quantità di calore necessaria al
teleriscaldamento degli abitati di Castelnuovo di Val di Cecina e Sasso Pisano.
Anche in Italia il
problema energetico non appare più come problema elettrico esclusivamente, la
questione più importante riguarda invece la produzione di calore a bassa
temperatura che è anche il problema geotermico. Si coinvolge anche la CEE e la
Regione Toscana.
Ci sarà una unica
centrale con scambiatori modulari; distribuiremo acqua calda con due tubazioni
per sette-otto chilometri; il primo lotto per 500 famiglie costerà circa 1
miliardo di lire; saranno prodotti 7 milioni
di Kcal/h e saranno pienamente riutilizzati gli impianti esistenti nelle
abitazioni; si risparmieranno circa 4.000 litri di gasolio al giorno.
Si spera nell’appalto
dei primi lavori entro il 1982. L’Amministrazione comunale intende costruire un’Azienda Comunale capace
di distribuire acqua-calore-energia elettrica, dando l’esempio a tutta l’area
geotermica degli usi plurimi della fonte geotermica.”
E così dopo qualche
anno le aree di nuova urbanizzazione, le scuole, il Centro Anziani, il
Poliambulatorio ecc. furono riscaldate con la geotermia, senza alcuna emissione
di gas nocivi in atmosfera; e dopo altri pochi anni l’impianto si estese al
Borgo Medievale, arrivando a riscaldare la fredda casa e bottega del piccola barbiere
Lando Groppi! E ci fu un giorno
memorabile. Mentre Lando mi tagliava i capelli, sempre dicendomi negli orecchi
male del comunismo e dei comunisti e del male che avevamo fatto nel mondo a
interi popoli…dopo una pausa mi disse: “però, Carlo, voi avete realizzato
un’opera gigantesca, al pari delle Piramidi, il teleriscaldamento
geotermico senza gravare di nuove imposte le famiglie, e con un costo per i sette mesi della fornitura nemmeno
paragonabile ai costi di legna e gasolio, lo sai come chiamano quest’opera? “
“No, dimmelo!” “La chiamano l’Assoluzione!” E’ con quest’opera che vi sono state
perdonate tutte le vostre malefatte”. E giù, una bella risata!
Sono passati gli anni,
il riscaldamento geotermico è in tutti i paesi dell’area e potrebbe espandersi
ancora.
Da noi, a Castelnuovo
di Val di Cecina, il Comune manda il calore il 15 di ottobre, assicurando con – 10°C esterni +20°C. interni , e lo cessa il 15
maggio seguente. Ognuno può regolare il
flusso e l’apertura a proprio volere. Si
paga la tariffa ogni 3,5 mesi, sempre posticipata, misurata e calcolata a
forfait per metro cubo riscaldato, oppure a contatore, per chi vuole adottare
tale sistema. Con il calore geotermico si può anche alimentare i boiler per
acqua sanitaria. Il mio appartamento è
al 2° piano, è freddo, le stanze sono 3,10 metri alte, si sono calcolati 322
metri cubi di superficie. La spesa complessiva
dell’ultimo anno 2018-2019 è stata di 6.766,17 €.
E’
questo il terzo mandato di un sindaco e di unA MAGGIORANZA CONSILIARE APPARTENENTI
AD UNA lista civica di orieNtamento centrista, MENTRE LA LISTA DI
SINISTRA RAPPRESENTA L’ESIGUA MINORANZA. il tempo delle amministrazioni “ROSSE”
e’ finito da un pezzo e dopo 1l 1989 il PCI ha cessato di ESISTERE. CREDO DI
ESSERE STATO IO, NEL 1990, L’ULTIMO
COMUNISTA AD ESSERE ELETTO SINDACO SUPERANDO DI CIRCA 40 VOTI L’ALTRA LISTA. PER SUCCESSIVI TRE MANDATI, LA LISTA CIVICA DI
CENTROSINISTRA GOVERNO’ IL COMUNE PORTANDO
ATERMINE IL GRANDIOSO PROGETTO DEL RISCALDAMENTO GEOTERMICO IN TUTTI I
CENTRI ABITATI.
quest’opera
non deve essere dimenticata! L’abbiamo REALIZZATA quando tutti ERAVAMO
CONCORDI SULLE OPERE CHE ANDAVANO A VANTAGGIO DELL’INTERA COMUNITA’. eravamo
amici, ed anche nemici, ma ci si rispettava e si collaborava per il bene comune
della nostra “Comunita”. ADESSO, PURTROPPO, SEMPRE PIU’ DIFFICILMENTE QUESTO AVVIENE.
domenica 10 novembre 2019
POESIE DI LUCIANA E CARLO, 2019.
Iniziata l’operazione della distribuzione del nostro
libriccino! Alcuni li dobbiamo inviare per posta all’estero ed in Italia, con
spese postali non indifferenti! In Italia le cose vanno meglio perché possiamo
spedire i plichi come “PIEGO DI LIBRI” ad una tariffa abbastanza contenuta; ma il bello viene per
tutti gli altri paesi europei e,
soprattutto, per gli USA e Canada, dove,
ad esempio la tariffa è circa 5 volte maggiore che non per l’Italia. Ma le
soddisfazioni sono tante e l’importante è stato per noi pareggiare le spese,
grazie alle 300 prenotazioni complessive,
compresi 5 “mecenati” che ne hanno
acquistate ben 10 copie! Inoltre, andare
nelle case, consegnare il libro al mercato, o in negozio, o alla COOP , e così
scambiare qualche commento sul testo ed anche sulla poesia e sul perché si
scrive, ci gratifica moltissimo. Ci fa
anche vedere che ci sono tante persone
miti, cordiali, accoglienti, generose, nei nostri piccoli Comuni, che
hanno dentro dei “valori” e dei ricordi, storie, anche, da raccontare. Non
faccio nomi, sono troppe! Ma tutte le ringraziamo!
lunedì 4 novembre 2019
POESIE
Ecco dunque il neonato! 80 paginette, arricchite da una piccola opera d’arte di Samuele Calosi che racchiude il mistero della parola. Due anziani, un uomo ed una donna, di modesta condizione, hanno messo nella terra un piccolo alberello, quello della poesia. Adesso pregano per farlo crescere forte e fruttuoso.
Ancora grazie a chi ci ha sostenuto in questa nuova avventura. E dal poeta Frost un incitamento:
Ancora grazie a chi ci ha sostenuto in questa nuova avventura. E dal poeta Frost un incitamento:
Un uccelletto.
Proprio ho sperato che volasse via,
e non cantasse sempre davanti a casa mia;
e non cantasse sempre davanti a casa mia;
gli ho battuto le mani dal limitare
quando non l’ho potuto più sopportare.
quando non l’ho potuto più sopportare.
Mio in parte il torto dev’essere stato.
L’uccelletto non era stonato.
L’uccelletto non era stonato.
E qualcosa non va, qualcosa manca
In chi vuol far tacere uno che canta.
In chi vuol far tacere uno che canta.
E per le mie parenti in USA, per Richard in Canada, e gli amici in Francia e Germania, Brasile e Australia, Russia e Ucraina e per quelli che seguono il blog GRAZIEALLAVITA, la versione originale in lingua inglese:
A Minor Bird
I have wished a bird would fly away,
And not sing by my house all day;
And not sing by my house all day;
Have clapped my hands ati him from the door
When it seemed as if I could bear no more.
When it seemed as if I could bear no more.
The fault must partly have been in me.
The bird wasnot to blame for his key.
The bird wasnot to blame for his key.
And of course there must be something wrong
In wanting to silence any song.
In wanting to silence any song.
sabato 2 novembre 2019
2 NOVEMBRE 2019.
In questo giorno della memoria dei nostri cari avi, genitori,
parenti e amici, ed anche di tutti i defunti sconosciuti, ho fatto soltanto una
piccola sosta alla tomba di un artista, poeta e pittore mio amico, Franco Barca,
sistemando la sua tomba e lasciando un piccolo fiore rosso.
Ma non ho dimenticato tutti gli altri! Anzi tra il 2018 ed il
2019 ho visitato 48 camposanti delle Colline
Metallifere, dei circa 54 che ne costituiscono l’intero patrimonio, scattando
oltre 1500 fotografie di lapidi e sacelli. Come ebbi a dire ad una gentile
signora che vedendomi aggirare tra loculi s’era incuriosita, non effettuavo
queste visite per cavarne un album o un documento, ma stavo cercando soltanto
delle emozioni! Che non mancarono!
In questo girovagare mi soffermai più a lungo sulla tomba di
Asia Castellini, perché il distico che ella fece scolpire sulla sua lapide,
rispecchia anche il senso della mia vita: “Amai la poesia, amai la vita”.
Ad Asia ed altri sconosciuti, dedicai una poesia.
Tombe, ricordi e un dubbio [i]
Il corbezzolo
rosseggia tra il verde smeraldo
eppure l’autunno
tarda i suoi ritmi freddi e nebbiosi,
il castagno stanco
della lunga attesa apre finalmente
i ricci spinosi,
come una sposa il suo grembo, mostrando
il frutto saporito,
un frutto dolcissimo, mentre nel cielo
che s’incurva al
degradar della collina al mare,
stridono le
avanguardie degli uccelli in partenza
verso una terra
solatia e lontana…Indeciso se salire
alla camera
dell’amica in attesa, che s’è fatta
bella nel buio della
vita che d’assedio la serra,
- oh! potessi
mandare un tenue raggio oltre l’insondabile
tenebra! – m’inoltro
nel bosco stillante brume
al piccolo
camposanto dove riposano antichi
amici aggirandomi
tra pietre consunte,
evanescente memoria.
Rodolfo veniva
a scuola con me e
Lino mi vendeva i primi giornali
dove incontrai la
storia, un grande amore a prima vista,
- il Partito
Comunista - e talvolta, fingendo,
quando il denaro
mancava, si ritirava nel piccolo
ripostiglio per
farmeli rubare! Maria mi portava
nelle magre pasture
con in mano la vetta del salcio,
stupito imparavo che
forze sconosciute legano l’uomo
al mistero
dell’Universo, e intanto invocava con ardore
Gesù e la Vergine
benedetta; insieme a lei
un’anima eletta mi
commuove in un distico:
amai la poesia, amai
la vita, così rivedo quegli
occhi penetranti che
leggevano le ansie del
nostro
cammino…[ii]
Tutto è silenzio tra
il lieve mormorio
delle foglie e lo
squittire dei topi campagnoli
nelle scope, tutti i
morti a me che m’avvicino
ora si stringono
salutando con sbiaditi biglietti
da visita: anima
mite e buona, spargi gemme
e fiori su questa
pietra che mi grava
dopo lunga e penosa malattia;
ed io che lasciai la
terra per donare la vita,
fulmineamente rapita
alla ridente giovinezza,
di rivolgere un
pensiero al sorriso che non vidi
soltanto ti chiedo,
e una preghiera
a quell’ignoto Dio;
qui giace, ormai
polvere e vermi, un giovane pio
e laborioso, che trovò inattesa morte sul lavoro
nello stabilimento
boracifero a ventinove anni;
m’è compagno silente
un povero fante
che si coprì di
gloria sui campi di battaglia
e nella pace cadde
vittima
delle bollenti acque
dei lagoni,
infine un’orazione
ti rammento
per me che non potei
invocare l’Altissimo
nel tragico
incidente che mi tolse la vita…
Oh! come grondano
dolore due lastre
neglette e scure
dimenticate da tutti addossate
al vecchio muro!
Folle gelosia ed un rimpianto
spezzarono i nostri
cuori innocenti, noi non abbiamo
croci per piangere
in questo luogo santo,
ma dolcissimi baci
ci scambiamo
in paradiso, tra lacrime pure.
Il cancello cigola,
geme la stanghetta arrugginita;
il tempo inghiottirà
polvere e memoria
di noi tutti, non
resterà niente se non qualche
pallida lettera e
immagini fredde
su dischi
indecifrabili, come lamine
etrusche o alieni
enigmi sui campi di grano.
E allora?
Forse è un bene la
dimenticanza, un bene il nulla?
un male l’eterno
ritorno, un male la passiva beatitudine?
E’ solo un dubbio
che improvviso m’è
entrato in quella che viene chiamata “anima”.
lunedì 28 ottobre 2019
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